Il bello di avere un blog dal 2005 (prima era su spaces.live.com) è che puoi rileggere cosa scrivevi tempo fa.

Ad esempio (link al post originale)

Tutto

Rumore di passi, miei. Il selciato abbondanato dal tempo e dai suoni. Osservo i pensieri vagare nella mia mente. Non ho nulla e non mi manca nulla. Tu che non esisti ma sorridi ripensando con me a quelle fiere di paese in cui sfuggiamo fra i banchetti. A quel particolare ascoltarci fra tazze fumanti e parole sperse, fumanti anch’esse. Di ricordi che non hanno bisogno d’esser reali qui dove il confine fra verità e fantasia è lo stesso che fra te e me, sfumato fra pensieri e intensità. Come se avvolgerti le spalle bastasse a proteggerti da questa realtà con cui io mi devo confrontare e non tu, che rimani splendida ad aspettarmi proprio al fondo del selciato. Come se non avessi niente di meglio da fare che continuare a non esistere. Rispondo al tuo sorriso io che non ho nulla e non mi manca nulla.

(27/01/2008)


Oggi

Oggi, sono di nuovo qui.

Ho aperto l’eremo del viandante su live space nel 2005. Oggi, 2010, ho ancora voglia di scrivere.

Di dire due parole.

Domani ri-inizio. Un nuovo lavoro.

Domani faccio vedere al professore la presentazione per la tesi di laurea.

Domani ri-inizio, come decine di altre volte nella vita.

Continuo, vado avanti, non so arrendermi.

Ho imparato a sorridere, aiuta.

Oggi è una nuova sfida, una nuova strada per questo viandante che di un eremo dove riposarsi non saprebbe alla fine davvero che farsene.