Possibile siamo più scemi delle cose?

E’ strano quanto mi piaccia più scrivere che leggere. Scrivo scrivo e non ascolto. Ho i continui echi, riverberi nella memoria. Che accade e accade. C’è questo suono, è Two dei Motel Connection. C’è Claudio che si muove al ritmo della musica. Guardo, dopo tanto tempo Santa Maradona e l’acchiappo per un filo quel suono continuo. Quel continuo essere Claudio di Claudio. No? Ci sono queste canzoni, ci sono queste ore al Politecnico. Pensa. Ragiona. Progetta. Segui queste idee. Prova a vedere dove portano. E’ divertente, mi piace. Ma il fatto è che tutto, tutto accade con quel sottofondo di fatti, di antefatti che descrivono tutto il seguito. Mentre sono alla scrivania e la sera. Ho sempre, sempre 20 anni, le stesse facce, le stesse...

Casa

La sera a casa, un principio di influenza. Un paper da poco accettato e la possibilità di stroncare quello di qualcun’altro… Bene, bene, bene… cos’è che hai scritto qui…

E di concerti

Ieri serata all’Hiroshima con Alessia e Ciube. Sul cartellone si parla di Nobraino, e il concerto lo apre Giorgio Canali, un rockettaro con qualche anno sulle spalle che si scatena sul palco gridando elettricità, prendendo a testate il microfono. Che padronanza dei suoni, delle grida. Sarà che questa nebbia, mi nasconde l’orizzonte, Sarà che un po’ più in là, sono convinto, non c’è niente Sarà il fumo negli occhi, sarà il male di te Sarà che non mi va di cercare risposte, che soffiano in un vento che non c’è. Sarà che basta crederci, e poi va tutto meglio, Sarà che preoccuparsi troppo è sempre un grosso sbaglio Sarà che forse sono daltonico, ma devo dire che questo cielo invece di essere sempre più blu, a me sembra sempre più nero, Sarà che le ragazze con...

Scogli

Week-end a Bardonecchia, Daniele, Alf e il di lei ragazzo, Tommaso. Dormo nello stesso sacco a pelo in cui ho dormito innumerevoli volte. Perline di una stessa collana sparse nel tempo. Un filo, lo vedi apparire dal sacco blu che lo racchiudeva, lo vedi giocare con l’orso del logo. Bardonecchia e Jägermeister e Grand Marnier. Birra. E’ fare spesa in un piccolo alimentari di Borgone, andando su, è parlare con la proprietaria. Tommaso che viene da fuori la valle, da Bologna, la signora che parla di formaggi. Che, per dire, dare il tiro a Bologna significa aprire la porta. Ecco, se la Domenica pomeriggio ha un senso, ed ha un senso che è lontano da Linked e dagli altri libri che devo/voglio leggere, se il senso è, dato per assunto, lontano dai programmi...

Ammissioni

Io sono un uomo ripetitivo (I am ok with that). Ascolto le stesse canzoni, sempre, ascolto la stessa canzone, ancora e ancora. A mano a mano si scioglie… quel dolce ricordo sbiadito dal tempo, di quando vivevi con me in una stanza… e a mano a mano mi perdi e ti perdo e quello che è stato mi sembra più assurdo, di quando la notte eri sempre più vera e non come adesso… E leggo, e mentre preparo una presentazione rido fra me e me. E sull’inglese c’è chi sta peggio di me. E leggo, diamine quanto leggo. Un libro sulle reti: sociali, molecari, di conoscenza, ecc. ecc. (Linked), il libro che mi ha regalato Nella: la civetta cieca (ci sono delle piaghe che, come la lebbra, corrodono lentamente la nostra anima, in solitudine). E provo un...

Women, fire, and dangerous things.

E’ meraviglioso quello che il linguista cognitivo George Lakoff ci riporta: in uno dei linguaggi utilizzati dagli aborigeni esistono 16 generi, uno dei quali è utilizzato per indicare il fuoco, le cose pericolose in generale e le donne. E poi le definiscono popolazioni primitive…

Ahi

Ahi Maria. La Vita, la Vita, la Vita. Questo week-end Ciube è venuto a trovarmi, è rimasto da me. Ieri sera al BarRocco di Pianezza: un locale in una chiesa sconsacrata. Rock, cocktail. C’era Vale, una volta tanto. E Alf, e Claudio e Marina e Fabio eccetera ed eccetera ed eccetera. Si ricordi confusi, che riemergono a tratti. Ripensi alla serata e ti accorgi che mancano dei pezzi. Cavolo se ci ci è divertiti, se si è ballato, saltato gridato bevuto parlato. E Marina che scrive na wie lang war´s noch gestern?? kopfschmerzen?(-: I risvegli, quelli si, li cambierei. Ah le domeniche pomeriggio, quanto le odio. Mi annoio quasi sempre la domenica. Mi dovrei far trascinare via, dalla Vita. Ma il kopfschmerzen,...

Daw è il mio mito

In attesa che mi arrivino i volumi di “A” come ignoranza che ho ordinato cercavo qualche sua vignetta: http://liberolamiamente.wordpress.com/2010/07/13/una-cura-economica-by-daw/ http://emi-li.blogspot.com/2009/02/vignette-di-davide-berardi-alias-daw.html

Temi

Questo video vuole dimostrare che sono incapace di riprendere ogni cosa statica o in movimento. Sapete, era da un sacco di tempo che volevo costruire qualcosa con il legno, allora ho costruito una specie di scatola in cui impacchettare autoradio e alimentatore. E così a casa mia sarò sempre più circondato di pezzi di macchina. E’ un modo per ricordarmi che vivere è viaggiare. Difatti quest’anno voglio andare a Madrid a trovare Giovanna, Giulia, Diogo. Voglio andare ad Amsterdam con Daniele. Fare un Papetti-road-trip con il Capo e Asso. Quest’anno, il 2011. E’ un anno che mi...

In diretta da “Ricerca, formazione e trasferimento tecnologico per uscire dalla crisi”

Sto seguendo un dibattito al Poli. Bell’aneddoto appena raccontato: Convegno matematico in Cina, i più brillanti matematici del mondo presenti. Vengano ricevuti dal capo di governo cinese che gli propone un piccolo problema con cui si arrovellava. Nessuno delle medaglie Fields presenti riuscì a risolverlo durante la settimana del convegno. Un anno dopo una medaglia Fields lo risolvette. Ora è noto come teorema col nome del suo risolutore e del capo del governo cinese che lo aveva proposto. Ah, molti dei dirigenti del partito cinese sono ingegneri. I nostri sanno contare?