E poi forse

A volte vorrei fingermi polvere e abbandonarmi al vento, senza coscienza, senza memoria. Abbandonare i sogni ed i progetti, gli esami, le pareti da verniciare, il portatile che fa le bizze. Smettere di desiderare e soprattutto di attendere. Non avere più nulla da aspettare, nulla per cui preoccuparsi, semplicemente volare tanto leggero da non avere coscienza di me, come abbandonarsi in un immenso oceano bollente e continuare a sprofondare, senza fine, senza inizio. E poi dimenticherei anche me stesso, la mia volontà, ciò che pretendo da me.
Qui alla fine dell’estate, l’ennesima di questa stupida ruota che ad ogni giro ci ha tolto qualcosa, che ci fa più vecchi. L’infinito gioco al massacro, l’unico modo per non perdere è ritirarsi.

2 thoughts on “E poi forse

  1. Ah, quando mi rendo conto che sono pieno di cose da fare, e che sono sono tutte superflue.
    La fine dell’estate…quante cose ho scritto in questi che assomigliano a lunghi tramonti domenicali.

  2. anch’io ho provato a scordare i ricordi e resettare i ricordi. Con me ciò non funziona.
    Con il tempo ho assunto dosi di consapevolezza, e allora…
    …io vorrei essere la mia memoria. che lambisce, tradisce e stordisce le mie membra…
    ..vorrei fare l’amore con la mia memoria…da perdermi in essa e diventarne parte…
     
    ..forse così smetterebbe di essere tormento e tormenta…
     
    unaperfettasconosciuta

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