Hitchrider

Sebbene si possa vivere senza birra, io mi chiedo, che vita sarebbe senza una birra con un amico?

Lì a parlare di viaggi.

E poi partirò. Solo. A disperdere i chilometri con le mie risate.
A ritrovarmi, da qualche parte, a bordo strada.
La mia voglia di vivere, il mio entusiasmo a chiedermi un passaggio.

I don’t wanna be a pinhead no more. I just met a nurse that I could go for.
I don’t wanna be a pinhead no more. I just met a nurse that I could go for.

D-U-M-B
Everyone’s accusing me!

E ieri ho messo una vecchia camicia. E nel taschino è spuntato lui.
La timbratura riporta il 26 maggio 1999.
Chissà com’era quel giorno, chissà cosa immaginavo di me, cosa desideravo per il mio futuro.

Terrazze

Monica mi ha regalato una bistecchiera.

Grazie Monica.

E quindi una veloce cena in quel di Rivoli, al Bisogno (un vinello bianco fresco ed infido).

Vale è per qualche giorno qui e passa a trovarci.

Grazie Vale.

Per poi Torino, via Giordano Bruno. Cla ed il cane a passeggio.

Arvin migliora.

Grazie Arvin.

Poi la terrazza lassù in alto, Claudio e Marina che hanno preparato birre in fresco, cocktail, snack a volontà.

Le noccioline avvolte in uno strato di paprika.

Grazie Claudio e Marina.

Successi anni ’80, ’90. Esempi tragici di canzoni da dimenticare:

Sabrina Salerno, Malgioglio, Ambra.

Ma non solo per fortuna :)

Un branco… indefinibile.

Claudio poi ha finito La Repubblica degli Alberi che gli avevo prestato ed ora lo leggerà Daniele.

Eppoi PARE che lo pensino un po’ tutti che la mia ricerca di una moralità rasenti la paranoia.

Io per ora penso piano, lentamente (come ne fossi capace, di rallentare, quando l’impeto del momento cavalca veloce e il primo pensiero raccoglie la mia fiducia e la mia gioconda volontà).

Per ora penso che non ascolterò solo Rino Gaetano, come da mesi a questa parte.

E’ l’estate, è momento di coltivare viaggi sottopelle, sentirne il profumo.

E allora Ramones.

Talvolta

Talvolta mi sento un marinaio.

Sarà che cammino e ondeggio di qua e di là. Sarà che guardo tutto e niente poi davvero.

Che poi il caldo, la testa in cui frullano birra, e la mancata voglia di svegliarsi davvero.

Sarà che sono un marinaio perché ogni tanto c’ho questa voglia di tagliar gomene, di andarmene dai porti.

Non che disprezzi le gioie delle taverne, è che fatto il mio tempo mi piace lasciare un ricordo commosso nell’oste e riprendere il mare.

Talvolta mi sento un marinaio che se ne sta meglio in mare che a manovrare per entrare in porto. L’esilarante velocità con cui si sobbalza fra le onde, la libertà di percorsi non limitati da ostacoli a confronto con le complesse manovre di avvicinamento al modo, con quel guardare con aria torva i perdigiorno che gironzolano attorno alla tua barca.

Io me ne torno in mare.

Magari con la giusta scorta di birra nella stiva.