Bambole russe

E poi stasera l’ho visto Bambole russe, la continuazione de L’appartamento spagnolo.

Il secondo è un film sull’Erasmus ed il primo vuol essere un film sul dopo.

C’è di meglio, si. Ma è un film che aspettavo da molto di vedere.

E comunque ormai più nulla potrà mai deludermi come la Baffo d’Oro, la birra che aspettai anni per bere e… pessima.

E ieri ero dal buon, convalescente Paul. A parlare di vacanze. Sono curioso di vedere che possa venir fuori. Io, lui, una macchina e carta bianca.

Per il resto a lavoro sono poco concentrato. E’ un periodo di ricarica. Devo capire meglio che cosa mi dia entusiasmo in questa fase, su cosa abbia voglia di investirmi. Le pile si stanno ricaricando e la voglia di fare, vivere, provare cresce. Ma l’esplosione è preceduta da ritmi allentati.

Mi sembra di stare navigando su una bagnarola, a largo di un’isola di cui non riconosco ancora i contorni. Prima butti a mare ciò che ti avvelena, poi fai un respiro, svuoti i polmoni e guardi l’orizzonte. E allora poi viene il momento di stabilire rotte. E soprattutto di scendere nelle peggiori taverne, lì, lungo il porto.

Ed è così

Mentirei se dicessi che è sempre facile digerire lo squallore.

Ma a poco a poco, pezzo a pezzp, senza voltarsi, io e la mia morale che tanti sputi riceve, io e lei, due vecchietti, continuiamo un morso alla volta. E non l’abbandono.

E ora torno a masticare. Con la Edelstoff nelle vene. E quanti sorrisi che avevo messo da parte per quando sarebbero tornati utili. Hai presente The tent, Monaco di Baviera, e il falò delle sere d’estate?

Cosa mi porto dietro

Sinceramente io in questa storia c’entravo poco o nulla.

Ho semplicemente osservato come le persone si comportassero nei miei confronti e mi sono fatto un’idea più precisa. Senza odiare nessuno, semplicemente traendo le mie personali conclusioni.

Poi altre rivelazioni che spostano di quasi nulla il giudizio che mi ero fatto.

Check.

E mi vuoi cancellare da facebook, eh, sarà dura, ma ci berrò su.

E scrivi un bell’intervento per insultarmi, supportata dalla tua claque, e va bene:

Ipocrita lettore

Quanto a lungo ti sei riempito la bocca e le intenzioni della mia felicità – e ti sei vantato, tronfio di spenderci pensieri e speranze, molto più che per te stesso.
Tu che tanto dichiaravi di amarmi, di rispettarmi, di tenerci al punto che – dicevi, mi avresti subito lasciato andare davanti alla consapevolezza di non essere il meglio per me. E millantavi la gioia e ti compiacevi dell’altruismo con cui avresti accolto la notizia della mia felicità.

Proprio tu, ipocrita fariseo moralista e pettegolo, in realtà cercavi solo qualcuno che ti rimpiangesse in eterno, che continuasse a volerti e cercarti malgrado te e i tuoi vani patetismi, e non appena l’orizzonte si è tinto della mia felicità, hai iniziato a gettarci fango addosso.
Non fai che indolente attendere qualcuno che ti adori, che ti scopi, ti insegua e nel frattempo resti immobile a lamentarti e ti circondi solo di persone che ti approvino – e va bene anche per finta, va bene anche se in fondo non è vero.

Sei pieno di regole e principi che applichi solo in contesti compiacenti, a popolazioni ben selezionate, e soprattutto solo se al momento del tuo giudizio non sono presenti, e non posso ribatterti.
Sei ipocrita come le tue intenzioni, come le amicizie che mantieni per comodità, persone che ti vanno bene il venerdì sera, ma che il sabato mattina hai già sputtanato al vento, solo per il gusto di avere qualcosa in bocca diverso dai silenzi della tua noiosa esistenza.

Tu, ipocrita lettore, mediocre scrittore.
L’ultima cosa al mondo che sapresti sopportare meno di d’essere posto dinanzi ai tuoi torti, è qualcuno che riconosca i miei meriti, e che non tema di amarmi così come sono.

Sappi che ti compatisco.

“Happiness is a hard master—particularly other people’s happiness.”

(http://libby-thesecretgarden.blogspot.com/2010/07/ipocrita-lettore.html)

Io dal canto mio cerco di trarre lezioni da questa esperienza.

Non mi pento delle mie scelte, di aver cambiato la mia vita ed essermi speso per intero. Credo che un sentimento non possa poi venir sporcato o reso vuoto a posteriori da come l’altra persona coinvolta scelga di comportarsi.

Ne esco con degli insegnamenti da far maturare, da capire a poco a poco.

E con un quadro più preciso di alcune persone che ho attorno.

Questo è quanto voglio portarmi dietro.

Poi certo, ci sarebbe amarezza per tanti motivi: per le bugie, per la delusione per la fiducia riposta.

Ma non solo. Come spesso accade ho anche avuto sorprese positive dalle persone che ho attorno.

E da questo riparto, curo la mia amarezza e mi immergo fra i sorrisi di che c’è intorno.

E poi due sere fa è stato bello rivedere Francesca dopo tanti anni, e chiacchierare con la sua solita allegria.

E ieri è stato bello rivedere Sara e Roberta e riassumersi la vita.

Ed oggi è stata bella la laurea di Giusy e ricevere il messaggio di Marina.

Film

Girava la voce, falsa, che oggi fosse uno dei giorni del futuro visitati dalla De Lorean di Ritorno al futuro. E invece bisognerà aspettare il 2015.

Il primo o secondo anno in cui andavo all’università andai al cinema con la ragazza con cui stavo allora, Francesca, a vedere l’appartamento spagnolo. Un film che racconto di un gruppo di Erasmus a Barcellona. E pensavo che in Erasmus non sarei partito mai. Poi quel film l’ho visto in Erasmus, con i miei compagni di avventura. E da qualche tempo cercavo il seguito, Bambole russe, per vederlo con amici che erano stati anch’essi in Erasmus. Ora l’ho trovato ma con uno di quegli amici, beh… è cambiata la situazione. E stasera rivedo, dopo anni, Francesca, per una birra e quattro chiacchiere.

E scopro che fra un paio d’anni dovrebbe uscire Roger Rabbit 2. Ricordo i cartelloni con la pubblicità del primo, mentre passeggiavo con mio Padre. Ne è passato di tempo.

A volte i film servono a tener traccia dei tempi. A mettere ordine nell’esistenza.