Solo per oggi

…è solo una sfaccettatura, non la figura completa ma c’era l’altro giorno…
 
e mi dicevo,
 
per oggi, solo per oggi dammela tu una scusa, un balocco per le mie illusioni. Per oggi, solo per oggi non mi va di cercarla da me, di frugare fra i miei pensieri, di costruirmela con artigianale cura. Qualcosa che mi distragga dando il tempo alla giornata di andarsene, portare un giorno più lontano le persone che ho perso, sbiadirne ancora un poco il ricordo. Un giorno soltanto, un giorno in meno di scuse di cui vestire i risvegli.
 
Che poi magari è solo colpa della primavera, belle ragazza in giro, io che smetterei di fumare se non fosse che non fumo.
 
Ma aldilà di tutto, aldilà di questo, io non posso che essere felice, insomma, non è per dire ma io ho un HTC s710.

Consideratio

Vuoi vedere che evitare di riflettere, pensare alla morte, al destino, alla morale e concentrarsi su vestiti firmati, occhiali da sole di marca e andare in palestra è una scelta fortemente ragionata, una possibilità da non scartare. Fuggire le proprie sovrastrutture e tuffarsi in un sentiero preconfezionato dove sai già cosa desiderare invece di baloccarti in contorcimenti esistenziali, che inevitabilmente, comportano rughe, depressione e calvizia precoce.

Vecchiaia

Oggi taglio il traguardo dei 25.
 
Non ricordo quasi nessun mio compleanno, se non quello dei 20, concerto dei Subsonica e dopo abbiamo lasciato una qualche scritta nei dintorni. Chi c’era a quel concerto? Sicuramente il Capo & Mitch. Il Mitch di cinque anni fa… che meraviglioso scoppiato.
 
Ma alzandomi penso, a cose che mi han fatto venire in mente il discorso con Julia e un intervento di Nina. Che poi senza saperlo l’hanno avuto entrambe l’istinto di andarsene a Roma (J & N) e chissà se poi tornare.
 
Però ora caccio quei cattivi pensieri, e son contento di aver passato una serata ad un tavolino di un parco fra birra e schifezze, con la compagnia di Davide che eppur domani lavora. A parlare di problemi, consigliarsi, sfogarsi. Grazie Davide.

Google Reader

A me piace leggere alcuni blog: più che altro di amici cui si aggiungono quelli più interessanti in cui sono incappato per la rete.
 
Alcuni però il blog lo aggiornano raramente.
 
Ogni tanto vai a vedere se ci sono aggiornamenti, se non ci sono dopo un po’ di volte smetti di andare a visitarlo.
 
Questo per i diversi blog che seguo.
 
C’è una soluzione molto comoda: Google Reader, ti iscrivi, segni quali blog ti interessano e dopo lui ti riporta in una sola pagina tutti gli aggiornamenti che ci sono stati.
 
Ci si iscrive qui: http://google.com/reader

Condove

Oggi: grigliata. Quando ci sono più chili di carne o litri di birra delle ore che hai dormito hai tutti gli ingredienti. Aggiungiamoci che Ciro si fa rivedere e Ciube convince Baloo-Alfredo-Valu ad aggregarsi. Eh si, Alessia, a tradimento fa qualche orribile foto. Per lasciare una testimonianza ai posteri, doveroso.
 
Vabbè per Google Reader faccio un altro post… molto più professionale… non trovate?

Never let me down again

Ora lunghe e difficili passate davanti allo schermo, un venerdì che si presenta impegnativo, balena l’idea di continuare dopo cena a dedicarsi alle incombenze; sembra comunque ragionevole starsene a casa a riposarsi di fronte alla levataccia che si prospetta però poi mi dico che non posso cedere; neanche un passo, neanche una rinuncia. Il lavoro deve venire dopo, sempre. Anche dopo una serata tranquilla a casa di Davide.
 
E poi altri due giorni per preparare l’ultiima lezione, quella di lunedì. Ad un certo punto stacco. Salgo in macchina e ritorno a Buttigliera. Incrocio una BMW lucidata a specchio, dentro due ragazzi e due ragazze, tutti con occhiali a specchio. Li immagino felici nel loro sogno pre-confezionato. Semplice. Ma è che sono presuntuoso e mi sforzo di non ripensare a quella pausa in cui consultavo cataloghi in Internet alla ricerca del nuovo-cellulare-con-fotocamera-da-2-megapixel. Certo io lo cercavo con tastiera QWERTY (quelle con un tasto per ogni lettera) estraibile, capace di leggere PDF, documenti word e con connettività Bluetooth 2.0 & Wi-Fi, ma questi sono dettagli, la dura realtà è che uno non sa come comprarsela qualche soddisfazione e ci si abbandona ai gingilli: al-cellulare-che-fa-le-foto. In altri termini sono fottuto. Che poi l’assurdità di tutto ciò è che io le foto non le faccio (certo, il mio attuale cellulare non ha la fotocamera), perchè non ne colgo il senso. Certo capisco l’emozione del momento in cui dici "questo attimo è da bloccare, da conservare" quello che non capisco è quando le si riguardi queste foto. Per farlo devi avere un momento in cui ammetti di non avere la possibilità di cogliere un’emozione come quella che vai a ripescare. Mah. Dimenticare, perdere continuamente la verginità. Dimenticare e reimparare. Mi sembra sia meglio presentersi vergini alla vita, curiosi e tentati, piuttosto che rassomigliare una vecchia baldr***a che troppo ha visto e, davvero, non ne vuole più (nota-di-me: davvero  non trovi nessun giro di parole un po’ più intellettuale per esprimere il concetto?).
 
Vicino al punto di rottura, ma la macchina va, e dopo qualche attimo di cupa disperazione per le prospettive che m’attendono scatta quel meccanismo che nei momenti bui, quando rassegnazione e totale mancanza d’entusiasmo si associano alla serata che immagino, allora qualcosa mi spinge a cercare qualche energia, qualche molla. Qualche appiglio che il razionale non mi da. E mi ripeto quello che i Depeche Mode continuano a dire "Never let me down again". E per il resto si vede.
 
We’ve be on the run
Driving in the sun
Looking out for number one
Bierkeller, here we come
Right back where we started from

Well, hustlers grab your guns
The shadow weighs a ton
Driving through Rosta 
Bierkeller, here we come
Right back where we started from 

Bierkeller
Here we come

Fra tiri mancini, Tiromancino e problemi di case-sensitiveness

Era da un po’ che non riascoltavo due canzoni che un tempo mi piacevano molto, mi sembrano un profumo lontano, delle madeleine sbiadite. Due destini ti ricordi i giorni chiari dell’estate, quando parlavamo fra le passeggiate,
stammi più vicino ora che ho paura, perché in questa fretta tutto si consuma…, …
ed è per questo che ti sto chiedendo, di cercare sempre quelle cose vere
mi sembra un grido disperato, a cercar di ricordare a qualcuno ciò che conta, risvegliarlo dal sonno in cui siamo tutti o quasi, persi dietro a sciocchezze, incapaci di lottare per ciò che conta quanto siamo disposti a farlo per le futilità… la descrizione di un attimola sensazione che in un attimo, qualunque cosa pensassimo poteva succedere… …E poi cos’è successo… che malinconia questo verso, di quando uno ripensa a ciò che sembrava sarebbe potuto essere ed invece… non che io abbia rimpianti che mi porto dietro però un po’ di malinconia, beh la mette, …mi chiedi di partire adesso, perchè i numeri e il futuro non ti fanno preoccupareimmediatezza, sfuggire la logica che ci inchioda alla banalità quotidiana. E’ difficile trovare qualcuno con cui condividere questa logica…

Ed ore ed ore a preparare le lezioni del corso di Ivrea. Da un lato è una bella sfida spiegare un argomento a qualcuno che lo utilizza da due anni quando tu hai due giorni per impararlo meglio di lui. Alla fine però economicamente parlando il gioco non vale la candela perchè i giorni a preparare le lezioni sono due-tre volte quelli necessari a tenerle le lezioni. E’ vero che imparo molto, imparo in maniera diversa. Cambia il modo in cui approccio la materia ma direi che è decisamente più fruttuoso di quando studiavo solo per interesse o peggio ancora per soddisfare le richieste di qualche svogliato professore.

…e ore perse per una lettera minuscola anzichè maiuscola… …e poi divento nervoso…