Come dire di una goccia, che la pioggia tutta è troppo grande e se ci penso mi commuovo

Si, non ho parole e non le saprai comunque usare. Non sono sicuro neanche mi vada poi di parlare.
Sono qui, la piazza ed i tetti a sbirciare; tetti lucidi. C’era un filo a legare tanti giorni diversi a lavarsi l’anima e non metterla mai a stendere.
Quel filo oggi non c’è, nulla fra me e la pioggia. Una pioggia che non è un bussare, un attirare la mia attenzione. Non si tratta più di una spinta leggera,
dolce anche se punge, di un invito a trovare la forza di camminare ancora. E’ una pioggia che luccica quanto i tetti, di verità, E’ una pioggia che non
è né un invito né un messaggio, non è una consolazione. E’ una pioggia reale, disseta per davvero. E’ acqua che piove così generosa da bastare per campi che davi abbandonati, per terreni che neanche sapevi tuoi, si spande così grande tutt’attorno che supera la collina e non lotta neanche con i limiti di una vista  che pur sapeva governare questi orizzonti. E’ una pioggia tanto grande che non sai vederla tutta. Ma senti di passeggiarci sotto, di esplorarne confini infiniti prendoti il tempo che serve e confidando nella sua generosità, di tuo la sai capace di restare così ed intanto cammini e… ma è solo questo per ora che mi riesce di dire… ora torno, alla mia pioggia, mi manca già.

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