Bianco

Ero in uno sconfinato prato, verde. Tu te ne stavi nel centro, vestita di bianco. Un bianco scintillante ma che non abbagliava, quel tuo bianco così avido da non rinunciare neanche ad una goccia di sole. Io non parlavo, me ne stavo lì come ad aspettare di vederti invecchiare. Poi tu alzasti lo sguardo. Continuavo a non parlare; c’era troppo, troppo bianco.

2 Comments

  1. giulia venturini
    24 Mar, 2007

    mai la curiosità fu in difetto, se non sbaglio… è la piccola molla che ci rende migliori…
    tralasciando la prima parte della frase, che era un collage di frasi del libro usato da me per creare un contesto, ‘il bianco batte il nero e il rosa’ è una delle frasi che ho amato di più, alla prima lettura… davide di leo ‘un’ora e mezza’
    il libro non vale molto, ma è simpaticamente semplice, con poche pretese, e trovate genialoidi…
     
    già, le isole felici ogni tanto ce le creiamo noi… forse hai ragione, forse ogni tanto è più semplice illudersi di averla trovata, piuttosto che ammettere di aver fallito, e di trovare la forza per cercare ancora…
    non penso sia il mio caso. purtroppo o per fortuna.
    l’attracco quell’isola me lo dà, solo che lo dà anche a tante altre barche, e finisco così per essere solo una barca e non La Nave.
    apprezzo il fatto che tu non abbia pensato subito all’amore, ma che abbia fatto un paragone. non è da tutti.
     
    ju

  2. giulia venturini
    23 Mar, 2007

    ho letto il tuo commento…
    le isole felici purtroppo non si scelgono, sono quelle. lo sai, da quando ammiri i suoi porti per la prima volta. lo sai. sai che è lei.
     
    sbaglio?
     
    ps: il bianco è subdolo. il bianco uccide. il bianco batte il nero e il rosa… (piccola citazione… chissà…)

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