Due

Questo pensiero ce l’avevo in testa da settimane. Allora oggi gli ho dato forma perche’ mi serve scrivere. Che se quello che sento lo metto qui, poi mi rimane piu’ posto.

C’è un trucco, che se ti riesce stupirà il pubblico più esigente.

È il trucco di vivere un amore grande, romantico, infinito e inaffrontabile. Di navigarlo, per poi osservare la chiglia corrosa dai giorni d’amore troppo intenso, le assi sfaldarsi, il pontile scomparire, ritrovarsi a sbracciare. Lottare, lottare, molto dopo essere affogati. Agitarsi, agitarsi, anche dal fondo. Cercare di risalire, senza conoscere la direzione della superficie.

A quel punto, se sopravvivi, avrai capito diverse cose.

Il rumore che fanno i polmoni quando esplodono. Che cosa si provi quando continuano a bruciare, oltre ogni possibile salvataggio.

Che il tempo non è un dettaglio ma un ingrediente fondamentale: che oggi o domani non sono intercambiabili. Che una settimana o un decennio sono una variabile nient’affatto trascurabile.

Che il sale sulla pelle continua a bruciare, anche quando si riguadagna la riva a colpi di braccia e miracoli.

Che per ogni rinascita devi morire tre volte, per ogni guarigione ti servono tre ferite profonde.

Che il fondo è una convenzione che si ridefinisce, si muove, ti attira, ti da l’illusione di un respiro per poi riacciuffarti.

Allora forse è questa la realtà: le lezioni più preziose si acquistano pagando con pelle ed arti, brandelli di cuore che credevi bastassero per diverse vite.

Sono lezioni che si apprendono, e poi ci si chiede a che pro. Se torneranno utili quegli insegnamenti, se non siano solo applicabili ad eventi che mai più si riproduranno. Forse lo saranno, forse ti ci aggrapperai quando, un giorno, si riveleranno fondamentali. Quando ti accorgerai di sapere trattenere il respiro per giorni, di poter affrontare bracci di mare nero armato solo di malinconia.

Forse arriverai a dirti che per comporre una Vita ideale servono un grande amore ed un amore che funziona. Esattamente due, per avere tutto, per sbancare. Che però alla fine di un amore ti accorgerai come questo sia poco, all’inizio del secondo come due siano troppi per una vita sola.

Ti convincerai che ci vuole un grande amore, e bisogna sprecarlo. Bisogna iniettarsi ghiaia nelle vene, lasciare otturare respiro e circolazione. Perdere, perdere tutto. Morire, bisogna saper morire, cosi’, senza trascinarsi. Soffrire, fino alle estreme conclusioni. Imparare ad arrendersi.

Poi, dall’altra parte, oltre ogni sbaglio, cosi’ lontano da ogni rimpianto, allora si ha il dovere di fare sul serio. Di lasciar perdere l’idealita’ di uno sguardo che non si riflette. Bisogna che il fare guidi il sentire, che si rincorrano a vicenda.

Cosi’, forse, si puo’ prendere una Vita, farla crescere e morire, per potersi permettere di rinascere. Ci vogliono le spine per concimare ogni resurrezione.

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