Stazione

Mi trovavo in stazione e una sorta di pudore mi spingeva ad evitare il lato sinistro dell’atrio, quei primi binari così distanti. Come se volessi lasciare lo spazio della discrezione a quei fantasmi che erano ancora fermi a una sera sotto Natale, ad aspettare quel treno che tardava a partire per poi perdersi nella foresta nera. Erano ignari ma comunque confusi da quello che li aspettava, da eventi netti per cui non erano attrezzati, intrappolati in comportamenti imprecisi. Così ero lì a camminare, a scivolare via da una visita a Milano, a preparare una chiamata a tarda sera con l’editore, a preparare le prossime presentazioni, i prossimi treni ed alberghi. Così, come a scivolarsi via, senza neanche il tempo di un ricordo agrodolce, di una...

Pressione

Pressione. La pressione di banche, enti pubblici, clienti, relazioni, aspettative, richieste, doveri, impegni. Potessi quantificare, organizzare le sorgenti di questi tipi diversi e multi colore di pressione. Guardo. Ma con quel modo di fare un poco spento, un poco disinteressato. In fondo, non e’ questo o quel contratto, questa o quella scadenza che mi fa accendere una luce piena di Vita, un barlume del cuore, un battio accelerato. In fondo, non sono che cose che dovrei fare, cose che qualcuno vorrebbe che io faccia, cose che avrei gia’ dovuto fare. Sono cose che possono solo andare storte, buttare altra pressione, chiedere, chiedere ancora. Pero’, dov’e’ l’emozione positiva? Il premio per quando mantiene la barca dritta, per...

Firme, bolli, e sogni

Dopo qualche pratica, firma, bollettini ancore da pagare e una mezz’ora chiuso in una stanza con un notaio mi ritrovo fondatore, socio, amministratore si una società.   Non che cambi molto. Lo scopo è sempre quello: capire come il software possa fornire strumenti ad altri professionisti per renderli più efficienti nel loro lavoro.   E in effetti la società si chiama proprio così: Strumenta.   Vediamo cosa sarà di questa...

Periodi e decisioni

E’ sicuramente un periodo impegnativo. Gestire un trasloco internazionale: trovare casa, spostare utenze, conti, attivita’, non e’ banale. Con Camille dall’altro lato del confine (quello sbagliato) per la maggior parte del tempo. Poi viaggi: quattro di fila. Poi situazioni dolorose, che rendono piu’ difficile partire con una vita serena attorno al Po. Celebrare cose semplici, come un armadio nuovo. E anche una delusione che forse non pensavo di avvertire cosi’, a cui rispondo fantasticando piccole vendette patetiche, ripicche senza senso. E la sera sono qui a mangiare Schnitzel e bere Pilsner. Con Camille che nota movimenti strani e blocca una carta, proprio a pochi giorni dal mio primo viaggio di due negli Stati Uniti, mentre...

Torino

Torino e’ una danza. E’ una bellezza infinita. E’ un gol a tempo scaduto, e’ un bacio che non meritavi, e’ una resurrezione di spirito, cuore e mente. Torino e’ dove non c’e’ bisogno di una speranza, mentre cammini fra le vie e la sera cola giu’ dal cielo. E cosi’ sono tornato. Tornare e’ una tastiera senza gli accenti. In realta’ sono tornato perche’ ordini superiori hanno decretato cosi’. Ubi maior, minor cessat. Ma nella mia iconografia sono tornato perche’ vuol dire ricominciare ancora: trovare casa, sciogliere lacci e lacciuoli da un lato per riannodarli dall’altro. E’ una cosa in cui comincio ad avere una certa pratica, in fondo ho lasciato Torino per...

Se c’è una logica

Sono una persona ansiosa. Forse lo sono sempre, forse lo sono particolarmente quando sono stanco. Forse lo sono particolarmente per cose per cui non dovrei esserlo. Forse lo sono in alcune situazioni, anche stupide se vogliamo, e non in altre, quando avrebbe maggior senso. Ecco, non so se ci sia una logica in quest’ansia. O una radice emotiva antica. O lo specchiarsi di un sovraccarico di emozioni e fatiche. Non lo so. Però vorrei riuscire a liberarmi, a vivere le cose in maniera diversa. Per lo più le cose le faccio comunque. Credo di aver affrontato il mio numero di sfide, di non essermi rintanato nel comune e nel conosciuto, di aver continuato a procedere, semplicemente lasciando all’ansia e alla paura il cuore ma non le gambe. Le gambe hanno...

Domande

Anyway, what you gonna do about it?
 Juliet, the dice was loaded from the start E così mi chiedo se cadrò su Torino come un fulmine che squarcia il tempo. Se mi ritroverò nel momento esatto in cui una clio aggredisce le curve, il pilota ride di un sorriso acerbo. E allora sia quel che sia, io nel dubbio prendo un sorso e ascolto l’aria fresca che mi canta in faccia. Oppure mi infilerò fra gli eventi, i titoli di giornale, L’ossessiva stupidità dei falliti che insozzano la mia città. Ci sono domande a cui non so rispondere, ma corro comunque in faccia alla...

Un secondo

Un secondo, un secondo di pausa. Ti chiama il commercialista, ti comunica i numeri del bilancio dell’anno scorso. Poi aggiunge qualche commento, che sia stupito, ecco, che qualcuno possa arrivare, senza conoscere nessuno iniziare a fare quei numeri. Mi avvisa che, la conseguenza, sara’ un salasso a livello di tasse, contributi, balzelli vari. Numeri. Decine di migliaia per quella tassa, un po’ di piu’ di quell’altra. Non c’e’ problema, in fondo non ho speso quasi nulla. Non ho avuto tempo. Allora ho fatto una pausa, guardato fuori dalla finestra, sorriso. E poi sono tornato al lavoro, perche’ e’ questo quello che faccio in questa fase della vita. Sono compulsivo. Non riesco a pensare ad altro. Eppure questo...

Mi chiederete

Un giorno tornero’. Ci si chiederà’ dove fossi stato, se fossi poi davvero partito e perché. Non saprete più riconoscere i giorni della mia assenza, capire l’assenza. Come fosse possibile tessere un filo sensato, quando io non fossi li a districare la matassa, a darle un senso pieno di buona fede. Appenderò le foto di tutti i posti che ho saputo abbandonare, di tutti i momenti che mi rimpiangono, per il modo in cui ho saputo viverli e poi lasciarli andare. Per l’eleganza con cui ho stretto le strade, i luoghi e le persone per poi restituirli, in un soffio generoso. Per il modo in cui sono arrivato, e ripartito, con la stessa immutabile fiducia. Ci saranno Karlsruhe, Monaco, Dublino e Lione su un muro, a litigarsi scampoli di memoria. A battibeccare su dove io sia...

Ridare le carte

Due anni fa vivevo a Dublino. Per motivi che ora non ricordo mi ero ritrovato a Lione sotto Natale  e poi avevo preso un pullman che avrebbe dovuto portarmi a Torino nel pomeriggio. Avevo già organizzato un ritrovo con il Bestia, l’Orso e Asso. Una di quelle robe che te le assapori settimane prima, che conti i giorni sul calendario. Era stato un fine anno impegnativo, specialmente le ultime settimane, dopo che avevo dato le mie dimissioni per passare a Groupon. Quel pullman arrivò a Torino con qualcosa come quattordici ore di ritardo. La sera sfumata. Le ore intrappolato in quel pullman a vedere uno dei pochi giorni di ferie che avevo sfuggire via. Per il nuovo contratto avevo provato a chiedere dei giorni di ferie in più e non era stato possibile: 22...