ELETTRICO

…come quella canzone degli articolo 31…   …mi sento elettrico, mi serve una Marlboro…   …è un week-end più piatto del solito, due sere di fila a tornare a casa alle due dopo essere stato viziato a lungo da rientri fra il cuore della notte ed il giorno che fa capolino. Oddio qualche bel momento c’è stato ma nel complesso è stato tutto un po’ più piatto. E poi e poi questo programma che devo andare a far vedere martedì e le lezioni del corso che iniziano giovedì, un corso rivelatosi estremamente più impegnativo di quanto prospettato… e così e così io chiamerei quel vecchio amico incontrato l’altro giorno se non fosse che è Domenica, che è Pasqua ed i locali sono chiusi. Ma, comunque, un film, una...

Consigli di lettura

Nina’s Room – …dentro l’uovo

E la promessa tiene

L’altro giorno c’erano due ragazzi in bicicletta, gli zaini stracolmi sulle spalle. Eccomi rivivere per un attimo quella sensazione di avventura nell’allontanarsi di pochi chilometri da casa, portare il proprio confine un po’ più in là. Ultimamente mi sento un po’ vecchio, come se avessi visto già troppo, come se fosse difficile vedere qualcosa di nuovo, emozionante. Mi sento troppo posato, tranquillo. L’inquietudine del nuovo, della scoperta, mi mancano. Non so, forse è solo un diventare un poco cinico. Al tempo stesso mi diverto in questi tempi tranquilli, rilassato, circondato da buoni amici e birra in abbondanza. Ieri incontro un amico di tempi andati, quelli amici che conosci da così tanto tempo che, solo vedendoli, già ti...

…acustica mentale

Sono tornato a casa a Torino dopo un po’ che mancavo, a trovare il nano più che altro. E ho capito, svegliatomi, che c’è qualcosa in queste stanze. Qualcosa che è sempre stato qui ma a cui io ero troppo assuefatto per notarlo. Si tratta di questo vuoto pneumatico, questo isolamento naturale donatomi dai suoni ovattati che qui giungono. I suoni qui si spengono ma non i pensieri. I pensieri rimbombano, ti assordano, fino a farsi malattia, a farsi troppo totali. Parti da un abbozzo, un dubbio e ti ritrovi alle prese con un tarlo che ti rode la mente. Lo trovo un posto magico, lo trovo un posto pericoloso.

Non c’è bisogno

"Si tratta di arrivare all’ignoto mediante la sregolatezza di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti […] E’ falso dire io penso, si dovrebbe dire: mi si pensa" Rimbaud Ecco. Mi piace quest’idea di sforzarsi di andare oltre il conscio ed il razionale. Perché? Perché se così non si fa non si può del tutto liberarsi di tutto quello che ci hanno insegnato, di quello che ci è stato inculcato. E’ difficile non vivere seguendo la linea che qualcun’altro ha tracciato per noi, non vivere per emulazione. Credo che se vuoi essere te stesso devi riuscire, con un colpo deciso, ad abbandonare tutto questo. E anche un po’ vedersi da fuori, come spettatori. E per il resto oggi a lavorare al programma...