Cambiamenti II

In un certo senso prosegue "Cambiamenti", intervento di Dicembre. Non c’è realtà, non c’è concretezza. Insomma non ci sono gli aspetti vagamente decenti di quell’intervento. Ci sono solo… bè in effetti non c’è nulla. Però, sapete, bisogna pur scrivere, no? Io rifiuto di ascoltare lo sguardo della gente, non riflette la mia realtà. Cosa possono scorgere? Cosa capire, vittime delle proprie esistenze. Del proprio rifiutare di scegliere. La paura della solitudine, forse quella li ha trattenuti. Od un camino acceso. Una compagna nel letto, aspettando che il tempo la sfiguri, senza rispetto come fosse una puttana di nessun conto. Non si fanno differenze, nessuno ricorda quello che hai provato. Il calore del tuo sangue svanisce...

Pioggia, come sempre

E ancora cade; ed io qui ad osservarla, a parlarle: pioggia lava via i miei pensieri, continua a cancellare i miei ricordi. Continua a sussurare a quest’uomo senza memoria che non ricorda nè il suo primo bacio nè la sua prima volta, che ha perso i volti e riesce a non rimpiangerli mentre l’acqua scorre su di lui. Continua a cadere mentre ripenso alle serate sprecate, a quelle in cui non mi sono ribellato all’apatia. Cancella anche quelle. Meno male che Sabato c’era Paolo, alla fine mi ha fatto piacere rivederlo e farci quattro chiacchere. Sono contento di aver chiarito con Claudio e di aver parlato un pò con Stefania. Mi ha stupito come sia tanto più facile trovare un pò di confidenza quando si è in pochi, seduti in macchina. Questo gruppo...

Cambiamenti

Ho solo voglia di scrivere. Purtroppo i risultati sono pessimi. questo potrebbe essere l’inizio di un racconto che, tanto per cambiare, morirà qui. E’ un abbozzo, da correggere (si, forse sarebbe meglio dire da cancellare). Lenta. A dicembre la pioggia sembra cadere in modo diverso; i percorsi delle singole gocce, il modo in cui si infrangono contro il vetro della finestra: è tutto, per qualche strana ragione, differente. E’ tutto così diverso rispetto ad un mese fa. Camminavo coi miei pensieri in tasca, percorrevo una piccola stradina di un paese che era poco più di un nome, un bar e un branco di ragazzi con la voglia di andarsene. Camminavo senza chiedermi dove stessi andando (confidavo che fosse la strada a saperlo), senza badare alla...