The beaten track

Just like children hidin’ in a closet Can’t tell what’s goin’ on outside Sometimes we’re so far off the beaten track We’ll get taken for a ride By a parlor trick or some words of wit A hidden hand up a sleeve   Credo che i desideri debbano essere la scusa per muoverci nella direzione generica che pensiamo ci calzi. Poi però succedono tante cose per strada. La nostra ricerca prende una piega diversa a ogni colpo di scure che la Vita ci impone, separandoci per sempre da quello che speravamo di fare nostro. Allo stesso modo ci si imbatte in regali inattesi, spesso immeritati. Chissà, alla fine l’importante rimane muoversi, avere chiaro in testa che cos’è importante per noi e avere coscienza che potremmo non...

Scatole

Ho ancora delle scatole in cui avevo messo via le cose che avevo in camera a Karlsruhe. Non ho mai avuto tempo e modo di aprirle, se non quando era passato troppo tempo e quella vita non mi apparteneva più. Ce n’è una che sprigiona un odore fortissimo di chiodi di garofano quando la apro, li avevo presi per fare il vin brulé. C’è il tagliaunghie che non riuscivo a trovare in...

Ancore

Forse non ho nulla da dire, ho solo delle valigie da fare. Liste di cose da impacchettare, un’occhiata alla piantina del Charles de Gaulle. Una chiamata per la valigia, un appuntamento da fissare, fogli da ricordare. Questa settimana ho salutato tante persone, dal lunedì al venerdì. Ogni sera, anche se a volte ero stanco. Tanto affetto e in fondo vado dove non conosco quasi nessuno, dove non avrò amici attorno ogni volta che ne avrò bisogno. Così svuoto cassetti, piego maglie. Butto, butto un sacco di fogli, di disordine, di incrostazioni. Ho bisogno di togliere delle ancore, di sentire il silenzio del mare.   un minuto per reagire con la testa o il cuore un minuto di silenzio l’occhio si illuminera’ un minuto per favore per rimuovere il...

E tu cosa ci faresti?

Me lo chiedono: ma cosa vai a fare a Monaco il primo agosto? Io prima ho risposto che non lo so, che vedrò. Che qualcosa mi inventerò. Che imparerò il tedesco. Che ho del lavoro da fare. Questo è quello che dicevo agli altri, a me dicevo massì, non ci pensare, poi quando sei lì qualcosa ti inventi. È un genere di situazione che mi piace. Improvvisare, ogni tanto. Poi era una sera e faccio tutto a un tratto per parlarne col Bestia, sai, quando sei alla seconda birra e sei ancora dannatamente sobrio, con tutto quel tempo da ingannare mentre la birra scende e quell’altro guida. Gli dico: Sì ma io faccio tutte ‘ste pratiche, poi mi danno le chiavi di questa casa. Io entro e poi lo sai che non so che fare? B.: allora entraci con una cassa di birra, così ti...

E dove la vado a prendere l’iniziativa, la voglia, quella capacità di combattere l’inerzia per salire fra dieci giorni in macchina e andare a ricominciare? La prendo dai sorrisi di malvagia genialità di Claudio. Nel Capo che si alza, si scassa una birra al goccio e biascica qualcosa a proposito di qualche idea balorda ed esagerata. E poi LA FA. La troverò in Ciube che tornava alle sei e mezzo, si faceva la barba e via all’alzabandiera. La troverò in Punta, che non è mai tornato. Però io lo so com’è che sapeva fare, me lo ricordo. È difficile andarsene, sapete. Però, non si può diventare vecchi dal culo flaccido. Alle persone che amo voglio offrire di più. Offrire quel vecchio bastardo che riposa da qualche parte, e ritorna con storie da...

Preparando notti stellate

Poi un giorno un’e-mail. Accettato, Germania. Attento però, non sarà facile trovare casa, non sai il tedesco. Scrivi, senti, aspetti. Quando si parte? Fra due settimane?   …si ma, devi salutare. Come quella volta lì, quattro anni fa.   Una bella tendata per salutare, a dire:   – Che senso ha il vostro costruire? – domanda – Qual è il fine d’una città in costruzione se non una città? Dov’è il piano che seguite, il progetto? – Te lo mostreremo appena termina la giornata; ora non possiamo interrompere, – rispondono. Il lavoro cessa al tramonto. Scende la notte sul cantiere. È una notte stellata. – Ecco il progetto, – dicono. (I. Calvino)   Questo è il mio progetto per la tendata. Questo....

La settimana scorsa

Ci sono persone che si sono allontanate a poco a poco. La voglia di tenerle vicino, di rimanere vicini, c’era però poi la Vita… gli impegni, le distrazioni, la pigrizia… le nuove amicizie, le abitudini che cambiano, i ritmi diversi… chissà. Le persone che perdi, e non vorresti, sono una ferita. Però poi passi tre giorni in Olanda, rivedi tanti volti, parli, ricordi. E sei in quella sala, porgi gli anelli. Certe ferite si lavano e si guariscono così. Sai, mi spiace che la Vita abbia fatto piano piano divergere i nostri percorsi però tu, e le persone che ti circondano, sapete cancellare la distanza in un attimo, spazzare via la malinconia. Mi sono sentito a casa d è stato bellissimo esserci. Se ci ripenso piango, sai? Grazie. Grazie anche perché quei giorni...

Vita

A me sembra che questo sia il profumo della Vita. Della sua parte migliore, almeno. Gli sposi per tradizione dormorno in albergo, io scrivo da casa loro. E oggi è stato un momento incredibile, perchè era giusto e coltivato. Shalini e Luca, due anni dopo una serata al pub. Io c’ero. Luca, le aue mille case, i suoi tic, i suoi sorrisi, i giochi, le avventure e i ricordi. Andrea, suo fratello, la sua famiglia, Stefano, Angelica, Matteo. Quanto ci vuole per coltivare tutta la magia. Un giorno poi la guardi tutta assieme. È belissiMo. Luca fa brillare ogni cosa, ha trovato chi fa lo stesso. Ha ragione Stefano quando dice che è perfetto perchè è naturale. Oggi ho rotto un piatto ma non ho fatto cadere gli anelli. Che discorso, quante foto, quante nazionalità. È...

C’era una volta

C’era una volta un blog. Poi è successo che ci ho scritto meno, poco. Nel blog che facevo? Raccontavo la mia vita? Magari oggi ce n’è poca. Mi lamentavo e non mi va, ci sognavo forse, ma non ne ho più voglia, né direzione. Così taccio. Davvero, eh. Ho i pensieri in composto silenzio lungo la strada e la coda. Federica e Vera ci affiancano, io e Daniele sul camper. Ritorno da una carton rapid race bagnata ma divertente. Io, la gente dello Stammtisch. Ci ritorno dopo quel 2009 e una barca giunta al traguardo. Fra pochi giorni un altro aereo. Altri spazi vuoti che un tempo avrei riempito di pensieri, di aspettative, spesso deluse, ma comunque presenti. Ora c’è tanto silenzio. C’è bisogno forse, di tagli netti. Di un taglio, lungo e sottile....