die Zunge

Ho questo sapore in bocca di birra e cioccolato: certe cose non impari mai che è il caso di non mischiarle. Ma va bene così, quel sapore in fondo mi scioglie la lingua. Di che vogliamo parlare? Del tuo districarti fra giorni comuni, del tuo sforzarti di distinguere le tonalità diverse che separano un mercoledì da un venerdì. O vogliamo parlare del ballare in attesa del pullman sulla musica di "Bimbe belle", una danza improvvisata da Flavia e Viktor. Flavia schiaffeggia Viktor coi guanti, lui reagisce a sorrisi. Pomeriggio sui pattini, trenini improvvisati, cadute. Scivolare lenti o veloci. Ma senza pensieri. Se poi Monica se ne va a dormire presto che possiamo farci? Rimanere asseragliati all’Encilada, seccare birre al goccio, fare quel gioco portoghese degli schiaffi. Conoscere un po’ meglio Sandra; c’è la Giovannona, impagabile. Certe sere ti scivolano via fra le dita e va bene così. E’ come se qui tutto avesse una sua dimensione, un suo cascare sul morbido. L’irrequitezza dei giorni torinesi, quella fame atavica impossibile da placare oggi non c’è. Compro i regali per la Oma e le Tante e via. Eurotrip lo guardo in inglese o tedesco? Quante birre prendo dal ripostiglio. Quanto amo questo mio letto ed i dragoni ed i lupi di stanze semplici, di muri bianchi, di minuti spogli e sinnvoll. Va bene così. Finchè c’è birra, finchè c’è film, finchè c’è un giorno a separarmi da un treno. Da una serata al Keller con amici che non si vedono da tempo. E poi comunque si tornerà a casa, si tornerà a Karlsruhe.

Mi pavimento es tu casa. Siempre.

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