Mi piace

Ma vaffanculo.
Tutti scrivono quello liste di "Cosa mi piace" sui blog. A me piace mandare tutto a fanculo. Ok, non è un grande inizio ma non mi piace neanche scrivere grandi inizi. Mi ritrovo nel disordine, nel lasciar scegliere al caso la disposizione migliore per gli oggetti nella stanza. Purché non me ne debba occupare io perché, sapete, riesco con una facilità estrema a trovare di meglio da fare. Molto spesso è bere. A volte è ascoltare e cantare a squarciagola qualche caspita di vecchio pezzo rock, a volte è solo fissare il muro; rilassante e poco impegnativo. Mi piace avere la sensazione di essere molto intelligente. Mi piace bere tanto e reggere. Mi piace bere tanto e restituire quanto ingerito. Mi piace starmene a letto il giorno dopo, emettere rantolii strozzati tutto il giorno e riprendermi d’improvviso la sera, giusto in tempo per raggiungere gli altri al comune. Mi piace starmene in macchina dentro vecchi catorci. Mi piacciono i miei amici specie quando quel bagliore che li prende di tanto in tanto ci spinge alla prossima cazzata. Mi piace sognare. Immaginarmi decenni di vita a partire da uno sguardo di sfuggita ad un viso sconosciuto. Mi piace prendere la macchina e perdermi. Mi piace fare cose senza dovergli dare un senso. Mi piace incontrare persone che non rimangano disgustate se i miei amici ubriachi parlano della fermentazione dello sperma o se un rutto sconvolge la geografia locale. Per quelli a cui non stanno bene torna utilissimo il fanculo di inizio testo. Troppo spesso dietro i modi fini e preconfezionati si nasconde il vuoto. Di idee, di iniziativa. Capire quali parole sono solo contorno e spensieratezza e quali hanno un senso. E quale senso esso sia. Mi piace riuscire a capire il vissuto di una persona. Mi piace essere troppo misterioso e complesso per essere compreso. Mi piace che qualcuno riesci a comprendere una parte di quello che c’è dietro il Federico da pub.

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