Pane e vino

Serviva alzarsi, spazzolarsi via di dosso i pensieri e andarsene. Fuggirne anche l’odore.

Perché troppo spesso credo di camminare dritto sull’acqua e su quello che non c’è ma non oggi. Oggi maledico il modo in cui sono fatto, il mio modo di morire sano e salvo dove m’attacco, il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia quello che non c’è.

E come reagire? Provando a vedere se c’è la Vita ai bordi delle strade.

Nel momento in cui la macchina parte e non sa dirmi dove andiamo, allora mi sento assolutamente in pace. Un generico mirare al Nord.

Puro autunno, sotto questa pioggia. Lo respiro, un passo e poi un altro. Un parco, una tettoia. Il cappuccio che si inzuppa.

Entrare in un ristorante. Ordinare, e vino per favore. Quando tolgo la giacca mi rendo conto del peso, delle spalle fradicie.

Perché mi piace camminare sotto la pioggia, la sensazione di freddo. Ma poi mi accorgo che qua i confini sono labili, mi sento sparire in queste note di buio e freddo. Nel grigio privo di contorni. Ed il problema è che il pensiero non mi dispera. Se un tempo una risposta poteva essere gridare forte che esisto. Oggi è qualcos’altro. E’ saper accompagnare i pensieri con l’esistenza. Come il pane con il vino. Ho bisogno di gesti e concretezza, io che amo solo le farneticazioni di un’anima e una mente che, dannazione, non tacciono MAI.

E poi torno. Anche perchè bisogna andare ad assaggiare i cupcake al P-ink. Solo che è chiuso.

E allora il museo del Cinema. Ma è tardi. Sono 22 anni che non entro nella Mole.

1 Comment

  1. Luthien
    3 Nov, 2010

    ‘la chiave della felicità è la disobbedienza in sè a quello che non c’è’

    Disobbedire alle condizioni atmosferiche, all’età, ai pensieri: mi sembra tu ci sia riuscito. Basta solo saper continuare a farlo :)

    P.S. Montare in macchina senza meta è estasi sensoriale.

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