Mah

beh si non sto scrivendo molto, sarà che incappo in cose migliori di quelle ch’io potrei produrre, sarà che leggo Castelli di Rabbia e beh si bravo, sarà che oggi ho preso il mio Asus eee, sarà che Ahi Maria (Rino Gaetano) è una di quelle canzoni che mi mettono sottile malinconia, roba di cui nutrirsi insomma. E poi stasera Nico e Vale F. con Giorgì ai Magazzini di Gilgamesh a sentire suonare un amico del cugino del nonno del panettiere di chi? Boh. Cioè. L’importante era bere e fumare ieri pensando all’Erasmus, era non alzarsi alle 7 stamattina. Era il Capo col Chiodo, era seguire corsi con amici che non vedevi da eoni e rivagar di quei pomeriggi a patate allucinogene e botte senza motivo. Che se apri la porta del bagno e ti prendi un cazzotto in faccia. Beh che ci vuoi fare, è un amico.

Il mio alter ego

Ho un alter ego (in realtà ne ho molti ma di altri tipi di quello di cui vi parlo qui). Si chiama quasi come me ed ha la buffa caratteristica di non esistere. In effetti si tratta di me quando scrivono sbagliato il mio nome. Questo mio alter ego si è fregato anche la firma del primo articolo che mi hanno pubblicato su ioProgrammo di marzo. Coltivo buone speranze di riuscire però a difendere la paternità del secondo per lo meno. Attento famelico Federico Tomasetti, chi la dura la vince!

Ciaozzamente.

Confronti

Anni fa al cinema vedevo l’appartamento spagnolo, pensavo di sapere cos’era l’amore e che l’Erasmus non era una così buona idea. Lo riguardo ora, senza risposte, con quella lontana proiezione d’una partenza che non mi sa di nuovo, ma di ennesima, di riprendere. Adoro grandi zaini da montagna, adoro chilometri e lingue, quel senso d’esser sconosciuto a genti e vie. Quel tornare a baciare (letteralmente) il suolo di Torino.

Messaggi non richiesti I

La Technische Universität Karlsruhe è
la più antica università tecnica della
Germania, fondata nel 1825 sul modello dell’Ecole Polytechnique di Parigi, e
sede tra l’altro della più antica facoltà di
informatica, fondata nel 1972. L’Università
di Karlsruhe riveste oggi un ruolo centrale nell’ambito della didattica e della
ricerca nei settori dell’ingegneria, delle scienze naturali e dell’economia, grazie anche
alla stretta collaborazione con l’industria e con gli istituti di ricerca nel paese e
all’estero. Tale collaborazione garantisce che le tematiche oggetto dei corsi siano
costantemente aggiornate e in linea con le esigenze del territorio e del mercato.
L’ateneo conta circa 20.000 studenti ed è
l’università tedesca con la percentuale più alta
di studenti stranieri.
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di Karlsruhe riveste oggi un ruolo centrale nell’ambito della didattica e della
ricerca nei settori dell’ingegneria, delle scienze naturali e dell’economia, grazie anche
alla stretta collaborazione con l’industria e con gli istituti di ricerca nel paese e
all’estero. Tale collaborazione garantisce che le tematiche oggetto dei corsi siano
costantemente aggiornate e in linea con le esigenze del territorio e del mercato.
L’ateneo conta circa 20.000 studenti ed è
l’università tedesca con la percentuale più alta
di studenti stranieri.

Io voto per il caso, c’è benzina e quindi non mi fermo

Io ero assolutamente contrario all’Erasmus. Pensavo che andarsene fosse ammettere che non si avevano legami, non si era stati capaci di creare qualcosa di importante. Poi un giorno ho sentito un’aria diversa. Avevo voglia di dare un altro giro alla ruota, mi sono iscritto ed ora salvo sorprese spenderò un anno a Karlsruhe; no, non so il tedesco. Alla riunione di assegnazione senti persone rosolarsi le prospettive nelle paure, "ho paura, ho paura… si ho già visto lo studentato, guardato le fermate della metro, informata sulla mensa, sui professori, sugli esami… ma ho paura…". Dubito ci sia una cura all’incapacità di vivere. E’ dura eh essere buoni, sarò cattivo ma io davanti a certe persone faccio fatica a stare zitto… gente cui senti dire orgogliosa "ma io conosco la Germania, ci sono stato". E dove, chiedi. "All’aeroporto di Francoforte, dovevo cambiare un volo". Ma io sto zitto. Ascolto il motore che mormora. Ormai sempre più spesso parlo fra me e me. Dare una possibilità al caso, alla vita e a te stesso di sorprenderti, agire così, perchè soffiava il vento, perchè una mattina ti sei svegliato e non t’andava. A volte sembra solo la paura o la rassegnazione ad una vita cui non sei così legato. Avrei detto che salverei poche cose, di cui molte sono dentro me, e poi gli amici. Alla fine però non riesco ad immaginarmi questa differenza per qualcuno se partirò. E forse neanche per me se non per quel che riguarda poche, poche persone. La solitudine ti monta dentro negli anni perchè quel traguardo che è laggiù lo taglieremo soli, uno alla volta. Tanto vale, prima d’arrivarci fare il giro largo, starsene in Germania come se potessi essere lontano da questi rumori che disturbano i pensieri, da questi muri che mi gridano contro, probabilmente solo perchè sto ad ascoltarli. Massi, i mesi passano, passeranno come queste ore. Li masticherò immaginandomi di sentirne il sapore.