Segnalazione Aperitivo & Jam Session il 21 Aprile ad Alpignano

Il buon Ciccio mi rigira questa presentazione da far girare, faccio che metterla anche qui
 
Associazione Culturale SoundLab presenta:
 
sabato 21 aprile 2007
Aperitivo & Jam Session
ore 19: jam session, a cura della scuola di musica/associazione culturale
Notabene
5 € a bevanda
ore 22: drum battle con
Luca Caracciolo
Gigi Morello
Carlos Perino

presso Cascina Govean
parco Bellagarda (aka il Marino)
via Marconi 43 – Alpignano, TO
Ingresso libero, consumazione facoltativa

In collaborazione con Associazione Culturale/Scuola di Musica NOTABENE e Cooperativa ALTROCHE’
Birra fornita da BIRRA CECA

Cordiali saluti e grazie per il supporto.
 
Claudio Prencipe x SoundLab

Modane

Che poi il treno non ci arriva più fino a Modane, quel tratto di ferrovia è chiuso per lavoro da anni. Epperò io ci ero andato più volte a Modane in treno. E’ che mi immagino di vagare in quest’approccio d’estate. Chi viene a fare un giro con me? Mica volete che me ne torni di nuovo a Susa da solo? Che poi si potrebbe anche fare…
 
Per quanto mi interrogassi non trovavo una risposta al perchè avessi deciso di salire su quel treno, quindi smisi di pormi quella domanda e diressi la mia attenzione al panorama che sfuggiva veloce per rallentare e farsi catturare solo all’ingresso in ognuna delle piccole stazioni che costellavano quella tratta: dapprima Avigliana e Bussoleno e poi Bardonecchia. Infine Modane. Scesi. Non che fosse una decisione difficile o combattuta, si trattava del capolinea. Essere senza scelta risulta un’ottima cura per ogni forma di indecisione.
 
Un sole timido, pigro, sufficiente mi accolse; unico viso noto in quella cittadina dalla parlata straniera. Erre perdute in discorsi oziosi fra i binari. Turisti, qualcun’uno, autoctoni e poi me. Non autoctono certo, turista nemmeno. Lì così, a starmene in piedi. A fissarmeli i piedi.
 
E’ che voglio partire.

…una cosa che è rimasta

Giornata fra la visita in banca, la visita al perito per discutere del programma e la sera a lavorare sul corso che inizia giovedì. Ecco, mi è rimasta quell’abitudine di Trieste, d’uscire ogni sera e andarsene a lavoricchiare al pub. Più che altro a bere ma portarsi qualcosa da fare per contentare la coscienza. E’ un periodo di energie buttate in queste protozoiche attività lavorative ma avrei voglia di buttare energie in qualcosa di diverso, che mi prenda al 100%. Fra qualche settimana o mese tornerò al cazzeggio e chissà quando mi deciderò a crescere per davvero, non lo so.

ELETTRICO

…come quella canzone degli articolo 31…
 
…mi sento elettrico, mi serve una Marlboro…
 
…è un week-end più piatto del solito, due sere di fila a tornare a casa alle due dopo essere stato viziato a lungo da rientri fra il cuore della notte ed il giorno che fa capolino. Oddio qualche bel momento c’è stato ma nel complesso è stato tutto un po’ più piatto. E poi e poi questo programma che devo andare a far vedere martedì e le lezioni del corso che iniziano giovedì, un corso rivelatosi estremamente più impegnativo di quanto prospettato… e così e così io chiamerei quel vecchio amico incontrato l’altro giorno se non fosse che è Domenica, che è Pasqua ed i locali sono chiusi. Ma, comunque, un film, una sigaretta… e poi dicono che il lavoro nobilita, spiegatelo ai miei stressati polmoni…
 
saluti a tutti.

E la promessa tiene


L’altro giorno c’erano due ragazzi in bicicletta, gli zaini stracolmi sulle spalle. Eccomi rivivere per un attimo quella sensazione di avventura nell’allontanarsi di pochi chilometri da casa, portare il proprio confine un po’ più in là. Ultimamente mi sento un po’ vecchio, come se avessi visto già troppo, come se fosse difficile vedere qualcosa di nuovo, emozionante. Mi sento troppo posato, tranquillo. L’inquietudine del nuovo, della scoperta, mi mancano. Non so, forse è solo un diventare un poco cinico. Al tempo stesso mi diverto in questi tempi tranquilli, rilassato, circondato da buoni amici e birra in abbondanza.

Ieri incontro un amico di tempi andati, quelli amici che conosci da così tanto tempo che, solo vedendoli, già ti senti vecchio. Ci si ferma, si scambiano due parole. Non abbiamo fatto le stesse scelte, io ho coltivato alcune esperienze, lui altre. Però rimane qualcosa in comune. Ricordo, ma non glielo ricordo, che a dieci anni ci eravamo reciprocamente promessi che non avremmo mai messo la testa a posto. E per ora la promessa regge. Stiamo crescendo certo, ma la sensazione che esprime, che sento anch’io, è che manchi ancora qualche esperienza o anche solo qualche cazzata all’appello. Le solite cose ad impedirlo: amici che vanno a convivere o troppo presi dal lavoro o troppo stanchi. E così quella voglia brucia ancora sottotraccia, non trova sfogo. Io quell’urgenza, quel bisogno ultimamente lo sento meno violento di un tempo, si fa vivo solo di tanto in tanto e poi ora chissà, forse riusciremo a fare quella visitina in Scandinavia e tutto sembrerà diverso. Più freddo probabilmente. Chissà se andreo poi a prenderla una birra insieme.

…acustica mentale

Sono tornato a casa a Torino dopo un po’ che mancavo, a trovare il nano più che altro. E ho capito, svegliatomi, che c’è qualcosa in queste stanze. Qualcosa che è sempre stato qui ma a cui io ero troppo assuefatto per notarlo. Si tratta di questo vuoto pneumatico, questo isolamento naturale donatomi dai suoni ovattati che qui giungono. I suoni qui si spengono ma non i pensieri. I pensieri rimbombano, ti assordano, fino a farsi malattia, a farsi troppo totali. Parti da un abbozzo, un dubbio e ti ritrovi alle prese con un tarlo che ti rode la mente. Lo trovo un posto magico, lo trovo un posto pericoloso.