Periodi e decisioni

E’ sicuramente un periodo impegnativo. Gestire un trasloco internazionale: trovare casa, spostare utenze, conti, attivita’, non e’ banale. Con Camille dall’altro lato del confine (quello sbagliato) per la maggior parte del tempo. Poi viaggi: quattro di fila. Poi situazioni dolorose, che rendono piu’ difficile partire con una vita serena attorno al Po. Celebrare cose semplici, come un armadio nuovo. E anche una delusione che forse non pensavo di avvertire cosi’, a cui rispondo fantasticando piccole vendette patetiche, ripicche senza senso. E la sera sono qui a mangiare Schnitzel e bere Pilsner. Con Camille che nota movimenti strani e blocca una carta, proprio a pochi giorni dal mio primo viaggio di due negli Stati Uniti, mentre...

Torino

Torino e’ una danza. E’ una bellezza infinita. E’ un gol a tempo scaduto, e’ un bacio che non meritavi, e’ una resurrezione di spirito, cuore e mente. Torino e’ dove non c’e’ bisogno di una speranza, mentre cammini fra le vie e la sera cola giu’ dal cielo. E cosi’ sono tornato. Tornare e’ una tastiera senza gli accenti. In realta’ sono tornato perche’ ordini superiori hanno decretato cosi’. Ubi maior, minor cessat. Ma nella mia iconografia sono tornato perche’ vuol dire ricominciare ancora: trovare casa, sciogliere lacci e lacciuoli da un lato per riannodarli dall’altro. E’ una cosa in cui comincio ad avere una certa pratica, in fondo ho lasciato Torino per...

Se c’è una logica

Sono una persona ansiosa. Forse lo sono sempre, forse lo sono particolarmente quando sono stanco. Forse lo sono particolarmente per cose per cui non dovrei esserlo. Forse lo sono in alcune situazioni, anche stupide se vogliamo, e non in altre, quando avrebbe maggior senso. Ecco, non so se ci sia una logica in quest’ansia. O una radice emotiva antica. O lo specchiarsi di un sovraccarico di emozioni e fatiche. Non lo so. Però vorrei riuscire a liberarmi, a vivere le cose in maniera diversa. Per lo più le cose le faccio comunque. Credo di aver affrontato il mio numero di sfide, di non essermi rintanato nel comune e nel conosciuto, di aver continuato a procedere, semplicemente lasciando all’ansia e alla paura il cuore ma non le gambe. Le gambe hanno...

Domande

Anyway, what you gonna do about it?
 Juliet, the dice was loaded from the start E così mi chiedo se cadrò su Torino come un fulmine che squarcia il tempo. Se mi ritroverò nel momento esatto in cui una clio aggredisce le curve, il pilota ride di un sorriso acerbo. E allora sia quel che sia, io nel dubbio prendo un sorso e ascolto l’aria fresca che mi canta in faccia. Oppure mi infilerò fra gli eventi, i titoli di giornale, L’ossessiva stupidità dei falliti che insozzano la mia città. Ci sono domande a cui non so rispondere, ma corro comunque in faccia alla...

Un secondo

Un secondo, un secondo di pausa. Ti chiama il commercialista, ti comunica i numeri del bilancio dell’anno scorso. Poi aggiunge qualche commento, che sia stupito, ecco, che qualcuno possa arrivare, senza conoscere nessuno iniziare a fare quei numeri. Mi avvisa che, la conseguenza, sara’ un salasso a livello di tasse, contributi, balzelli vari. Numeri. Decine di migliaia per quella tassa, un po’ di piu’ di quell’altra. Non c’e’ problema, in fondo non ho speso quasi nulla. Non ho avuto tempo. Allora ho fatto una pausa, guardato fuori dalla finestra, sorriso. E poi sono tornato al lavoro, perche’ e’ questo quello che faccio in questa fase della vita. Sono compulsivo. Non riesco a pensare ad altro. Eppure questo...

Mi chiederete

Un giorno tornero’. Ci si chiederà’ dove fossi stato, se fossi poi davvero partito e perché. Non saprete più riconoscere i giorni della mia assenza, capire l’assenza. Come fosse possibile tessere un filo sensato, quando io non fossi li a districare la matassa, a darle un senso pieno di buona fede. Appenderò le foto di tutti i posti che ho saputo abbandonare, di tutti i momenti che mi rimpiangono, per il modo in cui ho saputo viverli e poi lasciarli andare. Per l’eleganza con cui ho stretto le strade, i luoghi e le persone per poi restituirli, in un soffio generoso. Per il modo in cui sono arrivato, e ripartito, con la stessa immutabile fiducia. Ci saranno Karlsruhe, Monaco, Dublino e Lione su un muro, a litigarsi scampoli di memoria. A battibeccare su dove io sia...

Ridare le carte

Due anni fa vivevo a Dublino. Per motivi che ora non ricordo mi ero ritrovato a Lione sotto Natale  e poi avevo preso un pullman che avrebbe dovuto portarmi a Torino nel pomeriggio. Avevo già organizzato un ritrovo con il Bestia, l’Orso e Asso. Una di quelle robe che te le assapori settimane prima, che conti i giorni sul calendario. Era stato un fine anno impegnativo, specialmente le ultime settimane, dopo che avevo dato le mie dimissioni per passare a Groupon. Quel pullman arrivò a Torino con qualcosa come quattordici ore di ritardo. La sera sfumata. Le ore intrappolato in quel pullman a vedere uno dei pochi giorni di ferie che avevo sfuggire via. Per il nuovo contratto avevo provato a chiedere dei giorni di ferie in più e non era stato possibile: 22...

Complici

Complice una vecchia foto che spunta fuori da facebook (qua sotto) Complici dei vecchi blog in cui mi imbatto, di persone che non vedo più da anni. Complici i nomi che affiorano dalle pagine, bè per un attimo mi sono ricordato di un momento in cui la Vita sembrava avere più attori sulla scena. Questi anni sono diversi: era il Maggio del 2013 quando è iniziata un’avventura con una compagna di strada. Allora parlavo di una Luce. Poco dopo siamo partiti per Dublino, poi, sempre in due, siamo venuti qua a Lione. Ho abbandonato la valle, Torino, la casa in cui vivevo con Andrea e Giulia. Ho abbandonato una ragnatela di rapporti, ricordi, relazioni, frantumi, reliquie storiche, legami di ogni tipo. Sono andato, via. E poi non torni, perchè anche se torni il...

A un certo punto

A un certo punto devi capire cosa vuoi diventare. Lo stress con l’uomo intorno? La porta chiusa fin dopo l’ora di cena? A volte mi sento parte di una vecchia barzelletta: ci sono un tedesco, un francese e un italiano… Ogni tanto dico “sorry, but…” mentre parlo con un italiano. Ogni tanto vorrei solo uscire a fare una passeggiata, o fare due chiacchiere, o non trovarmi in un triste albergo vicino alla stazione di Stoccarda. A un certo punto penso di riorganizzarmi, di cambiare, di cercare una soluzione, di proseguire con un vigore nuovo. È che da bambini immaginiamo il glamour del viaggiare per lavoro, di diventare “imprenditori di sé stessi” ma non ci immaginiamo cosa voglia dire la solitudine del consulente o...

Storie di un viaggiatore casuale

Tutto è cominciato con un risveglio ragionevole: una passeggiata verso Part Dieu, il Rhone Express a Saint-Exupery, la lunga, dannata coda per il controllo passaporti, una fila di stupidità che si mangia Schengen e l’Europa. Arrivo a Praga e mi attende il taxi, non gli dico neanche dove andare, non lo saprei nemmeno. Arriva Daniele, si mangia al tailandese. E poi è mattino presto, le 4:30, quando io e Claudio ci alziamo, raggiungiamo la stazione dei pullman. Dopo sette ore e qualcosa sono all’aeroporto di Stoccarda. Venti metri fuori dal pullman e sono su un taxi. Giusto un minuto in ritardo per la riunione. E ora mi trovo in un albergo incredibilmente deprimente, davanti alla stazione della città più deprimente che io abbia mai visto. Dovrò tornare...