Di Bar, compleanni, derby e altri avvenimenti

Sono successe diverse cose. Questa mattina mi sono alzato e uscendo dalla mia stanza ho visto questo:   E mi sono chiesto, quand’è, esattamente, che la situazione mi è sfuggita di mano? La sera prima c’era stata una festa. Una festa per il mio compleanno, diciamo però che più che altro si trattava della festa per l’inaugurazione del bar. A un certo punto vedo ri-entrare dal ballatoio due persone che non conosco, chiedo delucidazioni al mio coinquilino. Non ha la più pallida idea di chi siano. Bene. A un certo punto ricordo di essermi avvicinato al bancone. Al bancone che c’è in casa mia (ottima idea, nevvero?). Dietro c’erano quattro persone che frantumavano ghiaccio, pestavano lime, versavano cocktail, ammansivano un branco di...

Storie di viandanti

C’è un fatto che si ripete, di locanda in locanda, indipendentemente dal paese che ti trovi a percorrere. Quando la sera i piedi riescono a portarti sulla soglia di uno di questi ostelli che sorgono lungo la via e, spazzatoti dai vestiti il grosso della polvere, entri, capita più spesso che non altrimenti di scorgere uno o più viandanti. Dopo esserti schiarito la gola con una o due birre immancabilmente ci si ritrova a discutere di ciò che ci accomuna: la strada. Ognuno, con i modi del proprio carattere, descrive il percorso fatto, svuota il suo sacco di storie, non sapendo quando avrà ancora modo di parlare. Gli altri ascoltano, raccogliendo informazioni che potrebbero tornare loro utili e aspettando il momento in cui potranno fare altrettanto. Quando...

Natura e strade

Mi ritrovo a fare i conti con la mia natura. Ci sono cose che vorrei essere; in particolare vorrei, con umiltà, imparare a essere felice. In tutta onestà ritengo di avere da un lato la voglia di spendere impegno nelle cose, le poche che mi interessano, e d’altra la capacità di far scattare, sebbene non a comando, quella scintilla che rende vere le cose. Mi rendo conto però che a fronte di buone intenzioni e capacità latenti mi ritrovo spesso a procedere a tentoni, come accecato. A cadere nuovamente in buche d’umore. A fare somme e ricontrollarle solo per concludere che i conti non tornano, che c’è un difetto nel registratore di cassa. Non posso cambiare quello che sono, perché un certo modo d’essere l’ho respirato...

Abbraccio

Come un abbraccio. La notte cala così, o forse sono i miei pensieri che rallentano e si adagiano leggeri sulle cose. Così cammino fino a via Po. Qualche ragazzo grida per strada, grida sguaiate di chi vorrebbe ancora un po’ di notte, una birra, un’emozione, tornare a casa con una ragazza o perlomeno un numero di telefono. Invece è sorretto dagli amici, mentre barcolla. Il milite sardo, dono dei milanesi veglia su piazza Castello. Ti sembra che i Goliardi possano apparire da un momento all’altro e riprendere la città. Lì dove la luce e le facciate dei palazzi fanno scomparire il confine fra i secoli. Un mantello nero, un cappello a punta. Venite a riprendervi la città, a farla ancora nostra, a donarle un attimo in più di romanticismo. Cammino,...

Si fa presto

Si fa presto a parlare di Vita, di energie da spendere, di sogni da inseguire e realizzare. Però ci si scontra con tracce evanescenti, sentieri che svaniscono, senza portare da nessuna parte. Così rimango qui, di fronte allo schermo, stremato. La birra quasi finita e le idee che mi rimbalzano stanche in tasca. Non ho la più pallida idea di come raggiungere quello che mi manca. Mi mancano contorni chiari ai desideri. Rimango qui a seguire le cose belle che mi passano accanto per caso ma per quella che è la mia natura non è abbastanza. Forse dovrei viverla come una lezione. Potrei usare questa parentesi per migliorarmi, per arricchirmi. Non può essere questa però la mia missione. Io funziono in modo diverso. Si fa presto a chiedere un cambiamento. Difficile è...

Stralci

Ho stralci di memoria, brandelli di ore, situazioni. Li rigiro, li ricompongo. Un puzzle di cui ho una frazione, minuscola, dei pezzi. Non bastano a cavarne fuori una Vita. Mi hai dato l’alba, negato lo zenit. Rimango seduto, sfinito, ad amarti perché non ho l’inventiva e la dedizione per fare altro. Quel tuo modo di apparire il centro del creato, di catturare l’energia della stanza, della giornata, della città, dell’universo mondo, portarti via il tempo. Quando sei andata via avresti potuto lasciarmela, la mia energia, restituirmela. Appoggiarla vicino alla chiavi, che la trovassi quando avrei brancolato nell’ingresso di una casa vuota, dai muri troppo spessi perché fosse mai, che dico calda, tiepida. Le cose hanno preso...

Scivoloni

Vorresti vivere, smuovere le cose e scriverne. Incastonare un’immagine in un ‘opera faticosa per il solo scopo di lanciare un messaggio minuscolo perché ci sono cose che ritieni importanti. Poi capisci che sbagli. Ti correggerai, cos’altro fare. In fondo una boccata di realismo a volte è una medicina amara e necessaria. Per il resto è stato un buon Grigliathon. Tanti sono venuti nonostante minacciasse pioggia. Per gli altri, pazienza. La pioggia poi ha sfiorato la fine del pomeriggio ma é stata una buona giornata e mi sono divertito. Alla prossima. Quello che non ho è questa prateria  per correre più forte della malinconia...