Vagheggiamenti, profezie, guide d’onda

E’ stato un periodo emozional-autarchico. Nel senso che mi sono chiuso in me a  ricercare, ravanare. Rotto il cellulare, limitato internet, fuggito nella mia dacia. Mi sono rimesso quel tondino di ferro di quella fuga, di quel momento in cui io sono  tornato mentre una parte dello Spirito ha proseguito: ci si rincontra a volte in rimpianti sul fondo di botti di rovere, fra la polvere di libri rosicchiati, in pensieri mangiucchiati agli angoli. E mi piace pensare che mi ascolti, che dia retta alle mie ragioni. E se gli spiego che non è vero, come egli so sostenere, che non è la fuga ad esser fuga ma il vile restare a guardia di rovine, di fumo venduto a peso d’oro. Vorrei che non avesse ragione, o che fossi in grado di ignorare, che come gli altri mi...

Poggiare

Mi è caduto lo sguardo su un angolo della camera, qui a casa di mia madre. Anni fa stava un topolino, uno di quegli orridi pupazzetti di pochi centimetri che, davvero, non so perchè piacciano alle fanciulle. Diamine, sono davvero orribili. Fatto sta che mi era capitato in sorte di riceverne uno e di poggiarlo lì, di vedetta sui tempi che correvano, che io ero di fretta e andavo. Oggi mi sono ricordato di lui e mi sono accorto che s’è perso, ha abbandonato il suo posto, considerata conclusa la sua missione. Non sta più di guardia a quei tempi che mi stanno a cuore per contratto, che albergavano in quel mio cuore contratto. E mi sono imbattuto ancora i binari, in visita come ad una vecchia zia, a perdermi in quei tempi morti di camminate fino agli estremi,...

Matricolari

Domani, sabato, da mane a sera ci troverete davanti al politecnico e ci sarà tanto vino… per i curiosi, venite a vedere.

Incontri

Non sapevo come iniziare, come riprendere il discorso; non trovavo le parole e quindi dapprima tacqui. Mi sedetti sulla panchina a fianco della tua, un paio di metri a separarle. Mi rifuggiaia in quelle prime norme d’educazione che m’avevi donato e trovai di conseguenza le prime parole che furono: "Come stai?". "Bene" risposi, "e tu? Ti trovo invecchiato". Non me l’aspettavo, lo ammetto per cui mi ci volle un poco per controbattere "senti un po’… sono passati vent’anni e lo sai che il tempo sa fare un lavoro paziente, continuo. Ti mordicchia con pazienza, chi può farci nulla. E comunque anche tu sai, non mi sembri un fiore". Ma tu avevi la risposta pronta "considerata la mia...

Strano profumo

Tu si che sei speciale, ti invidio sempre un po’ Vasco in cassetta, noi ubriachi in macchina. La punto rossa ha quello strano odore che nessuno sa spiegare. Ciao Laso, che fine hai fatto? Ci si ribecca ancora? L’ultima volta ubriaco al ristorante che in mutande mi tiravi una scarpa… tutto è uguale. Lo faremo mai quel coast-to-coast? Io darei un braccio per farlo, magari non uno dei miei ma diamine, ci sto. Ditemi quando e me ne fotto di tutto. Sono poche le cose che contano e se mi venite a chiamare ci sono. Sempre. Ora è il signor Kronenbourg che chiama, forse solo la maschera di uno di quei momenti in cui hai riso tu di me. Dimentico tutto ma non certi momenti. Quelli sono tutto ciò che io sono. Lascia stare che ho qualche anno in più, meno...

Parole e vicoli

Il tempo se ne va ed io non ho fatto niente;il tempo se ne ritorna,ed io non faccio niente Cantavi per le strade, nei vicoli della Bologna medievale. Ed io sono un po’ con te, fratello che m’hai preceduto. Torno ad essere Vagantes. Dal mercoledì che c’è riunione e pronuncio certo le parole "tornerò a casa presto", il giorno dopo devo sbrigare delle pratiche all’ufficio Erasmus. All’uscita, dopo la birra offerta dal gestore, allo scoccare delle cinque le gambe mi cedono sull’uscio. E di nuovo a casa di Carmine, a volte la notte non basta e la si prolunga al mattino. Via verso l’università, Marco che mi offre Marsala a celebrare il risveglio e non ho cuore di rifiutare. E poi festeggiamo a nostro modo, con le...