Sogni

A volte mi sorprendo a guardarmi mentre mi affanno a correre verso il prossimo gradino, a pensare alla propria sfida. Ho come una coscienza secondaria che osserva, e sorride, pensando che dopo il prossimo traguardo che raggiungero’ ce ne sara’ un altro, e poi un altro ancora. Un gioco che so essere infinito. Semplicemente non esiste alcun punto d’arrivo. Pero’ ogni tanto forse dovevo dimostrare qualcosa, rendere chiaro che se volessi ci sono cose che potrei riuscire a fare, e per dimostrarlo mi tocca di farle. Poi le ho fatto e allora.. boh…

Allora poi passeggio per Dublino, oggi che e’ una bellissima giornata, a volte delle folate di vento sembrano volermi travolgere. Gli ubriachi non se ne danno cura. Vado a tagliarmi i capelli. Non e’ semplicissimo capire l’accento di un parrucchiere irlandese. E’ piu’ semplice pero’ di quando dovevo tagliarmi i capelli in Germania. Prendo uno Pumpkin Spicy Latte da Starbucks. Quando entro da Starbucks penso sempre a quella volta che con James siamo andati a piedi verso lo Starbucks di Newton e mi ha offerto un Iced Coffee. Mi piace l’iced coffee. E’ come il caffe’ ma ha il ghiaccio! E’ una figata.

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Comunque sia pensavo che uno dovrebbe avere dei sogni, delle idee verso cui tendere. Una concezione di qualcosa di fichissimo da fare con la propria vita. Che non sia necessariamente una sfida, ma magari qualcosa che e’ solo bello. No, non bello perche’ stupido, no, fare qualcosa di estremamente stupido, fa si’ ridere, ma e’ un’altra distrazione. Ora poi, in un accesso di lucida follia sarebbe bello anche farle quelle cose. Ma prima le devi pensare, perche’ si’, potresti ritrovarti una mattina ad aprire gli occhi e non essere in grado di stilare una lista di dieci cose che correresti a fare se potessi. A me, detto fra noi, potrebbe piacere fare un Interrail a quarant’anni, cosi’, come a dirmi che ho imparato a vivere sereno: mi prenderei un mese e viaggerei per l’Europa, per conoscerla e per salutare gli amici sparsi qua e la’. Vorrei vivere a Parigi, fondamentalmente perche’ ci sono stato lo scorso Week-end ed era tutto molto bello: c’era il sole e il vino costava molto meno. Era pieno di ristoranti italiani e anche se non ci sono entrato sono sicuro che si mangiava benissimo. E poi c’era lo stesso signore che suonava di fronte al centro Pompidou. Lui. Non mi ricordo quando l’avevamo visto, io, il Bestia e Asso, ma ne parlavo qui, quindi stiamo parlando di diversi anni fa.

Fra due mesi poi parto e vado in Germania, atterro a Brema e salgo su un treno per Amburgo, dove vedro’ Asso. Poi volero’ a Parigi, dove incontrero’ C., prendero’ il treno e andro’ a Rennes. Da Rennes poi scendero’ a Lione e da Lione andro’ a Torino. Da Torino ripartiro’ per Dublino. Staro’ lontano 20 giorni da lavoro, ma sono sicuro che se la caveranno ugualmente. Sembra incredibile ma un tempo facevano cosi’: io non c’ero e gli altri facevano tutto, senza di me, e comunque funzionava. Quindi sono fiducioso che andra’ bene.

E allora’ poi faro’ delle cose, terro’ allenati mente e cuore e continuero’ a fare cose tanto per farle, per esercitare quel muscolo chiamato Vita, poi mi fermero’ a pensare cosa voglio fare e alcune di quelle cose le faro’ e credo che col tempo faro’ tante cose perche’ quando io ero giuovine ho viaggiato con gente molto ganza che mi ha lasciato addosso questo gusto per la strada, e che se e’ vero che ognuno la interpreta un po’ come vuole io la interpreto che parto, che sorrido, che bevo la birra e faccio qualcosa che poi racconto la prossima volta che siamo al Keller. Ah, si’ quella volta che vivevo a Monaco di Baviera…

Io poi le cose le faccio. Voglio continuare. Ma prima devo pensare, pensare qualche idea assurda.

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