Frammenti e medaglie

Vorrei contare i frammenti del cuore, dare un nome ad ognuno. Ricordare per ognuno una speranza coltivata, cresciuta, infranta. Perchè ognuna di esse è qualcosa che ho creato ed ho amato. Ognuna di esse è una medaglia. A volte però pungono queste medaglie, a volte non ho il petto abbastanza largo; si sovrappongono, si disordinano l’un l’altra, come a fare interferenza. In quei giorni il mondo è pieno di specchi in cui non guardare e bisogna trovare il respiro giusto da prendere. Un attimo. Poi riordinarsi le medaglie e pensare dove appendere la prossima.

Certi investimenti rendono

Sarà che nel mondo esistono milioni di marche diverse di birra: milioni di sapori, di esperienze, di serate da vivere. Però stasera penso che vale la pena investire nelle persone, certo, la storia documenta un paio di casi in cui il risultato è stato una perdita netta. Ma se guardi il totale, diamine, che guadagno. E quindi via verso il Jumpin’ Jester. I will sing you songs of dreams I used to dream I will sail on seas of silver and gold Until I reach my home Perché a volte ti sembra di sorprendere la sfortuna a pescarti in tasca, la guardi e pensi che davvero non hai nulla a cui puoi permetterti di rinunciare. Poi emerge un briciolo di onestà e ti viene da ridere, perché in ogni quaggiù c’è il seme di una...

Quando i russi parlano a sproposito di lire

Flussi di pensieri dopo cattive giornate che fanno capolino da periodi difficili A volte alzo lo sguardo e vedo tutti questi fili, come a marcare distanze incolmabili fra persone e cose, come ad impedire movimenti, a coltivare inerzie. Fili che rendono difficile vedere l’orizzonte, appiattiscono gesti e persone alla tonalità della meschinità, come non potesse sopravvivere nient’altro su questa terra acida. Never let them tell you they are all the same. Se poi cattivi pensieri seguono cattivi gesti, spinti da egoismi e aiutati da un po’ di pessimismo sopravvissuto beh, allora mi accorgo di saper tagliare solo i fili che mi ormeggiavano a questa realtà con reciproca indifferenza. Quasi diffidenza. Non so arrendermi a questa realtà che prova a...

Conoscersi

Credo che conoscersi sia importante. Ci sono alcune cose di me che ho capito negli anni, mettendo insieme gli indizi, e alla luce delle quali interpreto il mondo che vivo. Io ero affascinato dai grandi progetti sul tavolo da disegno di mio nonno, dai materiali da costruzione che raccoglievano polvere nel deposito. Adoravo giocare con i Lego ed uno dei pochi videogiochi che mi abbia mai appassionato era Civilization: scopo? Costruire ed amministrare un impero. Ho capito che io amo proprio questo: costruire. Mi fa sentire realizzato. Ed avendo sogni grandi, ho il bisogno di costruire cose grandi, importanti. Quello che mi fa vibrare, di cui sento l’esigenza è realizzare qualcosa che non c’è, mettere insieme i pezzi, selezionarli, ripulirli, comporli....

Parentesi che invece di chiudersi l’un l’altra chiudono me

Ti senti mai impiccato alla vita che stai vivendo? Mi sembra non ci sia la possibilità di un respiro pieno. Invece è che non ci sono motivi. Me lo ricordo com’era averne. I chilometri si snocciolavano a decine la volta, gli ostacoli erano caramelle per il cuore. La serena convinzione che un sorriso avrebbe sgretolato qualsiasi cosa. E lì, nelle cose che amo che mi si risveglia la voglia di mostrare a spacconate e picconate di passione che cosa intendo. C’è passione ed energia da qualche parte, è che mi sfugge dove, al momento. Ognuno di noi forse è guidato da cose diverse: per me è la passione, è l’entusiasmo di una scelta spontanea. E forse non sono così pronto ai confronti come pensavo. Ci devo riflettere. Boh. Pausa. Vado a bere, che poi è...

Storie e respiri

Ci sono tante storie, fra un respiro e l’altro del mondo. Ne vediamo così poche. Osserviamo quelli che crediamo successi scansando quelle che ci servirebbe vedere. Provo a ricordare l’uomo che correva, i vecchietti che “lei è così dolce” e gli occhiali da minatore. E poi torno alla mia vita, a far finta di avere dei problemi. Tipo aspettare che arrivi lunedì.

Numi

Vorrei si potesse raccontare come una storia; è stata una Vita. Una vita fa. Ci sono emozioni che rimangano intrappolate a qualche livello, lì, ad invecchiare. Dietro la bottiglia di vino buono, le vedi spostando uno scatolone. Non se ne vanno. Non le cacciano i mesi, non le sfrattano gli anni. Si accumulano solo, mentre cresce la distanza fra noi e loro. Ma lì, da qualche parte, ci sono. Lo senti questo odore pungente? Sa di bosco, ha il senso e le spine di un cespuglio di more, sa d’amore, ha la ferocia di un morso sul collo, sa di dolore, dei tagli che si è procurata. E quelle emozioni senza orologio rimangono a marcare territori dimenticati. Bisognerebbe fare attenzione a con chi si sceglie di condividere le emozioni, sono poi legami difficili da...

Il bello di avere un blog (ed un amico)

E’ che sei lì, che stai bevendo un paio di birre ascoltando Breakdown. Che capita di ascoltare Breakdown e mai senza una birra. Allora ripensi un attimo. E nel blog salta fuori una serata in cui ascoltavi questa canzone; rileggendola la rivivi in pieno, nella forza del momento. E’ straordinaria la vita e cosa possa succedere se prendi un amico con il quale sei cresciuto, una situazione al limite del paradossale che stai cercando di digerire e chiudi il tutto in una stanza con 20 litri di birra e tanta musica. Ne esce fuori questa serata: Graffi E penso che poi le cose sono andate come desideravo allora. Salvo poi finire a puttane in seguito. E certe serate, solo se agli amici giusti. Ed io continuo a desiderare, alzarmi, ridere, e avere gli amici...

Grazie

…a chi legge questo blog. Grazie Paolo, grazie Baby e grazie ai (pochissimi) altri :)

Maree e pensieri

Parlo con un amico, vicino la Gran Madre. Certi tipi di maree depositano queste serate sul lungo Po. Io le raccolgo. Penso che Torino sia una parola che fingi di non sentire, piano la lasci scivolare sotto pelle. Un pensiero che non sai condividere, e si cristalizza negli spazi che non sai raggiungere. Torino è un corso per assaggiatori di vino in cui non c’è più posto, un ristorante indiano in via Pigafetta. Penso ad ogni amico, ad ogni gesto. Agli errori altrui e a come specchiare in essi i miei errori. Vederli di traverso, almeno. Penso che reggere un manifesto di laurea in formato A0 insieme alla madre della vittima mentre la nonna sorride guardando il disegno, volgarmente di classe, beh, sono soddisfazioni. Penso che con Paolo sono alla terza tesi in...