Case

La grande casa bianca di mia nonna dove spendevo le estati rimane lontana ma ieri al tavolo di ferragosto mia nonna c’era ed allo  stesso tavolo ci sono rimasto, di ritorno da ferragosti di grigliate con gli amici quest’anno ho sentito il desiderio di far parte di un rito antico, me seduta alla destra di mia nonna che canticchia sottovoce. Si alza dice la preghiera. Dopo novantreanni di lotta centimetro a centimetro il bianco sembra essere passato in vantaggio sulla chioma corvina. Le sorrido, lei mi tiene forte la mano. Protagoniste del dopo pranzo sono le duemila foto che mio fratello ha scannerizzato con un’ostinata noiosità che gli è proprio propria. Entusiasmo sui volti ai primi battesimi, ai matrimoni. M’immagino la sensazione di rendersi conto della forza con cui si inizia a prendere possesso della propria vita, ci si accorge che è la propria generazione ad infondere linfa vitale nelle cose, negli eventi. Che è il proprio turno. Scappo da albu, di foto, da mio fratello che afferma che sono presente in quaranta foto in più di quante sia presente lui. Scappo dai miei maglioncini verdi, dalle foto sulle giostre, da quelle foto della zia Adele che io costringevo a giocare a pallone con me pochi mesi prima che finisse su una carrozzina. Scappo e me ne vado, birra e pizze surgelate alla mano, verso casa di Andrea. Qualche birra divisa con lui e Claudio, alle sei poi ci si inerpica in montagna dopo essersi incontrati con Ciube a Venaria e si va a vedere la prima casa che potrebbe diventare la House of the rising sun. Scartata. Ma è un inizio. Si scende, ci si ferma in una pizzeria di una borgata. Birra ed ancora birra prima di un buon Genepy. Il rientro è tutto un piacere. I passeggeri si sentono rassicurati quando dopo mezz’ora di tornanti annuncio non tanto sicuro "ecco, ora sarei quasi in grado di guidare". E’ un piacere scivolare fra amici e sogni verso valle. Stanchi. Intanto ai primi di settembre tornerò a quella grande casa bianca a vedere se un certo gigantesco cipresso ha avuto la costanza di rimanere tale. Nel caso negherò che siano i miei occhi ad essere cambiati e gliene darò tutta la colpa.

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