Maledetto

Sono giorni ormai che sono chiuso qua dentro…
solo dite?

Magari.

Dal giorno che ha guardato Pulp Fiction quel fottuto nano da giardino (il mio coinquilino non-pagante) ha un qualcosa di strano che gli balena negli occhi.

Mi fissa il bastardo.

E tutto è peggiorato dopo la visione di Paura e Delirio a Las Vegas, sembra spiritato ora.

"Vattene maledetto scoppiato" gli grido. E lui niente.
Continua a fissarmi, ha il cervello ridotto in pappa oramai,
perennemente sotto acido.

Aspetta solo che io ceda, fiaccato dalla stanchezza e dalla malattia.

Quel sorriso da fumatore incallito di crack non sembra aver
alcuna intenzione di abbandonare il suo viso di gesso.

Tengo sempre il martello a portata di mano, con la speranza di far in tempo ad usarlo, che non mi colga allo sprovvista ma ormai il sonno sta per prendermi e so che un momento dopo sarò fottuto.

"Maledetto bastardo, tu e tutti i bruciati del cazzo come te non mi avrete mai". Forse il mio ultimo grido isterico… lui che se ne sta con le mani sulla pancia, tranquillo ma pronto a scattare mi guarda come un lupo guarda un agnellino. E queste dannate palpebre si fanno sempre più pesanti…

Malattia

Eh si, malato. Una di quelle ottime scuse che trovo per starmene a ricaricare le pile. E cercare una direzione
perchè il problema non è tanto l’energia quanto l’obbiettivo verso il quale dirigerla.

Tempo che spendo nella visione di film formativi: da "Paura e delirio a Las Vegas" a "Trainspotting" passando per
"Pulp fiction".

Sapete quel discorsone che si spara Renton all’inizio di Trainspotting? B’è c’eravamo arrivati già di nostro.
Spendere la parte migliore delle nostre forze in un ufficio? Non è questo che voglio. Non è a questo
che mi arrendo.

Fumare Marijuana su un letto in compagnia di una splendida, intelligente fanciulla. Ecco cosa sarebbe u
diversivo. Ma ahimè questo genere di attività non mi si addice, l’età dite? Ehi ehi…

Ma dovrei ritornare al mio mal di testa.
Condito & farcito di miliardi di dubbi esistenziali.
Ma sono sempre i soliti.

Un saluto a tutti fanciulli & fanciulle. Quando vi va di fare casino chiamatemi, mi riprendo al volo.

Libertà

Come molti di voi sanno me ne sto durante la settimana qua a Torino, da solo. Vengo giù la domenica sera, riparto il venerdì pomeriggio. A volte avverto la solitudine però oggi ho pensato a quanto davvero sono libero. Lo ero già molto prima: ho sempre potuto uscire e andare a farmi un giro, tornare all’ora che volevo o starmene fuori casa qualche giorno senza aver bisogno di specificare dove andassi. Il grado di libertà che ho adesso in più è che potrei andarmene senza che qualcuno neanche lo sappia, capite potrei decidere di andarmene a Nizza per tre giorni, partire adesso. E nessuno lo immaginerebbe. Magari l’ho anche già fatto, rimane una cosa solo mia. Credo sia anche il clima che mi fa sentire in un mio privatissimo microcosmo di cui sono il padrone assoluto nonchè l’unico abitante. E non mi dispiace affatto la mia tana…

Cammini nient’affatto minimi

Credevo, ero fermamente convinto che fosse tutto lì, ad un passo appena, ad attendere che trovassi la voglia di alzarmi e rimettermi in marcia. Ed io lì con tutta la calma del mondo. Quante cose si imparano quando hai la fortuna di non sapere nulla. Quante cose ancora da imparare. Lo facciamo assieme questo viaggio? Cari compagni di strada, oggi sono positivo. Insensatamente.

Sussurri

Io non so scrivere poesie, ma non per questo evito di farlo. Un poco mi vergogno ma non abbastanza da evitare di farlo.

Son solo sussurri
ch’odo di quassù
ove mi colse la luce
d’una piazza Castello di mezza mattina,
abbagliato al punto di cessare
certo di desiderare, temo d’amare.
Eppur ancor vorrei
reincontrare quel profumo
che fugge da una panetteria
nelle prime fredde ore
di Dublino, Monaco, Berlino
quando, ora so, m’illudevo
d’esser straniero alle vie,
straniera la mia voce, i lontani imbarazzi
E sol ora m’accorgo
dei timori scivolati sotto al treno
mentre l’osservavo fuggire la città,
spandersi per le campagne.
Pioveva sai e mi distrassi,
me ne dimenticai,
come al principio fu,
credimi, di me