2010

Facciamo finta che i giorni capiscano i confini e proviamo a rinchiudere questo 2010. E’ stato un lungo periodo di purificazione. Mi sono scrollato di dosso tante cose e, in questo finire d’anno, capisco di doverne abbandonare tante altre. Mi porto dietro detriti che non mi danno alcun nutrimento. Solo qualcosa nel sacco, che così non sembri vuoto. Non ho bisogno di rassicurazioni, ma di fame. Il 2010 è stato un anno iniziato male, poi peggiorato e che in infine mi ha offerto il dono di realizzare. Non che sia piacevole quanto realizzato. Ma è necessario. E proseguiamo in questa cattiva mezza giornata di un anno che è quasi tutto alle spalle. Domani si ricomincia, con molto in meno, per fortuna.

Aforismi

I «se» sono la patente dei falliti, mentre nella vita si diventa grandi «nonostante» Massimo Gramellini  

Cristalli

Avrei voluto sapere dare forma alla felicità. Una forma in cui la felicità potesse rimanere. E invece ha rotto gli argini ed è andata via, tornata a rifugiarsi chissà dove, di modo che io debba di nuovo cercarla. Sai, avevo cucito con la pazienza di un baco da seta un luogo dove potessi vivere, l’avevo difeso irridendo ogni pericolo, facendo schermo di ogni lama che mi si agitava davanti. Certo della mia invincibilità. E avevo davvero vinto; te ne stavi lì, tutta quanta in un unico abbraccio, il mio. E aveva gli occhi liberi, con tutti quei pensieri e quell’Amore dentro. E poi sei scivolata via, come non potessi più afferrarti e danzare con te. Sei diventata acqua, m’affannavo ed eri già scivolata fra le dita. Provavo a ricomporre, combattere i...

Giorni

E’ questo il carattere dei giorni, questa impazienza che li strappa al calendario, li precipita alle spalle del presente in un  gioco a rimpiattino continuo di cui, perdonerete, mi sfugge il disegno. E così l’un l’altro ad inseguirsi, a provare a carpirsi i segreti. Io ho visto la nascita di un amore grandioso, io lo scoppio di una guerra civile, io la fine disperata di una setta giapponese. Chiacchiere da bar dei giorni. Rimane un sapore semi-amaro, l’insoddisfazione nascosta dietro al palato, un sussurro all’orecchio che svanisce nell’accenno di una risata. E’ solo questo? Io non lo credo. Io credo. Anche al senso dei giorni. E se il mondo ti confonde, non lo capisci più, se nulla ti soddisfa, ti annoi sempre...

Cattura

Sono stato catturato dall’arlecchino elettronico degli anni ’80, Alberto Camerini.    

Giorni

Una sera a chiacchierare da Brandy. Fare le sei parlando. Una sera a mangiare la fonduta da Dani, rivedere Bertu, Giorgio e Francesca. Un giorno andare all’Ikea. E poi giù di trapano, e “personalizza” i mobili con la sega. Un giorno ad inquadrare il poster dell’ultimo concerto dei Bloodyguns. Un giorno a scrivere sui muri “Was immer du tun kannst oder wovon du träumst – fange es an. In der Kühnheit liegt Genie, Macht und Magic.” (Qualsiasi cosa tu possa fare o di cui sogni comincia. L’audacia ha in sè Genio, Potere e Magia). Ogni giorno bisogna ricordarsi di alcuni concetti.

E’

Natale è mia zia che dice che mi vuole bene. E’ mia zia che ridendo dice che ha bevuto troppo (è di famiglia?). Il 2010 è un anno che porta delusioni, ne rovescia generose dosi sul tavolo. Ma il 2010 è anche l’anno in cui ho piantato Semi. Propositi per il nuovo anno: – Chiacchierare spesso fino alle sei del mattino – Collezionare memorabili sbronze – Realizzare un prototipo di projectional editor per EMF – Finire la prima stesura del mio primo romanzo – Innamorarsi follemente e senza ritegno alcuno – Rimandare ogni tendenza suicida di almeno un anno Il 2011 è l’anno in cui scopro qualcosa in più di me. E do una possibilità al Creato di...

Verbi

Ieri sera abbiamo parlato fin quasi alle sei. Parlato, mi piace parlare. E mi piace fare il vin brulè. Una volta ogni inverno, e siamo al terzo inverno. Certe tradizioni nascono così. Come la tradizione di trovarsi con gli amici la notte della vigilia. Ricordo due anno fa a parlare al vecchio Clancy’s con Giulia. Avevo la febbre ma parlammo fino alle cinque. A volte bisogna sentirsi una sorta di dio e costruire il futuro in cui si abiterà. Costruire. Ognuno ha il suo verbo, questo è il mio. Costruire e Difendere. Ora torno a vedere la fine di “Alta fedeltà”. Un film maschile, come dice Valeria.

Violenza

Come praticamente ogni organizzazione il Politecnico aveva organizzato in questi giorni una piccola “festicciola” prima delle festività: due parole del Rettore, quattro panettoni, addirittura un brindisi. Una piccola celebrazione per ogni dipendente: dai bidelli, agli amministrativi, ai dottorandi, ai professori. Ogni componente di quella complessa macchina che è il Politecnico. Una quindici di persone sono venute, insultando, ad impedire che questa celebrazione ci fosse. Hanno avuto il microfono, spiegato le “loro ragioni”. Poi il Rettore ha provato a spiegare la sua posizione, interrotto qua e là dagli insulti di due o tre di questi studenti. Fra le altre cose hanno detto che la gente là dentro “stava a rimpinzarsi fino a...

Per dire

Non che chi ha la colpa di avere un genitore Professore debba ritrovarsi preclusa questa possibilità. Però certe cose mi sembrano curiose: Alla Sapienza, Giacomo, 36 anni, figlio del rettore Luigi Frati, sta passando in questi giorni dal ruolo di professore associato a quello di ordinario. Le procedure formali sono andate in porto il 19 novembre e ha battuto 25 concorrenti (di cui 24 più anziani di lui). Appena in tempo per schivare l’approvazione del ddl. Giacomo Frati, dunque, sarà ordinario a Medicina, la stessa facoltà dove fino a poco tempo fa insegnava la madre e dove insegna anche la sorella Paola, ordinario, laureata in Giurisprudenza. Stessa facoltà di cui il padre è stato preside per anni. Stessa facoltà dove fino a poco tempo fa, prima di andare...