Lavandino

Avrei voluto affogare nel mio lavandino, mille e mille volte ancora. Avrei voluto affogare nel mio lavandino mentre crescevo con il nulla accanto a me, avrei voluto affogare quando alzando lo sguardo mi vedevo solo nello specchio. Cadere dalle scale all’inizio della ricreazione, esplodere in mille pezzi durante i fuochi d’artificio. E l’avrai dato un morso alla mela avvelenata se avesse posto fine a questa fiaba di cartapesta. Ed invece mi ritrovo qui ad incidere tacche per ogni anno trascorso, per ogni giorno in cui ho galleggiato fra paura, apatia ed ipocrisia. In un mare in cui non so nuotare e non mi riesce di affogare. La stasi mi ha atrofizzato i sogni e la voglia di vivere. Troppo tenace per riuscire a mentirmi, troppo debole per riuscire a vivere, troppo umano per squarciare le menzogne e lanciarmi nel deserto che sta oltre, lontano dagli attori di questo baraccone. Affogato in un lavandino.

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