Un anno dopo

E’ passato un anno da quando scrivevo questo post. In piemontese, lingua che debbo assolutamente studiare, si dice che: Apres a la neuit a-i ven ‘l dí. (Dopo la notte ritorna il dì) E se la notte è passata, io attendo l’Alba.

Piccole soddisfazioni

Oggi sono riuscito a far funzionare l’autoradio della mia prima macchina utilizzando l’alimentatore di un vecchio PC e le casse di uno stereo. La cassetta nera, che aveva registrato Andrea, riparte da dove si era interrotta. “Paradise City”. Ora rimane solo da costruire un mobile per imballare il tutto. Ci sono voluti un po’ di tentativi: prima un vecchio alimentatore, probabilmente già rotto, che fa un filo di fumo. Poi qualche prova a vuoto prima di notare che un filo si era staccato da un connettore. E poi la i Guns. L’aggiunta di un deviatore per spegnere e accendere l’aggeggio e via. Poi mi arriva il PDF della versione finale di un libro per cui ho partecipato alla fase di revisione tecnica. Al di là del fatto che...

Differenze

Adesso che l’autoradio non funziona, vago meno in macchina. A volte viaggio e sento i pensieri, li ascolto. Non c’è tanto silenzio come pensavo, anzi, i pensieri sembrano non confondersi nell’eco, rimangono chiari, non comprensibili, ma risuonano più limpidi. Si, sono ancora un ascoltatore interessato però, sai, dopo tanti strati fra me e loro, c’è una certa distanza. E’ una distanza soffice, a volte la scavalco. Mi torna in mente un viaggio. Solo i Dire straits, le loro parole a riempire gli spazi, non lasciarne di vuoto nel cuore. Come se riempendo le intercapedini potessi vivere in isolamento da paranoie, rivendicazione e desideri morenti. Sono grato ai Dire straits, per le note semplici, per quel letto di suoni in cui far...

Stratocaster

Mark Knopfler ha la straordinaria capacità di far emettere alla sua Schecter Custom Stratocaster dei suoni che paiono prodotti dagli angeli il sabato sera, quando sono esausti per il fatto di essere stati buoni tutta la settimana e sentono il bisogno di una birra forte. Douglas Adams

Inizio 2011

Dalle primissime ore ad adesso la mia percezione rimane immutata: quest’anno mi sta simpatico. 2011, credo in te. Ma ti tengo d’occhio. In questi giorni mi sono rintanato a Torino, ho lavorato ad un paio di progetti, ho passato l’aspirapolvere perfino. E ieri mi sono decisamente divertito. Che branco di scoppiati. Comunque in fondo vi voglio bene, non che ve lo meritiate, per inciso. Ma sono fatto così, generoso. Mi fa riflettere sul valore dei pregiudizi. Normalmente li considero uno strumento utilissimo: non metto la mano sul fuoco perché ho il pregiudizio che potrei scottarmi, sembra sensato no? Senza pregiudizi ripeteremmo gli stessi errori per tutta la vita. Solo che io ho dei pregiudizi contro i numeri dispari. Ed invece questo 2011 sta...