No

Cosi’, per scrivere in maniera astratta. Anche se forse, un po’ di autobiografia c’e’.

No, non sarebbe giusto dire che ho semplicemente aspettato.

Ho cercato. Ho viaggiato. Sono uscito. Ho agito. Ho cercato spunti e li ho perseguiti.

Pero’.

Non e’ che sia successo in un momento particolare, non e’ stata una rivelazione che si e’ dischiusa in un momento di chiarezza assoluta.

E’ semplicemente che ti ho cercata per una Vita, e poi mi sono accorto che una Vita era gia’ passata e in quella Vita tu non avevi avuto o scelto la possibilita’ di lasciare una traccia. Tutto qui. Allora poi nel tempo qualcosa si e’ spento. Non mi fraintendere, ho continuato a funzionare, alla maniera che faccio io. Ho continuato a fare, a pianificare, a progettare, a crescere, a costruire, ad imparare. Ho continuato a uscire, a ridere, a scherzare, a lavorare duramente.
Pero’. Io quel motivo, quello di fondo, non ce l’avevo piu’. Ne ho trovati tanti, apparenti, ne avevo le lavagne piene. Di schemi, di obiettivi, di desideri futili.
Pero’ intanto una parte preziosa della Vita era gia’ scivolata via, e tutte le cose che avrei voluto dedicarti, be’ le avevo coltivate per me solamente. Avevo i ripostigli pieni di gesti che non avevo potuto compiere perche’ non c’eri.

Ero stufo? No. Io non sono mai stufo. Io vado avanti. Pero’ la leggevo la realta’ e non ti ci vedevo. Rimanevo cosi’, ad aspettare un’inversione del tempo, di poterti riseminare in ricordi che non avevo, in momenti ormai negati.

Ma la Vita non e’ un giochino ad aspettare il dovuto. Non c’e’ dovuto. Alcune cose le avevo sapute costruire, splendidamente direi. Ed altre no. La sera mi giocavo ai dadi colpe e scuse, fra me ed i miei fantasmi.


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