Il viaggiatore viaggia solo e non lo fa per tornare contento lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento. (non è mia se qualcuno avesse il dubbio)
Distanza
Mi sento galleggiare nel mare dell’esistenza ad una distanza grande, infinita da un contatto. Mentre le tue scarpe grandi non le trovo più vicino alla porta, cerco la tua borsa di lavoro e non la vedo, rimango in attesa che la tua giacca a quadri faccia capolino, aprendo il portone ed invadendo l’androne. La polvere si deposita sulle mie attese. E’ passato tanto tempo, ma forse serve solo fiducia e pazienza; io per intanto continuo a tenerti lo spazio, prepararti il bentornato. Ogni distanza è solo apparente. Io e te invece ci incontreremo per strada, per un attimo, e faremo finta di nulla. Guarderai una vetrina, io chiederò l’ora a…
Rientro
Ore 21 passate, varco la porta di casa. Dopo il terzo lunedì di risvegli alle 4:30, di voli per Napoli. Ricordo di ritorno dalla prima trasferta, in attesa dell’imbarco un tizio che diceva ad un collega "è l’ottava trasferta in otto settimane". Mi sentii "sminuito" nel mio trasfertizzare, mi sembrava un traguardo molto lontano da me. Con la probabile trasferta di tre giorni a Roma che mi aspetta la prossima settimana sarò a sette trasferte in otto settimane, molto vicino no? Per il resto… Beh, dov’è il resto? Lontano da queste pagine, dai miei pensieri. Vicino a quando mi hanno fatto storie ai controlli in aeroporto per l’apribottiglie che mi…
Terra e pensieri
Mi sembra di poter capire la terra che raccoglie e filtra l’acqua, che riceve e custodisce il calore del sole ma non contiene alcun seme e nessun miracolo può avvenirvi. Un’amica sostiene che non sono io la persona che appesta questo blog, che immerso nella società sono una persona diversa. E non è mica la prima a dirlo. Per quel che riguarda me invece vorrei starmene in una stanza che fluttua in un pomeriggio infinito. Sdraiato su un letto e tu, donna o amico, su un altro e poi parlare, non di gesti o di cose ma di quei pensieri che rimangono mentre t’addormenti, dei brevi terrori che t’accoltellano il…
Intervento patetico
Stuzzicato da diverse battute, osservazioni fatte da amici, ieri m’era venuto fuori questo malessere larvale, questa piccola malinconia dettata da quella porta chiusa che è l’amore nella mia vita di oggi. E il patetico del titolo era in questo mio piccolo crogiolarmici, vittimizzarmi, coprire d’un velo di invidia i rapporti che fioccano in ogni dove attorno a me. Un piccolo uomo patetico può ridurre o quasi annullare la sua piccolezza se non la nasconde, non se ne vergogna ma accetta il suo essere (ma non per questo smette di cercare di migliorarsi). A volte quella porta che rimane chiusa mi fa sentire monco, a volte penso che se si aprisse…
Mi piace
Ma vaffanculo.Tutti scrivono quello liste di "Cosa mi piace" sui blog. A me piace mandare tutto a fanculo. Ok, non è un grande inizio ma non mi piace neanche scrivere grandi inizi. Mi ritrovo nel disordine, nel lasciar scegliere al caso la disposizione migliore per gli oggetti nella stanza. Purché non me ne debba occupare io perché, sapete, riesco con una facilità estrema a trovare di meglio da fare. Molto spesso è bere. A volte è ascoltare e cantare a squarciagola qualche caspita di vecchio pezzo rock, a volte è solo fissare il muro; rilassante e poco impegnativo. Mi piace avere la sensazione di essere molto intelligente. Mi piace bere…
Panchine
E’ quasi sera quando arrivo a quella panchina. Ti vedo da lontano e ti riconosco nonostante i capelli più radi e, ammettiamolo qui fra noi, quasi bianchi. Sei sereno, mi guardi e sorridi. In quel sorriso mi chiedi tante cose: dalla prima volta che mi sono fatto la barba, dalla laurea, del lavoro e anche delle donne (e non ci credi non ci sia nulla da dire). Tutte le domande, tutt’assieme, come se fosse tutto una cosa sola, un modo per dirmi "e tu? Come vivi?" con quel disinteresse ai dettagli che é anche mio. Vorrei risponderti ma non ho parole e oggi, caso strano, credo che la mia voce…
… that’s why they call me a baleng …
Domenottozze
Oggi sono andato in un "circolo bohemienne". Lo recitava la targa, precisa e sicura, appena sotto il cartello "Per entrare suonare". Io, Daniele, Valentina. Cioccolate ricercate, infusi esotici, birre di cui discutere con il Bestia. Moquette, pareti rosse, divani morbidi e sobri. Aria chiusa, musica che circola lieve. Parole varie, una telefonata del buon Ciube. Lontano è vero, ma si fa sentire. Uno che sa come rimanere amici anche vivendo vicino Pordenone. Di ritorno tolgo dal portachiavi vecchie chiavi. Una è di una casa nelle Marche da cui non vado da tre anni. Pochi grammi che mi portavo dietro ma avevo voglia di muovermi verso l’essenzialità. Rinunciare a tutto ciò…
Claudio ha aperto un blog
Blog di claudio:http://provaciancoracla.spaces.live.com/ Già che ci sono ricordo che Paolo "Oliva" ha il suo blog su:http://lord-macharius.blogspot.com Invece Paolo "Bahf" su:http://vitadipaul.blogspot.com Giorgì:http://giorgiacarelli.spaces.live.com
PERCHE’ PERCHE’
Non riesco a trovare questa canzone: They were so damn glad when I left school Said I was crazy ’cause I broke the rules Time to start livin’ my teenage dream Out on the streets it was rough and mean That’s why…they call me one of the boys Got tattooed arms and rings in my ears Never gonna suffer a straight man’s fears Better have a drink, crankin’ with the mates Movin’ fast I’m gonna make the grade That’s why…they call me one of the boys That’s why…they call me one of the boys I’m pushin’ it hard, I’m pushin’ it fast Gotta work it over, I gotta make it…
Libere ore
Giorno feriale ed io sono a casa. In ditta abbiamo il "patrono mobile", oggi era l’ultimo giorno per usufruirne, preso. Al mattino mi chiamano per dirmi che lunedì sarò a Napoli, mi sento di colpo più stanco ed è stupido. Al pomeriggio esco, è sempre lì, sulla mia vecchia Seat Ibiza che i soliti pensieri mi trovano, dove non ci sono azioni concrete a proteggermi. Qui la solitudine mi prende, mi colpisce attraverso ogni spiraglio. Nel mentre nuvole e cielo lottano spartendosi lo spazio, il sole picchietta sulle montagne. Forse questo potrebbe bastare a recuperare, a sparpagliare l’amarezza, darmi una tregua. Il primo freddo mi ricorda un’estate spesa lontano da…
Roma
Terza trasferta in quindici giorni. Questa volta andata e rientro in giornata, una mezza influenza proprio mentre sei di in uno di quei grandi palazzi, sul tuo tavolo diviso a spicchi, proprio di fronte a Cinecittà. Coltivo decisioni impulsive, sconvolgimenti dettati dal desiderio di… essere me? Ottimamente a tutti.
Malessere, nessuna preoccupazione sul lungo periodo passerà certissimamente
Ho questa sensazione di non salubrità del mio risveglio. E giù a maledire alcol e tabacco (che poi fra l’altro fumo raramente). Ma perchè non si maledice l’altro malessere, questo trascinarsi dei giorni, restringersi delle possibilità, questo inarcarsi di prospettive, celarsi di sentieri nelle pieghe del terreno. Scomparire, alla vista, al tatto, al desiderio di cose concrete, di pomeriggi di birre rosse, di carovane di Waizen che passano dentro l’abitacolo mentre-fuori-piove. Te la dimentichi o no quella città, le case basse, quel grigio abusato e quel freddo determinato. Te la ricordi tutta lucida per la pioggia, lavata come se un po’ d’acqua bastasse. Ma per sicurezza ci si aggiungeva anche…
Ci sono
Ci sono canzoni banalmente tristi. La tristezza è così banale, ripetitiva, futile. La mia, la tua. Vissuta da bambino, nascosta dietro un gelato alla crema in un pomeriggio di giugno, appena dopo scuola. Lì, fra le fronde d’un albero, ad aspettarti tutti i giorni allo stesso incrocio. Ha impregnato quella panchina. Te la ricordi? Me la ricordo? La malinconia è tutta rivolta a me, alle foglie che ho già visto vorticare e perdersi, alle nuvole cui non ho dato importanza. All’illusione che una brezza di vento ed una birra dopo l’esame di guida potessero tornare. A volte bisogna buttare, sprecare, gettare dal finestrino vita su vita. E’ che dopo non…
Oh beh
E’ tutto un affastellarsi di pensieri: per carità si tratta solo di idee raccattate qua e là, cose che avrei voluto scrivere ma che di mattina presto non riescono a penetrare quel velo di rincoglionimento che mi circonda. Ieri sono stato da mia nonna e la macchina m’ha portato a zonzo per queste strade mica tanto trafficate della Valsesia. E vedevo questo mondo un po’ a parte, queste bei giardini, questo gusto per l’inutile ma bello. Un mulino a vento funzionante in miniatura, pacchianissime statue di ceramica, una fontana abbandonata in mezzo ad un campo. Villette ben curate, particolari; ci leggevo il gusto di fare le cose come pare invece…
Numero strade percorribili: una. Prego scegliere o meglio, limitarsi ad essere
Un amico, lontano, scrive questa frase come stato su msn: "donnesolemarebirralunaemusicaska".Ho la sensazione di essere qualcosa, che mi piace. E di non sapere essere in altri modi. Ed un po’ di invidia mi rimane lì, come se non mi riuscisse di deglutirla. Per vivere ci vuole spensieratezza, coraggio e tante cose. Io non le ho tutte quanto vorrei.
Consigli
Se qualcuno è curioso di saperne qualcosa su Linux e leggere un confronto con Windows XP il buon pillus ha scritto un bel post chiaro e con immagini e video. Visitate gente, visitate http://lord-macharius.blogspot.com/2007/09/ubuntu-vs-linux.html
Abbozzi
A – Mi sembra tutto confuso e distanteB – Beh, ecco, c’è una cosa cui forse non hai fatto casoA – E sarebbe?B – Tecnicamente parlando, credo che tu sia morto…A – Ah Momento di silenzio che B, dopo un po’, sente di dover rompere. B – Non é che sia brutto come pensi, si tratta solo di abituarsi. E poi comunque la festa faceva schifo. A si lascia trascinare, ne ha bisogno. A – Si, eravamo a quella festa… mi ricordo tanta TequilaB – Si ma poi è finita e sei uscito a prenderne dell’altra…A – …e poi… bumB – …già Altra pausa. A – Oh beh c’è di…
Ieri, che poi quando pensi è già tardi figuriamoci quando scrivi
E’ facile e molle esercizio attribuire colpe alla stanchezza o al tempo stagnante di questo terminal. Eppure, seppur quasi, non mi riesce totalmente. Viene fuori più chiaramente qui la mia incapacità di provare vera mancanza ma era già qui in me stamattina nella stanza di via Firenze, ieri sera alla fontana di Trevi e nei giorni ed anni precedenti a Torino. A guardar vivere come si va alla zoo. Mi mancano certe birre e certe parole (ndm ebbene si mi mancano due sere lontano dagli amici per sentirne la mancanza) ma l’energia che pervadeva i legami sembra intermittente, io incapace di immetterla. E’ il mio prematuro drizzare le antenne o…