Prime volte

Questa settimana ha trovato un suo senso, lasciato una macchia sulla mia pelle. Ed è questo che io chiedo ad una settimana, non necesseriamente di essere felice ma di provare a distinguersi da pugno di giorni medi di luce soffusa e tepore da torpore.

Una settimana di prime volte. Del primo uovo sodo, ebbene si siore e siori, che spettacolo scoprirlo trasformato sotto quel suo guscio rimasto identico prima e dopo la cottura. Della prima multa, suona il campanello "Corriere Defendini" dice e io lì ad aspettarmi di ricevere un pacco e scoprirlo una multa stagionata in qualche burocratico antro e arrivatami vecchia di quattro mesi. Della prima volta che… ma ovviamente quella più interessante e formativa non può finire in questo ammasso di caratteri sperso per il Web.

La sensazione di aver riguadagnato qualche metro sul mio cinismo e il suo svuotarmi mi soddisfa non poco, mentre mi appresto a camminare fra salici piangenti ed odore di bosco. E chissà che non abbia a trarne spunto per il mio moribondo libro (in effetti si, già qualche riga è stata vergata… vedremo se l’ispirazione continua ad accompagnarmi).

Un saluto a tutti coloro che leggono queste righe ed in particolare agli amici fuori dai confini nazionali.

Ritorni o ricadute

Dieci minuti di "Notte prima degli esami" sono più che sufficienti a farmi ripiombare in quella liceal malinconia che m’ero lasciato alle spalle. Oggi torno indietro ad indugiare nelle debolezze che pensavo d’aver eliminato. Oggi sono più fragile. Continuo a pensare che sia necessario sviluppare un carattere forte, che sia l’unico modo per essere liberi, però non riesco a dispiacermi del mio vacillare, del mio conservare una parte di ciò che sono stato. Quasi tutti stentano a crederlo eppure rimango un ragazzo timido, che a volte non sa cavar fuori le parole. Neanche quelle con cui riempire questo mio pigro post.