Abbozzi

A – Mi sembra tutto confuso e distanteB – Beh, ecco, c’è una cosa cui forse non hai fatto casoA – E sarebbe?B – Tecnicamente parlando, credo che tu sia morto…A – Ah Momento di silenzio che B, dopo un po’, sente di dover rompere. B – Non é che sia brutto come pensi, si tratta solo di abituarsi. E poi comunque la festa faceva schifo. A si lascia trascinare, ne ha bisogno. A – Si, eravamo a quella festa… mi ricordo tanta TequilaB – Si ma poi è finita e sei uscito a prenderne dell’altra…A – …e poi… bumB – …già Altra pausa. A – Oh beh c’è di peggio Silenzio. A – Ma quindi siete ancora senza Tequila?B – C’è qualcos’altro...

Ieri, che poi quando pensi è già tardi figuriamoci quando scrivi

E’ facile e molle esercizio attribuire colpe alla stanchezza o al tempo stagnante di questo terminal. Eppure, seppur quasi, non mi riesce totalmente. Viene fuori più chiaramente qui la mia incapacità di provare vera mancanza ma era già qui in me stamattina nella stanza di via Firenze, ieri sera alla fontana di Trevi e nei giorni ed anni precedenti a Torino. A guardar vivere come si va alla zoo. Mi mancano certe birre e certe parole (ndm ebbene si mi mancano due sere lontano dagli amici per sentirne la mancanza) ma l’energia che pervadeva i legami sembra intermittente, io incapace di immetterla. E’ il mio prematuro drizzare le antenne o il cercare un estintore fra la cenere? (ndm cenere delle sigarette del mio personaggio più inflazionato: il...

Orione di notte

Ecco, se c’è spazio per un punto di contatto io lo cercherei fra il tempo in cui alzi la mano per ordinare il bicchiere della staffa e quando spegni l’ultima sigaretta davanti alla porta di casa, con sollievo e con riluttanza. Quando lei si gira, col menu sottobraccio ed il grembiule nero ti sembra che ti si avvicini con tutto il suo mondo notturno negli occhi, alle spalle e tutt’attorno. Ti chiede che cosa vuoi che ti porti e lancia un sorriso da quell’infinita distanza che separa la notte di un pub fuori città da una vita d’uffici e rate della macchina. Quel sorriso cadrà nel vuoto, incapace di percorrere lo spazio fra due vite così diversa, fra la vita e lo svogliato desiderarne una. Però è gentile a lanciartelo lo stesso. Birra...

RiTorini

Pare che non mi riesca di dormire fino a tardi è che l’alcol assunto la sera prima mi doni un risveglio anticipato, la magica sostanza che da energia ad un modus vivendi fa anche questo. Ieri all’uscita dal grande edificio ocra dove lavoro in quel di Leinì m’attendeva il buon Andrea, l’uomo bestiale nel profondo e nel superficiale. La missione o la scusa in cui trascinare le nostre esistenze era andare a recuperare il buon Daniele di ritorno dalla Svezia. Tempo previsto  un’ora-un’ora e mezza. Tempo impiegato tre ore e mezza. Pare che il 31 agosto alla sera attorno a Milano ci sia traffico, lo dico a beneficio di chi troppo impegnato a vivere si perda questi frivoli dettagli. Il viaggio è stato allietato da una colonna sonora...