Caro Lucio

…avresti dovuto spiegarmelo prima. ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti perché ho l’aria di uno sveglio, scusa? Federico...

Indulgenza

È che ti sente più indulgente con una parte di te quando ti rendi conto che è venuto il momento di abbandonarla. Chi non guarda con affetto la pelle che ora gli va stretta, la felpa stinta, rigorosamente nera e con quei disegni celtici. Io, in parte, avrò sempre vent’anni. E non perché sono stato un Goliarda, ma perché sono stato una solenne testa di cazzo. E lo sono stato sui tavoli del ‘Keller ballando in mutande, lo sono stato coi capelli rasati e tinti di blu per le vie di Amsterdam. Lo sono stato litigando con questo e con l’altro, lo sono stato sfasciando bottiglie contro il muro (rigorosamente vuote, tranquilli) e perdendo pezzi di cuore e pomeriggi interminabili dietro a lunghi capelli e poche parole mozzicate. E allora ho fatto bene,...

Strade larghe

Se voglio fare lo scrittore famoso devo esercitarmi un poco. Che dite?    Mi chiedo dove sei.   Sei nella strada deserta, nel vento che l’accarezza. Hai mai provato a consolare il vuoto?   Sei nell’estate di una foto che si arriccia ai bordi, in un’altra che hai perso.   Sei un sorriso che è sparito, nella deriva della ragione, della sicurezza e del piano cucina scintillante.   Sei fra la bolletta dell’Enel e quella del gas, sotto al letto a far l’amore con i mostri.   Sei esplosa in mille pezzi, frammenti che non ritrovi neanche tu. Te ne volevi disfare? Che fosse più semplice vivere senza essere il culmine del sole di Maggio, senza l’assoluto potere di un sorriso che si scompone, senza il dolore...

Morso

Un morso. Ci sono minuti in cui il freddo se ne infischia del cappotto e dell’attenta sollecitudine con cui muovi i passi uno in fila all’altro. Se ne frega proprio: della sciarpa e di quanto ti sia vestito. Ti morde il cuore come fossi nudo. Freddo, freddo al cuore. Come ne gelasse un pezzo. Un pezzo vitale. Ti aggrappi a quel che rimane, al nocciolo, e stringi forte. Lo trattieni. Non cedi. Non sai cedere. Col cuore gelato, col cuore martoriato rimani lì, un qualunque Rasputin di provincia che avvelenato, raggiunto da diversi colpi di pistola, percosso con bastoni viene gettato in acqua ed è ancora vivo. Reagisci, oh se reagisci. Fai, esci, ti muovi, compri, incontri, appunti, programmi, scrivi, progetti. Troppo vivo per morire, troppo vivo per non...

Bretzel, Aggressioni, Cene internazionali

Dunque. Giovedì si è tenuta la cena del gruppo di ricerca in cui lavoro. Una cena internazionale perché ognuno doveva portare qualcosa di tipico in rappresentanza del proprio paese o regione. Quindi Messico, Pakistan, Sicilia, Piemonte. Ci sono poi cadute dentro anche Cina e Germania. All’ultimo riunione avevo annunciato che sarei tornato da Vienna portando meco una Sacher torte. Beh, io a Vienna non ci sono poi andato, per ragioni che alcuni di voi sanno, altri intuiscono, molti sbagliano, taluni fraintendono. E dunque si risvegliò in me l’orgoglio Baden-ese, di giovane virgulto auto-esiliatosi da Karlsruhe (no, non rimpiango la scelta) e decisi di lanciarmi nella preparazione dei Bretzel. Mi reco quindi ad acquistare dagli ingredienti agli...

Musica che non ascolto

Credo di avere imparato molto. Mi rimane la voglia di...

I secondi nomi contano

Libri

Se un giorno, con una storia a far finta che sia lì per qualcosa diverso di incastonarcela, se un giorno leggerete questa pagina, beh, è nata oggi. No, non c’è alcuna Elena :) ma sono momenti difficili. E allora scrivo un po’. Elena mi è mancata in modi e forme diverse durante gli anni. Il modo acuto e fisico dei giorni in cui cercavo le sue gambe e non le trovavo. L’assenza decisa del suo profilo, del suo respiro. Il modo sonoro e visivo in cui ricordavo la sua risata, il delizioso modo di arrossire ad ogni complimento. Non ci sono stati silenzi che non riempisse, concerti che non travolgesse con un muro di suoni più forti, uno schioccare assordante della memoria. Non ci sono stati quadri o paesaggi dai quale non emergesse, nitida e inarrestabile....

Come

Come se un chilometro in più potesse regalarmi un secondo. Come se potessi sgravare il peso dei secondi con un atto qualsiasi. Come se dovessi fare qualcosa oltre a fidarmi. Come se non avessi pensato e pensato. La pista del Barrocco, avanti e indietro, mani dietro la schiena. Poi Alf mi aggredisce di sorrisi, Andrea mi spintona. Come se trattenessi con le braccia la marea che scorre troppo lenta, che incombe pesante. Come se dovessi trarre lezione e spunto di miglioramento da ogni situazione. Impara, affina l’equilibrio. Trasforma un campo di spine in un giardino zen. Pungiti. Come se le ore si facessero notte e giorno e le...

Messaggi dal bosco

Invece di lavorare a quell’altra storia, che son mesi di studio, provo a buttar giù alcune righe sulla storia del bosco. Che poi tendenzialmente non sapete di quella storia che inizia e finisce nel bosco. Cioè, qualcuno sì. Quella con Riccardo e Maria. Ma vabbè, dicevo così per prender tempo, per farvi stufare.   Qualcuno mi sa spiegare il segreto per sopravvivere?   Io, davvero, non sono capace. Almeno, non per quel tipo di sopravvivenza.   Respirare quando è difficile, quello sì. È respirare senza un motivo che invece non so fare.   Io di libri di rimpianti ne ho già scritto uno. Non posso passare il resto della vita a scriverne. Non ci sono abbastanza adolescenti annoiati che sappiano leggere, non ci sono abbastanza tastiere da...