Confusione, biglietti e silenzio

Trovo troppi biglietti del TGV, nascosti in questa o quella tasca. Andate, ritorni, viaggi che non ricordo: salgo sul treno e molto finestrino dopo siamo arrivati. Puff. Guardo il portafoglio e trovo biglietti di ogni tipo. Un buon per ritirare un premio al GS sotto casa. Lo scontrino è cancellato dal tempo, il GS è diventato un Carrefour e non abito nella casa vicino a quel GS da almeno quattro anni. Un cartoncino con i numeri da chiamare se dovessi bloccare la carta Sanpaolo che non ho più. Un biglietto da visita con i dati del mio consulente in Credit-Agricole. Un indirizzo di una stanza in Germania. Non so in quale città. È come se avessi le tasche piene di prove di fatti mai avvenuti, di eventi evaporati e annullati. C’è tanta velocità, tanta,...

Calendari

La maggior parte degli anni l’occhio mi cade sul calendario qualche giorno prima. Mi sforzo di ignorarlo ma l’inizio di Marzo è già lì, che agita la coda. Piano piano, gustandosi ogni passo, arrivo il più maledetto fra tutti i giorni. Altri anni, capita di non guardare il calendario fino a che una lucida consapevolezza ti sorprende. È una sensazione di freddo lungo la schiena, troppo, troppo in profondità perché tu possa farci nulla. Sbarri gli occhi e cerchi di ricacciarla indietro, nasconderla dietro la cortina del tuo sguardo. A volte mi chiedo come la sera del sei gli abbia ceduto il passo senza vergogna, senza cercare di resistergli, di impedire questo scempio. Perché, mi chiedo, l’otto non si precipita a strappargli il posto, a impedire...