Bolle

Era un po’ che non mi ritrovavo qui, in una di queste bolle. Sono poche ore, mezze giornate. Non è qualcosa che possa definire o capire del tutto. Di solito un paio di giorni prima comincio ad avvertire una sorta di inquietudine, elettricità di fondo. E poi avverto il bisogno di una pausa, di staccare. Smettere di fare quello che stavi facendo (o non facendo) e isolarmi. A quel punto mi sembra che una parte di me, quella più razionale, quella che hai costruito negli anni, tenti di tacere e tendere l’orecchio ad ascoltare un aspetto più primitivo, meno gestibile, meno capace di esprimersi. Questa parte istintitiva comunica con brevi dolori acuti alla bocca dello stomaco, al petto. E sono difficili da interpretare, almeno per me. E poi piano piano...

Vieni a vivere come me

In ricordo di una bella chiacchierata che spero, prima o poi, di continuare. Magari imparando a distinguere un Barolo chinato da un tavernello scaduto.

Pubblicità: è in un giorno di pioggia…

Sono completamente sudata: non riesco a capire se ho troppo caldo o troppo freddo. Mi sembra di aver addosso, in quelle gocce sparse di sudore, pezzi di giornate andate a male, tempo perso, scelte inutili. Questo è un estratto da un post di un blog che leggo: è in un giorno di pioggia…

Fragilità

E’ strana questa fragilità fatta di cieli troppo grandi e leggeri, di giornate che t’accompagnano piano alla sera, di ruote che scorrono verso Pinerolo o verso Caluso. E’ una fragilità che non sa infrangersi, cocciuta sopravvive mentre siedo in un agriturismo alle prese con un fritto misto alla piemontese. Sono fragilità di sguardi sul divano a casa di Daniele, di film che iniziano e finiscono. E che vedi ancora una volta. Film che non sanno dirsi basta, tagliarsi. E’ la fragilità di una fetta di torta Zurigo che non assaggio, di una grappa tirolese che io invece prendo una Sambuca. E’ la fragilità di treni che non sono di sola andata, ma anche di ritorno. E’ il tornare in città in cui, benchè non le ricordassi, eri già stato:...

Buonanotte

Lasciami un sorriso sulla porta, Ed un telo blu su cui abbozzzare sogni, casomai trovassi ispirazione. Lasciami la notte ed un treno da prendere.

At the end of, in the middle of, in front of possible futures

CLAUDIO NON LEGGERE, SE NO COSA TI RACCONTO DOMANI? At the end of a long, exciting week. Beh, tecnicamente una settimana lunga esattamente come ogni altra. E allora è strano che ci siano state dentro così tante emozioni. Summer school a Lisbona. Nuovi amici, lingue straniere, chiacchiere. Snocciolo aneddoti accumulati. E Diogo che viene a trovarmi per una lunga notte in giro per Lisbona. Pullmino volkswagen, amici portoghesi (fra cui la badosha originale!) e francesi raccattati per strada. Ritorno alle 5.30, e lezioni il giorno fopo. E la lunga lettera di Mojca. E atterrare a Malpensa venerdì sera, dimenticare la valigia sul pullmino e arrivare taaaardii a casa. Partire la mattina dopo e andare dalla Giovannona a Vicenza. Divertirsi da matti allo Zucka, Spritz...

Durante la summer school, Lisbona

…leggere l’e-mail di Mojca e rimanerne toccato. Penso, o meglio mi limito ad avvertire forte l’emozione senza analizzarla. In attesa di vedere Diogo, e, questo week-end, Giovannona. Tante emozioni. A volte senti l’intensità che può avvertire il cuore e capisci quanto di solito sia vuoto.