Moonbiter.net

Mi sono deciso ad aggiornare il sito moonbiter.net

Dichiarazioni di fine anno

Ho iniziato a tenere questo blog più di un anno fa principalmente come spunto per spingermi a scrivere di tanto in tanto. Io che avrei voluto scrivere ma non avevo mai trovato una spinta tale da stanarmi dalla mia mortale pigrizia. Ora lo dico qui, Urbi et Orbi, io voglio scrivere. Almeno un libro. C’è bisogno di faccia tosta, di saper gettare il cuore oltre l’ostacolo, direttamente in un burrone se serve e quindi, fra le nebbie di un risveglio ancora in corso io mi affermo qui come "scrittore che non scrive", un bozzolone in attesa di mutarsi nell’essere dai colori cangianti, in uno "scrittore che scrive". Perché un uomo nella vita dovrebbe fare un figlio, piantare un albero e scrivere un libro. E da qualche parte bisognerà...

Stopped waiting for

24 anni, la sensazione di avere sbagliato molto, di aver imparato moltissimo.

…caratteraccio

E’ mattina. Sono stanco. Un poco brillo. E sono incazzato. Incazzato forse solo perchè ho un caratteraccio e mi incazzo facilmente, senza motivo. Incazzato forse solo perchè è un modo per chiedermi "sei adatto a quello che stai facendo?". Incazzato perchè fra tanta intelligenza trovi degli imbecilli, sfigati che non valgono un pelo del mio culo. Sempre rispettosamente parlando. Epperò ieri è stata una giornata speciale. Particolare. Ne sono avvenute di cose, cose che a me forse non sembrano assurde essendo entrato in una certa logica ma che a chi le racconterò lo sembreranno… e mi guarderanno con occhi sgranati. O forse mi illudo. E’ stata una giornata lunga e credo di essermela cavata, non bene quanto avrei voluto ma comunque pare sia...

D’allargate prospettive e di scorpacciate filistee

Fra le lettere morte abbandono le mie parole al ritorno di una serata spesa fra filistei (nota: filisteo = non goliarda), con quel che ne consegue ovvero rientro ad ora umana ed in stato di semi sobrietà. Una serata tranquilla a casa di colei che spesso è chiamata "Mamma" per i suoi modi e che mi ha rifilato una borsa assolutamente apprezzatissima di cibarie e alcolici. E mi lascia sempre uno strano piacevole sapore rivedere Laura, che mi ritrovo sempre a ravanare nel solo unico pensiero, che forse non le ho detto o che lei magari ha dimenticato. Chi può dirlo (e chi cogliere ‘l’effettiva differenza?), che poi non avrei problema alcuno nel dire. Di quanto alla fine dell’estate dopo la quinta superiore, in un punto preciso che ricordo,...

Dei complimenti, il resto son schiocchezze

In questi giorni sono stato sempre sul punto di scrivere ma ho poi finito col concedere una pausa alla penna, ultimamente affaticata da continui post che nessuno legge più. Ma una cosa che merita di essere detta c’è:Venerdì, 15 Dicembre 2006, ore 9.45, aula magna del Politecnico di Torino, si è laureato "Il capo", "Il bestia", "L’arcano bevitore", "Rutto tonante". Lo si può chiamare in tanti modi, ma tanto avete capito di chi parlo. Spiace per la gente che a causa dello sciopero (poi parzialmente revocato) non è potuta venire e per Daniele, che lo studio l’ha strappato e portato in Svizzera, ma che ha preparato due splendidi cartelloni di laurea. E non è stata una settimana leggera. Ormai divertirmi e...

Universiadi

Mi hanno preso per una collaborazione relativa al broadcasting. Non so altro di quello che dovrò fare… mmm dai questa volta potrei anche svolgerlo davvero il lavoro invece di divertirmi solo a farmi scegliere… vedremo… certo l’inizio è fissato lo stesso giorno in cui devo fare una presentazione ma suvvia…   E comunque per quanti non lo sapessero l’inno delle universiadi è il Guadeamus Igitur, studiatevelo ragazzi. Ah si, è in latino.Lo trovate qui cantato & messo in mp3.

Fuga

Voglia di fuga. Davvero, un bisogno che occupa tutto me stesso. Individuare una meta è solo un dettaglio, il luogo non ha importanza, l’essere altrove è il solo requisito. Alla solitudine ho fatto l’abitudine, per quanto sia possibile. La TV non mi fa più compagnia, un foglio bianco non assorbe più il sangue che sgorga copioso. E i vincoli cadono appropinquandomi al limite per cui mi chiaman folle. Quello che dovrei fare per guarire é riprendere il ritmo delle cose, la routine. Impegnarsi, studiare, recuperare. La testa forse non tacerebbe ma sicuramente abbasserebbe la voce. Ma io non sono saggio, io rifuggo la soluzione corretta, la guarigione. A leggere questo mio blog devo apparire come un misantropo avulso da rapporti sociali ed invece il mio...

…Torino è poi per errore

Ore cinque del mattino, mentre le lancette se la spassano dalle parti delle ore piccole trovo ciò che cerco. Cammino per la mia amata città, passeggio. Mi fermo ad una fontana, guardo un vecchio palazzo. Quel tempo è solo mio. Ecco.   Ma quella è solo la conclusione della serata passata ad una cena della goliardia. Un po’ spiace non essere con i vecchi amici. E come non potrebbe. D’altra parte vi è una serata a tratti difficile forse ma ciò che mi piace, il motivo per cui provo ad insistere per cavarmela invece di rispondere  a testate, sono le persone che ho incontrato. Perchè alla fine di tutto sono sempre le persone che contano.

Vento o che altro?

L’intervento che ho scritto l’altro giorno è andato perduto, questo sfortunatamente no e appare in questo mio blog ormai privo di commenti da eoni…   E’ solo il vento venuto a cacciare i miei forse, rapirli, fargli fare vorticanti mulinelli e poi sparire  dove solo lui sa. Ch’io poi, a dire il vero, nel vento ci spero. Nello scompigliarmi questi pesanti pensieri, renderli tanto leggeri da volteggiare. Confondersi fra le foglie. E’ solo questo il mio misero sperare. Di poca ambizione posson tacciarmi d’esser malato. Ed io accetterei, anche solo d’un giorno far tacere il mare di voci che mi ballano attorno, dalla loro postazione priviligiata: la mia testa. Da ciò che è alla destra. E poi forse con questa parola e...