Intensità

Adoro scovare queste frasi. Adoro le canzoni, i testi e le situazioni che all’interno di grande volgarità nascondono una perla di delicatezza. Preferisco il vivere, l’agire intenso e pieno d’errori e di passioni, di sentimento alla frigida e vuota educazione. Sono solo quattro parole in croce ma eccole:Amore mai trovato in giro per la terra quello che ti ho narrato dentro al tuo Cuore serra. Precedute e seguite da riferimenti osceni. Ma voi parlate mai a qualcuno che non avete ancora incontrato?  Mi sembra una cosa stupida ma anche così ingenuamente bella. Anche se va rafforzare la mia idea che spesso ci si innamori di una idea più che di una persona, spinti più dalla voglia d’innamorarci che da quello che troviamo.  Forse è giusto sia...

…niente…

Sto provando a rimediare alla mia limitatezza musicale provando ad ascoltare qualche nuovo gruppo che ancora non abbia avuto modo di raggiungere il mio regale apparato uditivo. Pink Floyd. Riascolto, come da far mio, mille e mille volte un solo pezzo: Wish you were here So, so you think you can tell Heaven from Hell,blue skies from pain.Can you tell a green field from a cold steel rail?A smile from a veil?Do you think you can tell?And did they get you to trade your heroes for ghosts?Hot ashes for trees?Hot air for a cool breeze?Cold comfort for change?And did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage?How I wish, how I wish you were here.We’re just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year,Running over the same old...

End of Week-end

Venerdì insonne, d’un paio d’ore appena consumate a riposare. Sera di birre sospirate, meritate forse, a seguito d’un preludio ballerino in uno di quei locali che son popolati da animatori che lanciano i balli, fanciulle entusiaste di sfoggiare, beh, un po’ tutto e barman che ti pinzano la drink card. Che si può fare, assonnati e privi di birra a buon mercato, se non dividere l’ennesima lamentela, sempre più stagionata, sulle donne causa di tutti i mali il più grave dei quali è il non esserci. Ma poi le amiche le vedi scatenarsi felici e sei contento di essere lì anche se non ti disperi per la chiusura non tarda del locale che ti lascia il tempo, appena appena, per irrompere all’Eagle house a rimandare il sonno dei gestori; lì...

Mattinata cereale

La solitudine dei cornflakes che affogano nella tazza. E’ mattino, è mattino per davvero, fra i clacson che suonano e il sole che, beh si fa desiderare. E pensare che ieri me ne stavo con la giacca ripiegata su un braccio, che caldo, a sognarmi quel mare di lucciole che apparirà entro qualche mese in quel posto che io conosco, le serate in maglietta, le escursioni, le notti in tenda. Però a me piace questo grigio di oggi, anche se fa un po’ male al mio sentirmi solo e mi fa venire voglia di fumare, passeggiando per le strade fra me e me, forse solo per accorciare d’un minuto questa vita a volte troppo d’attesa. E’ che c’è troppo posto, ed un poco di vuoto mi rimane sempre dentro.