Zehn kleine Jägermeister

C’è questa canzone che va bene per tante occasioni. Quando un amico se ne va. Quando ti va di bere. Quando ti va di pensare. È una canzone dei Toten Hosen e si chiama “Zehn kleine Jägermeister”. Zehn kleine Jägermeister rauchten einen Joint Den einen hat es umgehauen, da waren’s nur noch neun Dieci piccoli Jägermeister(1) hanno fumato una canna Uno è steso, quindi ce n’erano solo più nove. Neun kleine Jägermeister wollten gerne erben Damit es was zu erben gab, musste einer sterben Nove piccoli Jägermeister volevano proprio beccarsi l’eredità Ma per beccarsi qualcosa, uno doveva morire Acht kleine Jägermeister fuhren gerne schnell Sieben fuhren nach Düsseldorf und einer fuhr nach Köln Otto piccoli Jägermeister volevano guidare...

Registrazione Technorati

Ok, per farlo devo scrivere questo codice: GZETUBFMYEQM

Solo il nome

Di te ricordo solo il nome. Mi ricordo che ti chiamavi Maria e il modo in cui dormivi scomposta la notte. Mi ricordo che ti chiamavi Maria e ogni rumore ti spaventava. Mi ricordo che ti chiamavi Maria e amavi l’acqua, specie se era fredda. Mi ricordo che ti chiamavi Maria e quando ridevi era perchè se non si vedesse che avevi paura. Mi ricordo che ti chiamavi Maria e ai giorni preferivi i silenzi, alle certezze i dubbi, alle gentilezze la possibilità di espiare. Mi ricordo che ti chiamavi Maria e che ti piaceva essere battuta. Mi ricordo che ti chiamavi Maria e ti terrorizzava chi ti stava vicino senza toglierti qualcosa. Mi ricordo che ti chiamavi Maria e un giorno ti ho sorpresa mentre cercavi ancora una paura. Mi ricordo che ti chiamavi Maria e un giorno...

Trips in 2011

View Trips in 2011 in a larger map In 2011 I took the opportunity to travel a bit. It started with a conference in Durham, UK (April). Then I went to visit Elena and Luca in Utrecht and Amsterdam (May). In the summer I went… to a summer school in Braga and I spent some time with Diogo, Daniel, Marcello and Andrada in Lisbon and Porto, also. A week-end in Barcellona to listen a concert of some friends. Then some amazing days with Flavia, Viktor, Andrea, Ami and their friends in Timisoara. Now I am REALLY looking forward to see again Andrea in Vienna, get drunk with Giovannona in Madrid and to finish the year spend some days with a friend of mine (the so called “Cotto”) in München. The good part is that I managed to lose just a few days of work,...

Il Villaggio della memoria: i colori

“Sai, ho dimenticato i colori” – disse l’uomo fissando il vuoto. Aveva alzato di scatto la testa dal bancone e con urgenza gli erano scivolate fuori dalla bocca le parole. “Sì, i colori” – riprese poi – “i colori di quell’anno, l’anno più bello, più pieno. Ricordo solo che c’era un ingorgo, sfumature che si scontravano con altre e davano vita a tonalità solo mie. Sono ricordi vaghi ormai. Il tempo, il tempo m’ha mangiato i bordi. Una volta c’era il castano chiaro di lei che s’infrangeva sull’erba verde e in quel contrasto nasceva un colore solo mio, di me che l’osservavo. O le pietre lungo al fiume, che si scontravano con i miei piedi immersi nell’acqua...

La ripetizione spaziata per imparare le lingue (e soprattutto il tedesco!)

Stamattina ho registrato uno screencast per raccontare a una mia amica come funzioni un programma semplicissimo e molto utile per memorizzare qualcosa e non dimenticarselo per anni. Il sistema si basa sulla ripetizione spaziata: la mente ha bisogno di rivedere un’informazione a intervalli via via crescenti (1 giorno, 3 giorni, 1 settimana, 1 mese, 1 anno…) e c’è un programma che aiuta a fare proprio questo. È più semplice vederlo che spiegarlo, date un’occhiata:...

Per ora

Per ora intanto è arrivato. Vediamo cosa succede. Intanto sto seguendo il quarto talk consecutivo sullo stesso progetto. Forza e coraggio. Ah ma devo presentare in italiano? O in inglese?...

…la spugna gonfia di materia vitale che non scorre più, l’ingorgo di passato presente futuro che blocca le esistenze calcificate nell’illusione del movimento: questo trovavi al termine del viaggio. Italo Calvino, Le città invisibili. Esiste un libro che possa sfiorare la grandezza di questo? Oggi dal treno il sole sorgeva rosa, un taglio nel cielo. Come un giorno fosse una sentenza netta. Quella ragazza che ti da del lei, quegli anni fra te e i freschi universitari che iniziano a scavarsi. Un’altra lei, d’una apparente bellezza asettica, finché tace, poi parla e le sue fragilità emergono brillanti. Ecco, le fragilità, proteggere le fragilità di qualcuno. Questo sì che è sarebbe senso forte. Precluso, oggi. Domani è ancora Milano, è...

La memoria e le scelte dolorose

– Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano – disse Polo. – Forse Venezia ho paura di perderla tutta in una volta, se ne parlo. O forse parlando d’altre citta’, l’ho gia’ perduta a poco a poco. Le citta’ invisibili, Italo Calvino (il mio libro preferito,...

L’arrivo del Viandante

“È il tempo” – disse il Viandante – “È il tempo l’unica cosa che conta. Sì, il tempo: quello spazio vuoto che sembra franarti sotto i piedi, quell’idra ingorda che ti divora e che continua, continua a mangiarti i giorni. Perché mentre tu aspetti ciò che conta, mentre aspetti il motivo ultimo del tuo vivere, mentre aspetti di incontrarLa, mentre aspetti l’occasione per mettere in luce quel tuo talento, mentre aspetti l’opportunità di un nuovo giro di carte è in quello spazio che puoi compiere quell’unico gesto che dica veramente qualcosa di te. Sai, può capitare a tutti un colpo di fortuna, un vento buono che ti porti una donna da sogno, un lavoro di prestigio, soldi in abbondanza. Che cosa può dire di te...