Avete presente American Beauty, la scena in cui il ragazzo mostra alla vicina la sua registrazione del sacchetto di carta che volteggia nell’aria; quel sacchetto che poi è ripreso nel finale quando una voce parla del fatto che a volte ci sia troppa bellezza nel mondo. Ecco a volte mi sembra ci sia troppa tristezza, troppo dolore, troppe solitudini strascicate. Non è un dolore come quello che provi per te stesso; quello è curabile, accettabile, se non altro con paio di schiaffi dati a sè stessi. Ma il dolore che vedi negli altri a volte colpisce e non c’è modo di lenirlo. Come la sensazione di essere testimoni di furti perpetrati ancora e ancora, a quelle persone cui è stato tolto e cui si continua a togliere. Quel dolore scivola sotto i miei piedi ma a volte si arrampica sul mio corpo e viene d’improvviso a togliermi il respiro. Quell’odore di solitudine che circonda troppa gente. Persone che attendono. Persone cui sono rubate le emozioni. Non lo so. E’ che è difficile. Disse il vecchio crepulone divorando il suo pasto mentre fuori dalla soglia i servi si lottavano gli avanzi coi cani.

3 Comments

  1. Elena
    17 Apr, 2008

    Forse perchè il dolore altrui ci è per logica imperscrutabile.
    E come ogni cosa che non si riesce a gestire, lascia addosso una sensazione di frustrazione impotente.
     
    [e ognuno sta solo sul cuor della terra.]

  2. Diana
    19 Mar, 2008

    Purtroppo io invece il dolore degli altri non riesco proprio a farlo mio.

  3. Claudio Stella
    19 Mar, 2008

    Già…

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