In Italia

Il tassista gentile ci porta da Linate a Milano Centrale, facendoci anche uno sconto. C’e’ poco traffico in questa domenica d’estate e Milano scorre via liscia. La gente in aeroporto e stazione mi parla in inglese, vedendomi arrivare colmo di bagagli. Io ho sempre un pleasesorry sulla punta della lingua.

Il treno per Torino ha i finestrini abbassati e il vento danza con l’estate dentro al vagone. Non posso dire quanto sia bello reincontrare un’estate vera, italiana, dopo averne saltata una.

Vaghiamo per Torino assaggiando tutto: gelati, granite, panini, un’estathe. La qualita’, la voglia di casa e i prezzi dimezzati rispetto a Dublino mettono fame, sete e voglia di tutto.

Andrea ci porta in macchina mentre corre di qua e di la’: lo disturbero’ il giorno dopo. E’ strano tornare e pensare che tanti sono via, per il mondo, o comunque lavorano.

Il giorno dopo passo all’anagrafe, pronto ad un ottavo girone dell’inferno (quello delle marche da bollo). Ne esco in mezz’ora di impiegati gentili e professionali. Il certificato di nascita multilingua me lo fanno gratis. E’ strano pensare di dover dimostrare di essere nato, cosi’ come e’ strano pensare di dover pagare una tassa di soggiorno per stare a Torino.

Passeggio ed entro in un negozio per comprare uno zaino. La commessa gentile mi spiega nei dettagli le differenze fra i modelli. Esco dopo averle stretto la mano. Arrivo in albergo e stanno pulendo la stanza: mi offrono un caffe’ nell’attesa.

A volte l’Italia e’ un posto indescrivibilmente meraviglioso. Forse bisognerebbe solo non doverci lavorare.

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