Eventi vari e comuni

Allora ragazzi, sto ascoltando Lucio Battisti. Ma che succede?

Che hanno è, che giorno è… E ho nell’anima, in fondo

all’anima cieli immensi…

Ok, ok. Allora. Periodo intenso, il 3 un esame e domani un

altro. Così ho passato questi giorni in biblioteca a studiare

con un amico "di famiglia". Intanto si pensa al dopo esami.

All’Irlanda: c’è un problema con il cambio dell’orario di un volo e

si prospetta una notte in aeroporto. Poi domani sera con Dani

una nottata a sbevazzare e guardare Friends quando io torno dai

City Angels e lui dall’aperitivo, e poi Giovedì in pizzeria

che Dani parte… E poi vorrei fare qualche lavoretto qua a

casa, sistemare cose varie; magari riverniciare e mettere la

moquette. Cose davvero interessanti vero? Comunque Battisti

continua nonostante il mio sbigottimento ad essere in

sottofondo. Non so con chi adesso sei, non so che cosa fai ma

so per certo che cosa stai pensando… e via discorrendo.

Magari adesso metto qualcosa di più allegro.

Comunque il porky’s non è male ma pensavo meglio o forse è

solo che: RAGAZZI DIAMOCI UNA SVEGLIATA E PIANTIAMO MACELLO

COME FEDE COMANDA.

Stasera niente pensieri introspettivo-malinconico-contemplativi, ho un mezzo pensiero su cui vorrei scrivere ma c’è un tempo per tutto: e ora non è quello giusto.

Buona giornata/serata a tutti i visitatori, commentate, scrivete, condividete.

Ritorni

Oggi mi sono imbattuto in un diario di qualche anno fa. Il diario del
primo anno di università (o meglio dire di "poli", per chi non lo
sapeva sono un allievo ingegnere). Non c’era neanche una cosa che
c’entrasse con lo studio, solo qualche scritto della "skrakkina" (una
delle poche ragazze che abbia frequentato il gruppo negli anni
scatenati), qualche citazione tipicamente post-adolescenziale di
canzoni, alcune mezze poesie, qualche frase più o meno insensata. Vi
parlo di un diario da sedici mesi e circa venti pagine non
completamente bianche (forse capirete perchè il primo anno non ho
combinato molto). Grazie ad un mezzo appunto sono in grado di ricordare
qualche episodio passato da tanto tempo che altrimenti avrei del tutto
dimenticato, in qualche modo perduto; così alcune giornate magari
neanche particolarmente "speciali" si sono salvate, a caso, mentre
altre che magari erano più "importanti" non hanno lasciato alcun segno.
Bah!

Trovo sempre divertente ripensare ai problemi del
passato, a quando era finito un amore e il mondo sembrava crollarmi
addosso. Anche allora ero abbastanza "disilluso" (ma solo per certi
versi) per capire che qualche tempo dopo la cosa mi avrebbe fatto solo
sorridere, e in effetti è stato così. E già che ci sono mi riascolto un
pò "Hell is home", e ripenso a quelle volte, magari da solo, magari con
gli amici più stretti che l’ascoltavo appoggiato alla macchina in
qualche luogo un pò sperduto, magari con una birra ed una sigaretta,
sentendosi un pò estranei al resto del mondo ma felice che così fosse.

You’re looking at me why
Sort of like a leper vibe
Okay for your kind
But it’s too good for me

And a hey I know I’m
Never gonna qualify
For all the bullshit
Of your social degrees

Essere per qualche ragione felici di essere guardati con sospetto dalla
gente mentre ti godi la pioggia e il freddo con il cappuccio
perennemente calato sulla testa e ti aggiri, birra in mano, per qualche
parco (la post adolescenza è un periodo particolare).

Oh look down your noses at me
Hating my identity
Oh but that don’t mean a damn thing you see
‘Cause down here in Hell everybody loves me

Hey I know I’m anti-social
‘Cause you act like I’m infected
With some atrocity

E la balzana idea di dover resistere a chissà quale tentativo di
omologazione che sicuramente sarebbe giunto nel futuro (ma sotto forme
che allora non comprendevo appieno)

Oh you keep your face turned away
To strip me of identity
Oh still got my fortune and fame
‘Cause down here in Hell everyone knows my name

Ma alla fine io in quei panni mi ci sentivo proprio bene. E potevo
sempre contare su qualche amico che mi seguisse/trascinasse in chissà
quale sciocchezza o in una semplice, irrinunciabile bevuta. E poi
quando sai di sbagliare ma sei felice di farlo lo stesso… vabbè
questo è un altro discorso.

E scusatemi se ho ceduto alla moda di riportare il testo di una canzone (ma d’altra parte l’avevo già fatto).

Ceneri

Di tanto in tanto mi piace scrivere qualche riga. Il blog l’ho
aperto anche per fare un pò d’esercizio (per anni non ho scritto che
liste della spesa). E poi ci sono delle cose che provo e che provo a
dire. Ci si perde un pò nella ricerca di una forma, è così difficile
esprimersi e così si fa come i bambini: per immagini. Inizio a
chiedervi scusa…

Pare di sentirla, la cenere intendo,
cadere su di noi; ricoprire i nostri respiri ed i nostri pensieri.
Farsi largo fra le nostre distrazioni per colpire la nostra immobilità.
Nessun grido echeggia sotto il pacato manto, nè voci, nè suoni.
Costante, infaticabile. Viene a prenderci sulle nostre poltrone, in
sale da tè ormai chiuse, fra i discorsi affogati negli ozii; fra le
nostre stanchezze si fa largo. Cosa sopravvive al suo divorare i nostri
desideri? Le cogli ancora le differenze fra i nostri sogni? Nel
massacro in divenire conservi la forza di alzare lo sguardo e coglierla
sul fatto? Soltanto ricordare il tempo prima della sua venuta? Forse
capire che siamo noi a seppellirci, che al suo arrivo eravamo già
perduti.

Il riposo del guerriero

Giornata piena, passata a cercare un posto dove dormire a Dublino. L’idea di partenza è sempre quella di "andiamo e poi vediamo sul posto". Due interrail (quantomeno difficili) alle spalle, lo spirito sarebbe quello ma, l’aereo arriva tardi (in Irlanda a quanto leggo è buona norma fare il check-in entro le 18:00), si viaggia non in pochissimi (cinque sventurati salvo sorprese) e ci si è assunti l’onere di occuparsi dell’organizzazione minima, quella che tranquillizza i partecipanti e li ha convinti a partecipare a questa sortita. Con sufficienza ci si butta alla ricerca di una soddisfacente "accomodation", il compito si rivela ben presto più arduo di quanto preventivato. Dopo qualche ora di tentativi andati a vuoto si viene a sapere che la partita del Sei Nazioni (il più importante trofeo internazionale di rugby, sport seguitissimo in Irlanda) Irlanda-Galles è in programma durante la nostra permanenza con ciò che ne consegue: riserve di birra intaccate in primis ed inoltre il numero di posti disponibili che tende a zero. Decine di e-mail dopo, il responsabile dell’ennesimo ostello ci fa sapere che la struttura presso cui lavora, come le altre, è completamente occupata ma dispongono di un appartamentino in affitto e… speriamo bene, se va bene domani provvediamo ai dettagli e finiamo lì. Comunque è stata una bella giornata passata con la mia amica Sara a dannarci l’anima in questa disperata ricerca e poi al pub con il nocciolo duro del gruppo fra cui il buon vecchio Daniele che a giorni partirà per Grenoble per poi fare tappa a Zurigo nel suo tour europeo di studi nanotecnologici (la studia per davvero quella roba lì, non è solo una scusa per farsi finanziare dai suoi il soggiorno oltre confine). Ed eccomi qui a raccontarvi di una giornata che avrebbe dovuto concludersi con la lezione del corso di City Angels su malattie infettive, HIV e prostituzione (con la storia dei City Angels vi tedierò alla prossima occasione) ed invece è andata così. Last but absolutely not least volevo anche salutare un’altra Sara e ringraziarla per le sue visite che spero continuino frequenti. Quando non ne potete più del mio parlarmi addosso visitate il suo di blog, "
…E intorno a me narcisi e quietudine…", troverete discussioni profonde e, a mio parere, davvero interessanti. Da scoprire. E qui finisce questo post stracolmo di parentesi.