Fini e inizi

…l’ultimo sorso di Negroni finisce. Vado al bancone e poco dopo sto assaggiando una Caipirinha: è inutile, dopo averla assaggiata con Diogo, in una spiaggetta vicino Porto nessuna mi è più sembrata buona. Perché mi ostino a ordinarla per rimanerne sempre deluso? Così oggi sono andato dal dentista, dopo, a metà pomeriggio ho fatto pranzo in questo fast food, proprio accanto a casa di una ragazza con cui stavo, circa dieci anni fa. L’ultima volta che ero stato in un fast food era a Salisburgo, dove ho visto per l’ultima volta l’ultima ragazza con cui sono stato. Dopo sono passato in via Tripoli a recuperare delle cose da quella che era la mia casa, dove ho vissuto otto anni. Ora ci vive mie sorella. Ho preso alcune cose e ne ho...

Stato avanzamento lavori

Oggi mi ero ripromesso di non pitturare, di lasciare le braccia e la schiena riposarsi. Invece ho di nuovo le mani sporche di vernice. Veloce riunione al poli, firma del contratto, visita all’ikea e… di nuovo a immergersi nella vertice, camminare fra i giornali che si strappano, fare su e giù dalla scala. Ritoccare, lavare i pennelli, smontare le mascherine delle prese. Ecc. ecc. ecc. La mia stanza è finita, l’ingresso ha bisogno di qualche ultimo ritocco, i mobili della camera arriveranno domattina. È stato un week-end intenso, fra visite di vivandiere che portano caffè, biscotti, noodles, con cui si va a mangiare una buona pizza. Si procede, come a dire che le cose avvengono. Che se io e il mio migliore amico progettavamo di andare a vivere...

L’ultima neve

L’ultima neve cade in maniera incerta. Tocca terra e non rimane traccia. L’asfalto e la terra umidi sono l’unica testimonianza.   L’ultima neve ricopre dubbiosa serate, cappellini di San Patrizio, panini prima del rientro a casa. Cancella le deboli tracce di settimane o mesi di dubbi e indecisioni, di gesti accennati e non compiuti, il ritrarsi all’ultimo minuto, il farsi cullare dall’inerzia dolce. Viene l’ultima neve, a darti uno sprone quando pensavi fosse tardi, troppo in là con le stagioni.   Invece è ancora neve. Debole e instabile ma neve.   La guardo, come fosse una possibilità e io abbia a portata di mano la voglia di coglierla. Quel guitto minimo della volontà che ti fa muovere la mano e...

I miei post preferiti del 2012

Ho aggiornato la lista dei miei post preferiti con quelli del 2012.  

Vignette vere

Mi ha colpito questa vignetta, perché contiene del vero, in maniera semplice....

Luoghi

Percorrevo la mia strada, ed ero abbastanza stanco e disorientato, da arrivare a ritenerla un percorso tortuoso e imprevedibile, sempre nuovo per sua natura. Lungo la strada, sono però incappato in luoghi che avevo già conosciuto. Luoghi dov’ero stato felice o giovane o entrambe le cose. Fra le altre cose mi si è parato di fronte, così, a tradimento, uno scorcio di parco in cui pensavo di sapere come accarezzarti, una panchina dove ti avevo osservata a lungo, nel tentativo vano di decifrare un tuo movimento, infilarmi fra un tuo raccoglierti i capelli in una coda ordinata e il tuo frugare nella borsetta. Pensavo che col tempo avrei capito, imparato a sfruttare gli spazi e mi sarei fatto largo in quella tua vita che mi affascinava, perché non ne facevo...

Porte enormi

Sono a casa, malato. Mi porto appresso l’influenza raccattata in un gelido alberghetto, nel corso di una operazione Z. Poi la settimana è ripresa, fra troppi impegni. Ah, è uscito il mio primo libro, esercizi di informatica. Poi ieri sera dopo lavoro sono partito per Genova. Sono arrivato verso le 20 e raggiungo via XX Settembre, seguo la numerazione: 3, 5, 7…. 57. Confuso chiedo indicazioni ai passanti che o fuggono o non sanno aiutarmi. Proseguo 59, 61, 61b… 9, 63, 11, 13. Proseguo e trovo l’alberghetto pagato coi soldi del glorioso Politecnico. Scopro che certe vie hanno una numerazione rossa e una nera: una usata dai negozi l’altra dal resto degli edifici. Peggio di quando scoprii la numerazione chilometrica nei colli sopra...