Info su Dublino

Federica mi ha chiesto di riportargli qui (che strani mezzi di comunicazione che utilizzano questi giovani, eh!?) le informazioni sul nostro alloggiamento a Dublino:

Noi avevamo pernottato in un appartamento che ci avevano trovato quelli dell’ostello Abbey Court:

Sito internet: http://www.abbey-court.com
E-mail:
info@abbey-court.com

Riporto una comunicazione con loro con qualche informazioni (sono passati un paio d’anni…)

 
Dear Federico,
 
Unfortunately the Hostel is full booked for those
dates. We do however have an apartment available.
 

Our apartment is located on Bachelor’s walk, just a few minutes from
the main Abbey Court building.
The apartment comprises of a double bed, with single bunk above, and a
set of bunk beds, sleeping a maximum of 5 people in total. There is
also a self-conatined kitchen and bathroom.
 
The rate is 150 Euro per night. 
 
It is also the policy of Abbey Court to charge a 50 Euro pp security bond
for the apartment. This can either be paid, in cash, upon arrival, or a
pre-authorisation can be taken on a credit card. This bond can be refunded on
the day of departure.
 
Check in is at the Abbey Court reception, 29 Bachelor’s Walk.
 
Should you require any further information, please do not hesitate to
contact us.
 
Best wishes,
Jacqui

Fra l’altro Federica, volevo dirti che sabato sera organizziamo una pizzata per festeggiare la partenza (c’è il rischio questo sia l’ultimo Sabato in cui io e il Capo/Kasta/Il Bestia/Come-vogliamo-chiamarlo siamo entrambi in terra italiana) per cui se vuoi venire ci fa piacere (nel caso puoi mandarmi un sms a 389.277.84.51)

Das Gepäck

Anni fa vagando per la Valsusa mi sono imbattuto in un pub. Anni dopo ci sono entrato con il Poeta rientrato dall’Irlanda, proprio in quel pub dal personale metà italiano metà irlandese, una sorta di transizione lenta, una terra di confine fra la Dublino da cui il Poeta proveniva e la Torino che mi serrava stretta. Ci sono tornato ieri, con il Capo. Sembrava davvero uno spazio comune, un luogo immerso nel paese. Un posto dove sapevano versare una birra. Un buon posto. Mentre proponevo di tornarci qualche volta è capitato di pensare che il prossimo potrebbe essere l’ultimo week-end in cui io ed il Capo saremo contemporaneamente presente in Italia. E così oggi mi sono strappato la rete da sotto, ho svuotato il bagagliaio di tutto quell’humus che mi serviva a scorazzare. Via il sacco a pelo, il casco da cantiere, le mezze bottiglie, il pacco di cereali che è lì dal ritorno di Dani dalla Svezia (un paio d’anni penso), tre bombolette di schiuma da barba altra robaccia varia. Rimangono solo un paio di cuscini ed una felpa.

Il confine compare da dietro l’orizzonte.

Sabato si potrebbe inneggiare all’italianità andando a mangiare la pizza a giro. Cibo e birra fino a scoppiare. Avremmo preferito organizzare qualcosa all’aperto ma pare piova…

Sfondo

Tornato dai vagheggiamenti attorno al Roero, sfuggendo alle promoter dei supermecati di Bra (SEI in un paio di scaffali… una di queste voleva farmi bere l’olio cazzo, c’ho la faccia di una 500?) con la pessimerrima Giorgì, ho deciso di cambiare lo sfondo

Squadra alcolisti

Ieri s’è andati al Befed. S’è bevuto. Però, voglio dire, c’era un’atmosfera adatta a godersi quell’invasione di alcol nelle vene (le stime parlano di 3,5 l pro capite per me ed il Capo  fonte: farfugliamenti di fine serata del Capo, ricostruzione a posteriore degli sconnessi eventi). Bisogna ammettere che l’entusiasmo, lo Spirito giusto non può nascere solo da se stessi, ha bisogno di un contorno. Principalmente delle persone. E così XYZ (NdMe: questo blog protegge la privacy dei compagni di bevute pur essendo COMPLETAMENTE E ASSOLUTAMENTE dissociato dagli Alcolisti Anonimi di cui anzi auspichiamo la chiusura per una evoluzione migliore della società, quando l’inno Giuviello sostituirà tutti gli inni nazionali) (dopo diversi anni l’ho rivista per ben DUE volte nel giro di poche settimane) che ci si chiacchiera bene, YZX che da un numero falso al pirla sfottuto per metà serata, ZXY che pur miserevolmente sconfitta in quanto a mancanza d’igiene dal Capo (la cui privacy, noterete, non viene protetta; d’altra parte di tale individuo è bene diffondere la gesta ed elevarlo a modello dell’alcolista quasi perfetto, tendenzialmente ginesco) si difende egregiamente dal lato bevute. Il risultato sono piccoli gesti entusiastici di un buon tempo, coltivazioni di quello Spirito, di quell’ambiente che poi ti protegge dai rischi di quel che non dovresti diventare. Insomma c’è vita qua sotto. A volte passa dal Befed.

Vi voglio bene ragazzi. Ed è stata una sorpresa alzarsi in condizioni umane. E sostenere l’esame, nonostante la sparizione del compagno di corso. Zero para.

E pensare che proprio ieri apprendevo di una ragazza, KXK non apprezzata per via delle sue inclinazioni ad inclinare le bottiglie (e incidentalmente a trovarsi in quel momento nel punto più favorevole, pronta ad impedire che il contenuto vada a baciare il pavimento). Insomma. La gente non apprezza, non capisce. Dove stiamo andando a finenti??? Io mi dissocio. Disapprovo. Lancio un monito (Attenti!!!!!).

Potentemente. Voglio bene a tutti quelli che hanno diviso con me un bicchiere, anche una volta sola. Invecchiando sto diventando sentimentale. Una volta vi avrei mandati tutti a fanculo. Forse un giorno tornerò a farlo. Per ora godetevi questo mio affetto. E accorrete, io ho sete spesso, e accolgo volentieri compagni di bevute (anche se, ammettiamolo, il Capo sarà sempre il migliore, pivelli!) soprattutto se portano qualcosa da bere e non intaccano le mie risorse vitali!

Ciaozzo.

Principalmente, non lo so, scusatemi, c’ho che sono sobrio.

Scusate, è il gatto che mi ricatta

Quando mi accorgo di stare osservando il terzo spot di un assorbente con le ali in mezz’ora mi si spalanca un sorriso in volto. Accompagno il televisore alla finestra e gli grido "vola fratello elettronico!". Dalla finestra enorme, stinta dal sole ma soprattutto aperta guardo le montagne. Il silenzio s’è rimangiato in un attimo il rumore del televisore che va ad abbracciare l’amico cortile (e dire che il quel loro primo incontro fu così caloroso). E un po’ a malincuore l’aria fresca viene a solleticarmi. Fisso la montagna, quella mi fissa di rimando. Aspetto. Caparbia, fottuta montagna. Mi pare che il cielo lentamente diventi più scuro e poi si rischiari ed ancora. mi sfioro la guancia. La barba inizia a farsi lunga. Distolgo lo sguardo. "No cara fottuta montagna non hai vinto, è solo che non mi piaci poi così tanto, fisserò quella collina laggiù". Spero che mi creda, che il mio onore non finisca tutto nel ghiacciaio. Corro giù, ma mica a controllare la posta, come credete voi. Corrò alla macchina. Il catorcio che finge e poi s’accende, fa la difficile perchè sa che mi piace. Che se no non la rispetterei, non m’ecciterei d’ogni suo accendersi. Sono alla stazione poco dopo e parcheggiato non metto il blocca-sterzo, voglio schiaffeggiare la prepotenza del mondo con la mia fiducia. E un vaffanculo lo tenga come mancia. Salgo a caso sul treno, m’estirpo dalla testa il sapere benissimo dove porta quell’unica triste linea in quella stessa direzione. Così parallela a se stessa da darmi il voltastomaco. Sceso grido e corro lontano. Non voglio capire dove mi trovo. Ma corro. Parecchio pare, me lo gridano i piedi da sotto. I polmoni, che ingoiano sangue sono divisi fra il considerare il vampirismo e il redarre il loro testamento biologico. Come se qualcuno desiderasse ricevere quel catrame. E poi lì nel bosco. Dove sta la grotta. Arrivo e mi ci getto dentro. Ritornato a casa. Chiudo e sto qui a darvi il tempo, breve, necessario a dimenticarmi. Il resto, da qui alla sera delle montagne, quando le rocce tramonteranno, lo passerò a versare il mio tributo alle realtà che abbiamo rifiutato sdegnati di vivere. E nell’umido del bosco avrò la mia compagnia. Fratello e custode di me stesso.

Bit-Life

Ho sempre desiderato creare un mondo fantastico. E renderlo capace di vivere secondo il suo gusto. Così in questi giorni ho iniziato a scrivere un "generatore di mondi", iniziando dalla geografia.

Lo direste che per creare forme verosimili bisogna lavorare su sinusoidi, segnali, interpolazioni?