Cambio di passo

Riniziano i corsi, arrivano offerte di lavoro (ma vedrete che riuscirò ad evitare che si concretizzino), la sera si esce spesso, almeno così è stato la scorsa settimana, e questa chi lo sa. Alla fine la stanchezza e il senso del dovere potrebbero arrivare a riscuotere il loro obolo convincendomi che riposare o studiare non sono due attività così inaccettabili. Mah, ho spesso di questi timori quando sento avvicinarsi la fine di un periodo stupendo. Non mi interrogo più sul futuro come un tempo. Da bambino fino alle superiori avevo il film della mia vita perfetta ben stampato in mente: la bella casa, la mogliettina, il lavoro serissimo. Era tutto perfetto. La donna della mia vita l’avrei dovuta conoscere prestissimo senza fare a tempo ad innamorarmi di nessun altra, il mio lavoro sarebbe dovuto essere duro ed impegnativo, da perfetto uomo responsabile e membro produttivo della società. La mia casa sarebbe stata un bellissimo appartamento alla Crocetta (e questo non riuscivo che ad immaginarlo uguale a quello in cui ho vissuto da bambino) ma ovviamente avrei avuto anche una bella casetta in campagna. Poi non so bene dire cosa sia successo. Il primo amore finisce e ti ritrovi un po’ vuoto, con la sensazione d’essere stato fregato (e non sai ancora che seguiranno un secondo, un terzo…). Ad un certo punto ti accorgi che non sei disposto a sacrificare un pomeriggio per studiare e figuriamoci una vita intera dietro ai ritmi del membro-responsabile-della-società. E ti ritrovi tutti i sogni da rifare, il modello di vita con cui eri nato, praticamente già incorporato, si è rivelato di cartapesta e ora dove la trovo un’alternativa? Si potrebbe solleticare l’idea di non farsi un progetto e presentarsi con la mia ormai amatissima atarassia nei confronti della vita e giocare di rimessa, vedere quel che c’è da prendere e veleggiare senza tentare di cambiare il verso delle onde. E’ solo che un progetto, un quadretto di futuro perfetto, è rassicurante nei momenti di solitudine, fra te e la tua anima, senza nemmeno un bicchiere di vino a farvi compagnia. A volte vorrei non aver capito tante cose, dentro quei parchi dove ho scommesso adolescenza e fegato, fra le nuvole di fumo di Amsterdam o dei pub di Rivoli. Le chiacchierate con gli amici. Mah…

1 Comment

  1. Vale*Menta
    27 Feb, 2007

    Alla faccia, che vita noiosa ti prospettavi :) A parte gli scherzi, ho imparato che l’unico progetto che posso fare con certezza riguardo al futuro è su me stessa. Io ci sarò, e nessuno deciderà mai al posto mio che tipo di persona vorrò diventare. Questo è poco ma sicuro.
    PS: Ti ho aggiunto tra gli "Amici", se ti va accetta la request!

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