Mi chiederete

Un giorno tornero’.

Ci si chiederà’ dove fossi stato, se fossi poi davvero partito e perché.

Non saprete più riconoscere i giorni della mia assenza, capire l’assenza. Come fosse possibile tessere un filo sensato, quando io non fossi li a districare la matassa, a darle un senso pieno di buona fede.

Appenderò le foto di tutti i posti che ho saputo abbandonare, di tutti i momenti che mi rimpiangono, per il modo in cui ho saputo viverli e poi lasciarli andare. Per l’eleganza con cui ho stretto le strade, i luoghi e le persone per poi restituirli, in un soffio generoso. Per il modo in cui sono arrivato, e ripartito, con la stessa immutabile fiducia.


Ci saranno Karlsruhe, Monaco, Dublino e Lione su un muro, a litigarsi scampoli di memoria. A battibeccare su dove io sia stato più felice o dove abbia seminato più ricordi da venire un giorno a raccogliere.

Questa domanda, nell’aria, di come io abbia potuto partire, e poi tornare e poi partire, e poi ancora tornare e ripartire. Del perché’ io l’abbia fatto, di che cosa abbia trovato. Tutte domande un poco superficiali.

Chissà’ se mi chiederai che cosa mi servisse.

La risposta e’ che sono andato per capire come costruire i porti.

Ho calcolato il modo di allineare le pietre.

Ho coltivato la determinazione.

Per tornare, un giorno, completo, ancora più grandioso che nella memoria di chi mi ha visto partire.

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