Forse che forse

che mi stia risvegliano da questi giorni di pigrizia? Giusto in tempo per finire l’articolo e spedirlo, giusto in tempo perchè oggi mi arriva il secondo libro da giudicare, giusto in tempo per l’esame di lunedì. Nel frattempo mi riguardo quel gran film di American Beauty. Guardatevelo, godetevelo.

…interruzioni..

blah blah blah nella testa, lagne da riversare sul blog che però (per ora!) vi risparmio. Nell’attesa di rendere questo blog sberluccicante e pieno di fotine carine inizio collo scrivere il testo di una canzone, Little Boxes, sigla di Weeds. L’originale è degli anni ’60 circa. Little boxes on the hillside,Little boxes made of ticky tackyLittle boxes on the hillside,Little boxes all the same,There’s a green one and a pink oneAnd a blue one and a yellow oneAnd they’re all made out of ticky tackyAnd they all look just the same. And the people in the housesAll went to the universityWhere they were put in boxesAnd they came out all the sameAnd there’s doctors and lawyersAnd business executivesAnd they’re all made out of ticky...

Tutto

rumore di passi, miei. Il selciato abbondanato dal tempo e dai suoni. Osservo i pensieri vagare nella mia mente. Non ho nulla e non mi manca nulla. Tu che non esisti ma sorridi ripensando con me a quelle fiere di paese in cui sfuggiamo fra i banchetti. A quel particolare ascoltarci fra tazze fumanti e parole sperse, fumanti anch’esse. Di ricordi che non hanno bisogno d’esser reali qui dove il confine fra verità e fantasia è lo stesso che fra te e me, sfumato fra pensieri e intensità. Come se avvolgerti le spalle bastasse a proteggerti da questa realtà con cui io mi devo confrontare e non tu, che rimani splendida ad aspettarmi proprio al fondo del selciato. Come se non avessi niente di meglio da fare che continuare a non esistere. Rispondo al tuo...

non pensavo di ritrovarmi a pensare che la notte è troppo lunga. Sto invecchiando credo.

bisogni

c’è questo bisogno di elaborare. Cammini verso il poli, riprendi i tuoi gesti, vai a dare un esame, senti un amico, torni ai tuoi progetti. Riprendi la tua vita ed è in quel momento che avverti quel dolore, quel pensiero che lui non possa. Taglieremo la punta delle feluche, un gesto stupido ed insignificante per alcuni forse. In un momento così "grande" qualsiasi cosa corre più che il rischio di sembrarlo. Ma quel simbolo resterà così per sempre e chi arriverà a guardarla col volto pieno di righe non potrà dimenticare quel ragazzo restato giovane. Può sembrare strano quanto alcune serate spinte a lungo, fino all’alba fra il vino ed i canti, ti possano far sentire avulso dal resto e vicino a chi è lì a condividere quelle tensioni, quelle...

Ciao Stefano

Ciao Stefano. Forse correvi a casa, non lo so. Mi ricordo di quando guidavi al ritorno di Bologna. Quella nostra "spedizione" ben diversa da quella tua in Libano in quel momento di tensione, eravamo in pochi del nostro gruppo ed eravamo orgogliosi di rappresentarlo. O quel viaggio a Pisa. Quante risate e quanti bolli che hai raccolto. E il "processo"? Quanto diamine avevi bevuto? Eh eh ti lasciavi prendere del gioco. Allegro, ti ricordo così. Quello spirito di gruppo che ci stringeva tutti e specie te, me e Alessandro. Come quando ci siamo arrocati sul gonfalone quella sera ad Avigliana. Non potevo dire di conoscerti bene ma ho condiviso con te alcuni momenti davvero belli. Ora vado a mangiare da Marco, c’è anche Carmine. Ci sarai anche...

Canzoni scoperte

Vedi cara di Guccini, grazie a Panda amore e fantasia.

Soluzioni ovvie

Sta tutto lì. In quello spirito che a volte non sai dov’è ma c’è. Alla fine risolvi con una meta casuale, vai in un pub in valle dove suona qualcuno che conosce qualcuno che non hai capito neanche chi sia. Ma a te non te ne frega. Massi te ne vai a Bruino. Raccatti quel solito lurido alcolizzato che infesta il panorama del tuo alcolismo da più di un decennio. Ti raggiunge il Magnifico. C’è il buon, raro, Paul. Il gruppo non è male e scopriamo che qui hanno suonato pure i Bloodyguns. Torneremo, forse a primavera per sentirli, forse perchè una sera non avremo di meglio da fare. L’importante è che magari hai gli esami alle porte ma comunque tu ti rende conto che sono più distanti delle birre "al sacco" che stringi in mano e che ti...

Serate a guardare 21 grammi

"E ora mi mangio cracker spalmati con il miele", sorridevo avanzando barcollante verso la cucina, il viso un poco bianco. Dano fa capolino dall’altra stanza per venirmi a dire “uao, la colazione del campione”. Si siede con tranquillittà su una sedia. Io intanto addento il primo cracker. Mastico lentamente, attento alla reazione del mio stomaco. Andrea ancora dorme di là in camera. Ricordo la convocazione del “Jamaican Rhum Comitee” scritta da me e lui al Dano che mi fa compagnia in questa colazione post sbornia. Con la presente intendiamo darle avviso ufficiale della delibera delcomitato che ha decretato quanto segue: Giovedì prossimo lei sarà tenuto a presentarsi presso l’abitazione dital "Sacco di merda" (al secolo Federico...

Piovesse più spesso

In questo circolo perverso di illusioni, disillusioni, faticate reillusioni servono più mattine in cui piove e andando ascolti Via con me di Paolo Conte …via, via, vieni via di qui, niente più ti lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri…  via, via, neanche questo tempo grigio… poi passi a Last Kiss dei Pearl Jam. Comunque stamattina ho fatto richiesta di diventare socio A.I.C.A. (associazione italiana informatica e calcolo automatico) impegnandomi a: 1. Un costante impegno personale per aggiornarmi sugli sviluppi della informatica e del calcolo automatico nei settori che più direttamente riguardano la mia attività. 2. Esercitare tutta la mia competenza nello svolgimento dei miei compiti – quanto meno fino al livello che ho dichiarato...