I ricordi

I ricordi, comunque, anche i più belli o più insignificanti, sono momenti di vita sprecati. Testimoni dei nostri atti incompiuti. Riaffiorano come per cercare di trovare una realizzazione. O una spiegazione. J.C.Izzo Marinai perduti Questa citazione l’ho trovata sul blog di Vedova Scalza, che si chiama Spiritually: http://vedovascalza.wordpress.com. Vi consiglio di darci...

Felicità divergenti

Una mia amica mi ha scritto una frase che mi è piaciuta molto. “i’m happy for you, because your clever mind finnaly started to cooperate with your life”. Credo che la Vita sia un gioco a inseguire la felicità, ognuno con gli anni che ha a disposizione, ognuno con le sue carte. Gli errori che si possono commettere sono tanti ma io ne vedo fondamentalmente due: il primo è avere paura, il secondo credo che sia quello di confrontarci con gli altri, di pensare che le strategie che per qualcuno hanno funzionato, o che a noi sembrano aver funzionato, possano valere anche per noi. Invece la ricerca della felicità è un gioco solitario, puoi chiedere un consiglio a un amico davanti a una birra su cosa sia meglio per te, certo, ma in definitiva non puoi...

Viaggiare leggeri

Giovedì scorso sono uscito da lavoro presto. Ne vedem miercuri. Non sono passato da casa, ho preso direttamente la U6 e poi la S-Bahn. Sono arrivato in stazione con abbastanza tempo per coltivare i pensieri, come d’abitudine. I chilometri sono scivolati piano dal finestrino mentre mozzicavo Fladenbrot e prendevo un sorso d’acqua. Mi piace mangiare pane e bere acqua quando viaggio, mi da la sensazione di viaggiare leggero, mi fa sentire in qualche modo un viandante. Sono arrivato a Wien Westbahnhof in perfetto orario. Sono sceso, eri lì nell’atrio.   Una sera sono corso in strada, fino a Favoritenstrasse, ho comprato della birra e una signora mi ha aiutato a disporre sul nastro le lattine prima che mi scappassero. Per la prima volta ero da...

Miscellanea confusa

Ho diversi correnti di pensiero affastellate nella mente, la stanchezza mi confonde. Ho anche parecchia birra in frigo, provo a fare ordine.   Daniele se ne è andato, quando sono tornato non c’era più. Non sono stato un ospite impeccabile. Avrei potuto essere migliore, più simile al solito. Avrei potuto essere peggiore, ma non sarei stato io.   Sono andato a lavorare per la prima volta qui a Monaco. Oggi non c’era il mio supervisore, ero da solo in ufficio. Solo con Sheldon. Sono in ufficio con Sheldon: è inequivocabile e un po’ spaventoso.   A volte riascolto delle canzoni, sentite a un concerto, in radio, in camera mia. Con la mente rivivo i momenti in cui avevano un senso. Capisco che ci sono persone che sogni, rimpiangi, che...

Ritorno a München

Sono andato in Slovenia, e poi sono tornato. Ho preso il treno fino a Monfalcone, quando sono sceso e ho alzato lo sguardo c’era Mojca, coi capelli un po’ più lunghi e quel suo sorriso puro, lei che ride anche cogli occhi. Abbiamo parlato lungo la strada in macchina, era sera. Siamo andati a casa dei genitori di Domen e loro ci hanno poi portato nella grande casa di campagna, a Budanje. Quella una volta era Italia, e non si poteva parlare sloveno. Ora è un villaggio di famiglie allargate. La vendemmia è stata una festa per tutti, dai vecchi ai bimbi. Pare che le stime più accurate indichino che abbiamo fatto più danni noi della siccità, una riserva virtualmente illimitata di vino a disposizione. Fra i filari mi esprimevo a gesti, mi passavano un altro...

Scampoli d’estate

Quest’estate non pensavo di viverla: sarei dovuto andare a Monaco, principalmente per rintanarmi in casa e lavorare per finire una miriade di progetti.   Invece la Vita ha avuto un’opinione diversa e quest’estate è stata piena di magia. Decisamente inaspettata.   Dal primo Agosto ho passato molte ore a non capire nulla o quasi per via della lingua: tedesco, rumeno, sloveno. Famiglie, bicchieri. Molte di queste ore le ho spese con una bicchiere in mano: una birra o del vino bianco. Tuica, a volte. Ho capito cosa intendeva Sant’Agostino: le persone, le persone. Spesso, fra un bicchiere e un altro, guardavo le persone, le espressioni, i sorrisi, le dinamiche familiari. Ho avvertito un senso di calore che andava oltre le parole,...

Strade, detriti, Est

Arrivi a Torino che vuoi andartene in più fretta possibile. Sparire, dileguarsi, come t’inseguissero. Non ti insegue nulla, è solo il tempo, conta i secondi che ti sfuggono di tasca. È un lavoro di una noia mortale. Poi a Torino ci rimani qualche giorno e percepisci le immagini appiccicate a ogni incrocio, lungo ogni viale. Ci sono un boato di fantasmi a Torino. Un casino, mi chiedo come facciano a starci tutti, nella mia mente, nella mia povera mente. Puoi volere andare via, ma, cara Torino, le tue mura sono sempre davanti a me (Isaia 49, 16). Il campanello dice ancora “Giuseppe Caccetta”. Anzi, un angolo è strappato per cui dice “Giuseppe Caccet”, che fa molto più internazionale, mi sono sentito un po’ James Bond per sette...

Paura

Ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti? Se segui la mia mente, se segui la mia mente… Passiamo la maggior parte della nostra vita ad avere paura. Paura di non raggiungere qualcosa: un lavoro, una relazione che vorremmo avere, paura di perdere quello che abbiamo ottenuto, paura di essere inadeguati. Abbiamo paure di ogni tipo, una o più per ogni occasione. La cosa buffa è che quando incontriamo qualcosa di bello sembriamo avere ancora più paura. Ciò che dovrebbe darci gioia e contribuire a renderci felici finisce spesso per scatenare nuove paure. Dalle cose più meravigliose sembrano fiorire le paure più vivide. Credo che non dovremmo avere paura della Vita e che, soprattutto, non dovremmo temere la bellezza. Mi viene da...

Via Tripoli

Mi trovo per qualche giorno in Italia, nella casa dove ho vissuto per sette od otto anni e che adesso sto svuotando. C’è una strana simmetria con il primo periodo in cui ci venni a vivere, quando non avevo un letto o un tavolo. La prima cena è stata un pollo arrosto comprato in piazza Santa Rita e mangiato su una scatola di legno che conteneva un nano da giardino. Non c’era nient’altro nell’appartamento.   È strano dire addio a tante cose che sono successe qua dentro.   Ricordo il tappeto su cui era sdraiato con Valentina, la poltrona gonfiabile che mi aveva regalato.   Ricordo quando venne a Francesca a trovarmi e io ebbi una cattiva idea.   Ricordo quando offrii a Giorgì il peggior caffè di tutti i tempi.  ...

Silenzio e movimento

Ci sono notti in cui la luna tace e finalmente capisci il valore del silenzio. Ci sono quelle storie che mi hai raccontato e che mi hanno provocato un senso di nausea, per i piccoli attori coinvolti, per le loro debolezze, per i gesti meschini e le parole spese male. Io, davvero, non voglio sapere nulla, ho lavato la memoria e l’ho ricoperta d’ambra, perché non marcisse, perché non contaminasse. È lucida, la rispetto, sta da qualche parte in un cassetto. Ci sono notti in cui torni a casa e vedi la stasi. Qui ci sono le persone, e le amo. I loro occhi, le loro espressioni, le loro storie, sono un arco di vita che abbiamo speso assieme. I suoi mutamenti, il delinearsi di scelte, avvenimenti, sfide, inciampi. Di ogni volta che ci siamo rialzati, feriti,...