Fili

Questi fili che mi legano, ci legano ad ogni persona. Con questi fili c’è un rapporto complesso, mi ritrovo a riannodarne malavoglia, spinto da doveri ereditati. Li mastico, li strappo, li tessisco. Ci ritorno e li semino. Alla fine però torno alla mia Tana e mi chiudo la porta alle spalle lasciandoli fuori. Perchè rimango un animale ferito e di conseguenza, spinto ad essere feroce.

Mi torna in mente Fili, da quel gran album che è La morte dei miracoli di Frankie Hi-Nrg.

Torno a guardare la strada, a sentirne il sapore sulla lingua, a correre dietro a Fata Morgana.

Immagino di scrivere cronache solitarie, di perdermi in città dai colori troppo tenui, incapaci di definirsi, di trattenere parole per via di cieli troppo vuoti, che non si conoscono ed in cui non so che cercare. Ritorno a cercare soluzioni ne La morte dei miracoli. "Cercando che sia vero" che carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco libertà. E’ che dovrei sapere poi cosa cercare per darmela.

1 Comment

  1. giulia venturini
    18 Mar, 2008

    l’importante è che continuiamo ad essere i piccoli burattinai dei nostri fili, no?
    o forse non lo siamo mai stati…
     
    ps. leccati le ferite e lascia di nuovo entrare qualcuno nella Tana. certe volte ne vale la pena
     
     

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