Chissà

Le passioni a volte sembrano così leggere, fatta di un misto di zucchero filato e aria, tanta aria. Tanto leggere da galleggiare e poi salire, salire su, fino al soffitto, e poi condensarsi lì, contro quella superficie così concreta. Arenarsi, rimanere lì, a farci venire la muffa sul soffitto. Chissà com’è che si sgretolano i sogni, che rumore fanno quando spariscono. Che ne è di quello che ci abbiamo messo dentro? Cos’è, cos’è che succede ai sogni di grandezza? A quelle che chiamavi le tue passioni, le ragioni che ti venivano a chiamare al mattino, ti alzano e ti porgevano una tazza di caffè. Perché un giorno ti svegli e ti accorgi di aver dimenticato le passioni negli altri pantaloni? Perché un mattino di Settembre ti chiedi dove siano finite...

Le meraviglie della mentalità imprenditoriale

Esiste un servizio chiamato iDump4u: per 10$ chiamano il tuo partner, lo mollano per te, registrano il tutto e lo mettono su youtube. Però.     Mettermi in proprio è uno dei miei obiettivi, per questo sviluppare una adeguata mentalità imprenditoriale è fondamentale. Certi esempi sono semplicemente geniali.

E Misia

E Misia in quel libro. E le parole, e i pensieri. Quel dialogo fra me e me, a cavallo fra notte e risveglio, e ancora notte e svegliati. Quel riassumere la vita, sottolineare i punti critici, i punti di contatto fra me e una realtà che mi gratta via. E fatti forza, e fatti furbo, e resisti, e insisti. E quella continua a grattare. Che dopo un po’ viene il senso di ridicolo, forte, a riderti in faccia indicandoti mentre ti fai grattare via dalla vita. E che fai? Ridi anche se fa male, per non sentirti sciocco, cosí almeno diranno che hai autoironia, che sei un compagnone. Ti daranno gran pacche sulle spalle. E mica puoi sempre stare a lamentarti o parlare delle ferite che si imputridiscoo, della cancrena e di tutte le infezioni che senti aggredirti i tagli,...

Vorrei

Vorrei riappropiarmi della lentezza dei gesti, trovare gli spazi dove seminare e lasciare crescere le cose. Vivere con pazienza un lungo inverno, dove la fretta sia bandita. Ascoltare il rumore lieve, immaginato, di qualcosa che cresce e cambia forma, scegliendo i tempi, concedendosi pause, sguardi a ritroso, indecisioni. Poter aspettare che le cose accadano e non accadono. E accadono poi. Quando ho già spento la luce e sto dormendo. Vorrei vivere questo mondo, vorrei viverlo a questo modo. Come una vecchia roccia che sorride delle cose per cui i ragazzi si affannano. Spogliarmi di orologi, e ritrovare i battiti sotto le scarpe o nei cassetti che non apro. Raccoglierli uno ad uno senza contarli. Senza farne una collezione. E vorrei parlare piano e parlare poco....

Sulla civiltà

Our civilization runs on software,” says Bjarne Stroustrup, the inventor of the C++ programming language (see “The Problem with Programming”). But the software itself doesn’t run very well. Everywhere you look, software is over budget, behind schedule, insecure, unreliable, and hard to use. Anytime an organization attempts to introduce a new system, or upgrade an old one, it takes a colossal risk; today, large information-technology projects are technological tar pits that immobilize institutions. Studies regularly report that two-thirds of such projects encounter major delays, significant cost overruns, or both. The U.S. government has found it nearly impossible to introduce or upgrade large-scale software systems 1) Beh la conclusione...

Paure

Forse ho solo paura del vuoto dentro di me. Di accorgermi che, ancora una volta, ho sbagliato; non ho retto il peso di un codice che ho scritto. Ho tradito le mie aspettative, ho piegato il ginocchio che ho disegnato incapace di flettersi. Forse ho solo paura di non scoprire abbastanza forza per vivere al modo che ritengo giusto. Forse ho paura di non trovare abbastanza senso, intorno. Abbastanza soddisfazione da pagare il prezzo di scelte codificate. Forse ho paura non ci sia nulla ad aspettarmi: nulla quando riesco a mantenere dritta la linea. Quando l’abbandono poi sento il taglio della delusione. Generalmente viene solo da me, nessuno si accorge dei miei gesti. A volte viene da chi ho attorno e mi ritrovo piccolo, a sgridarmi le mie meschinità. E...

Dicembre.

Stanotte faticavo a dormire. La Red-Bull che mal si concilia il ritorno troppo presto da quella festa al Grado Plato di Chieri. Leggo un po’ “Tre di noi”, poi accendo il computer e… inizio a lavorare. Dormo poi il mattino. Mi risveglio. Io e i dubbi di chi fraintende le mie parole, spese con buone intenzioni e le usa per appiopparmi gesti che non sono miei. Pensavo di essermi meritato, col tempo, un poco di fiducia. E ci sono quelle incombenze che coltivo, che mi distraggono da questo blog, che mi rapiscono i pensieri. E conto i passati, i momenti, i gesti. Ho bisogno di fare la rivoluzione per smettere di far caso al deserto che m’assedia e che, francamente, m’ha stufato.

Punti

Vorrei avere la saggezza dei consigli che do, delle lezioni segnate sulla pelle, delle esperienze snocciolate, dei ricordi riletti controluce. E invece mi tentano errori banali, mi circuiscono con trucchi evidenti e maldestri. E allora provo a lasciarmi distrarre da obiettivi e sogni che voglio per me. A dirmi una parola di amore per me stesso. In fondo sono un uomo così affascinante :)

Buone basi

Mi rendo conto di quanto sia bello lavorare circondato da persone intelligenti con cui scambiare idee, poter bussare alla porta di professori dandogli del tu e chiedergli cosa ne pensano di una mia idea. Poter scegliere i miei orari, lavorare su progetti mai ripetitivi. E oggi ho trovato chi mi farà l’editing del primo romanzo, non appena l’avrò scritto: Giorgì sei fregata. Ho buone basi su cui costruire la mia felicità.

Do you still remember?

Do you still remember December’s foggy freeze? DO YOU? … Feeling alone the army's up the road salvation à la mode and a cup of tea.