Futuro

Stasera, complice la birra scura, vago sul futuro. Mi sembra di avere un sacco di futuro di fronte. Persone, certo, offerte di lavoro, possibilità, paesi. Però, complice la birra scura, colgo la sfumatura che fa apparire tutto vacuo e non così importante. Pago il conto, torno alla mia stanza di un albergo nel nulla (eppure dicono ci sia Stoccarda, attorno). Sorrido, sento la tua mancanza. Il presente. Il presente sto imparando, anche grazie a te, che conta anche più di mille strade per il paese delle delizie, se tutte queste risiedono in un futuro che non comincia ora. Tutto importa un po’ meno se, alla fine della fiera, semplicemente avverto la tua...

La distanza

Oggi ho salutato Ciube e il Capo, ripartiti alla volta dell’Italia, dopo un tour-de-force di ore in macchina, pedaggi, gomme da cambiare e birra. La mia casa è più arida del Sahara, solo lattine vuote, casse abbandonate a fianco degli armadi. Io domattina, presto, parto per Stoccarda. Il Capo lo rivedrò fra un mese, in India. Ho i biglietti per Amburgo, da prenotare. Penso alla distanza. La distanza forse è semplice da comprendere, lo si può fare in modo fisico. Sei più distante di quanto il mio fiato mi permetta di correre, di quanto possa vedere, se mi sporgo dalla finestra. Neanche il mio abbonamento dei mezzi pubblici basta per raggiungere casa tua. Quando hai bisogno, non faccio in tempo ad arrivare, chi c’è lì che ti può distrarre da una cattiva...

Chiavi di volta

Mi distraggo scrivendo un po’, facendo un po’ di esercizio. Non interpretatelo come un intervento auto-biografico (non completamente almeno). Lo sai perché mi manchi? Ci ho pensato a lungo, ed era una risposta difficile da afferrare, ci giravo intorno, provavo ad attraversarla, a osservarla da ogni punto di vista: niente, non l’afferravo. Ho continuato a camminare con pazienza, e ho messo assieme i pezzi, fino a capire, d’un tratto. Quando ho raccolto l’ultimo indizio mi si è dischiusa la spiegazione di fronte agli occhi: improvvisamente chiara. Mi manchi perché è attraverso te che capisco la bellezza. In qualche modo io sono evanescente, come disconnesso dalla realtà. Quando tu però sei nei paraggi risvegli in me qualcosa che mi da...

La reazione alle parole della Fornero

Non parlo mai d’attualità; su questo blog normalmente scrivo di un argomento molto più interessante: me. In questi giorni però sto leggendo sui social network una quantità di reazioni in fotocopia alle parole della Fornero, Ministro del lavoro, che ha detto “Cari ragazzi, non siate Choosy e prendete i lavori che ci sono, per fare esperienza”. La risposta è stata data da una sfilza di persone e suona più o meno così: “Ho una laurea e non trovo un lavoro, quindi c’è una macchinazione massonica in atto, se non mi prendono é ovviamente perché non ho una raccomandazione.” Il profilo tipico di chi si lamenta è quello del laureato in “Scienza delle merendine”, solitamente con un voto alto (il fatto che la mediana dei voti...

Inizia il week-end

Ho aperto la finestra, ho lasciato entrare l’aria ma non le ho dato ascolto.   Mi sono seduto, e ho preso uno specchio. Ho contato le immagini che vedevo riflesse.   Ho avvertito la strada percorsa, dietro di me. Non gli ho dato peso, ma so che rimane lì, da qualche parte, a riprova delle possibilità di raccogliere i pezzi, uno ad uno, a riprova di abilità che potrebbero tornarmi utili.   Sai, non importa, davvero.   Mi sono vestito e sono uscito, dove c’è un battito, lento e...

Ridere di me

Torno da Vienna con scarpe nuove, dopo il party per la laurea di Irina, dopo aver parlato con Dea di cani e gatti e sorelle. Sono salito sul treno, la mitfahrgelegenheit del ritorno ha avuto un’incidente. Mi piacciono i treni, c’è poco da fare, mi piacciono anche se a volte cerco di convincermi del contrario. È un rapporto con le sue controversie, ma quale non ne ha. Mi piace anche arrivare presto in stazione, lo ammetto. Allora riprendo a fare esercizi di scrittura. Ho più di quattro ore da spendere dopotutto. Mi invento situazioni, come quando scrivevo di un desiderio e poi il lago. Sono caduto dentro al tuo modo di pensare, di muoverti fra le cose e le situazioni, di navigare a vista fra eventi e pomeriggi. Tu non sei un porto,e nemmeno la...

Silenzio, birra, amici, fortuna, un sacco di cose, che non provo a capire

Non ho scritto per un po’. Sapete, com’è, come succede. Succede la vita. Immagino ne siano successe di cose. È passata di qua Barbarina. È passato il Capo. È arrivato la serata del venerdì, ha speso 160 euro in alcolici. Ne siamo tutti orgogliosi. Sono tornato alle 5.30 a casa, Ricky parlava lento sul bus. Giulia e lui (il Capo) mi hanno suonato alle 6.40, abbiamo parlato. Alle 8 ho fatto una doccia e sono uscito di casa. C’era il sole su Monaco. La compagnia era ottima, ero con due grandi artiste. Abbiamo chiamato Flavia, che credevamo in Romania ed era ad Amburgo, in aeroporto. Ci ha raggiunto il Capo. Una persona malvagia ha chiamato “Andrea”. Si sono girate due persone meravigliose. Il mattino dopo io e il Capo ci siamo svegliati...

Lago, pace

Lunedì mattina sono tornato a casa e ho allungato il percorso, vagando per le vie. In quel momento qualcun altro era su un pullmino, ad ascoltare audiolibri in Slovacco e io avevo qualche pensiero da disseminare per strada. Ho passeggiato fino a imbattermi nello Schwabingersee. Ho visto un canale, una scaletta che permette di raggiungere l’acqua. Mi è sembrato un posto riparato, uno di quelli dove sederti e pensare, come se il mondo non ci fosse, non fosse così reale e inevitabile. Una catenella dovrebbe impedire l’accesso alle scale, ma non penso che nessuno ci creda per davvero. Poi ho scritto una lettera a una persona che non sentivo da molto tempo e ho ricevuto risposta. È stata una bella sensazione. Ho pensato che dopo alcuni anni, una qualche...