Periodi e decisioni

E’ sicuramente un periodo impegnativo. Gestire un trasloco internazionale: trovare casa, spostare utenze, conti, attivita’, non e’ banale. Con Camille dall’altro lato del confine (quello sbagliato) per la maggior parte del tempo. Poi viaggi: quattro di fila. Poi situazioni dolorose, che rendono piu’ difficile partire con una vita serena attorno al Po. Celebrare cose semplici, come un armadio nuovo.

E anche una delusione che forse non pensavo di avvertire cosi’, a cui rispondo fantasticando piccole vendette patetiche, ripicche senza senso.

E la sera sono qui a mangiare Schnitzel e bere Pilsner. Con Camille che nota movimenti strani e blocca una carta, proprio a pochi giorni dal mio primo viaggio di due negli Stati Uniti, mentre mi trovo a Berlino.

Mi ricordo di una sera simile, credo cinque anni fa. Anche allora mi trovavo da solo in un albergo isolato, anche allora avevo mangiato una Schnitzel. Anche allora pensavo che a me viaggiare da solo fa schifo. O meglio, mi fanno schifo questi viaggetti per lavoro, queste sere spese male, queste giornate in attesa di fare qualcosa. Mi suona di tempo sprecato. Mi fa sentire fragile, mi fa sentire di avere un tempo limitato e di starlo sprecando. Mi fa sentire in fondo di non avere controllo, perche’ se avessi controllo non sarei qui, ma altrove.

Non so come questo senso di vuota frustrazione si relazioni alla mia ansia: ne e’ la causa? La conseguenza?

Ultimamente divento piu’ cosciente della mia ansia. Che pero’ riguarda certi aspetti e non altri. Ho ansia durante i viaggi, non ho ansie legate al mio lavoro.

Forse potrei vivere ogni ansia come una sfida da vincere, una possibilita’ di migliorarsi. E provo. E raschio. Oppure potrei prendere in mano la mia vita e semplicemente dire no. Rinunciare a possibilita’ e clienti. Ho provato, ho scremato, ho filtrato, ho ceduto in fondo.

Pero’ se e’ giusto spingersi al proprio limite, e insistere ancora un poco, bisogna anche riconoscerlo il proprio limite e vivere bene, disegnare la vita di conseguenza, non lasciare che accada. Perche’, di per se’, non accade.

In fondo anche facendomi violenza, e continuando a spingere, ho raggiunto dei traguardi interessanti e fatto piu’ cose di molti altri. Forse bisogna saper coniugare questo col vivere felici.

Leave a Reply

%d bloggers like this: